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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 00:19

Franco Dellerba in mostra alla Galleria Francesco Foresta

Franco Dellerba in mostra alla Galleria Francesco Foresta

Lecce - L’Associazione Culturale Galleria Francesco Foresta, nel seguire il proprio programma per Lecce Capitale Italiana della Cultura 2015 e nell’ambito del Picturebook Fest, primo Festival dell’arte e della letteratura per ragazzi a Lecce, a cura dell'associazione LedA, ITC Advisor e Chiara  Lorenzoni, presenta una propria rassegna "Di-Segni” a cura di Alfredo Foresta articolata in tre specifiche mostre,  “Miramuri”, tavole illustrate di Alessandro Sanna e Massimiliano Tappari, “Alessandro Anselmi, Di-Segni di architettura " a cura di Ester Annunziata con Studio Anselmi Associati_ Valentino Anselmi, Cecilia Anselmi, Valerio Palmieri e la mostra Franco Dellerba_Luce a cura di Lorenzo Madaro.

Giovedì 15 ottobre, alle ore 18.30, sarà presentata la monografia di Dellerba (ed. Grafica 080) con testi di A. Bonito Oliva, M. Bonomo, P. Marino, F. Solmi e altri autori. Dialogheranno con Dellerba i critici d’arte Marinilde Giannandrea e Lorenzo Madaro. Contestualmente sarà presentata la mostra Franco Dellerba_Luce, a cura di L. Madaro, con un percorso sintetico dedicato ad opere storiche e recenti del maestro.

Franco Dellerba / Monografia

“È un homo faber, Franco Dellerba, l’artista barese classe 1949 che di recente – nel 2013, ma nei fatti è quasi inedita – ha licenziato nelle trecento pagine di una articolata e documentata (oltre che piacevolmente ingombrante) monografia il suo lungo percorso nomadico nell’arte. La sua storia è legata indissolubilmente a quella di Marilena Bonomo, la coraggiosa gallerista morta di recente. “Ricordo il giorno che ti ho conosciuto”, rammenta la stessa Bonomo in una delle prime pagine del libro, in un testo che si conclude con un augurio affettuoso, da autentica testimone oculare di un percorso creativo denso di sorprese e cambiamenti: “Continua a giocare, Franco tra l’utopia e la logica e continua a ricordare perché con te il ricordo è felice, la luce è amica e l’ombra è lieve”. La monografia raccoglie cronologicamente i momenti salienti della sua ricerca, a partire dai primi anni Settanta, quando riflette sui valori dell’iconografia religiosa, ma in chiave antropologica, adottando in particolare le luminarie che appartenevano – e appartengono – al repertorio delle feste popolari del Sud, il suo Sud. Nel 1978, in occasione del Premio Michetti curato da Franco Solmi, propone un polittico dal titolo indicativo: Celebrazione, legata proprio alla poliedrica figura di Michetti. Lo scomparto dedicato all’artista di Francavilla al Mare è circondato da lumini, che attestano una sua attenzione anticipatrice di tutte quei recenti e recentissimi revival di alcuni giovani artisti italiani, che hanno subito la bellezza e le potenzialità di queste “luci”. Lo stesso Solmi nello stesso anno lo invita a La metafisica del quotidiano, alla Galleria d’arte moderna di Bologna: qui propone addirittura una cassarmonica di oltre dieci metri di diametro. Dellerba in questo periodo, come attesa il regesto delle mostre pubblicato in calce, avvia un’intensa attività espositiva. Con il supporto della Galleria Bonomo scala vette importanti, in musei e luoghi espositivi di pregio. Ma anche in fiere internazionali come Art Basel a Basilea. Sfogliando le pagine del libro, oltre ai testi critici di Solmi, Bonito Oliva e del giornalista barese Pietro Marino, solo per citarne alcuni, ci si scontra poi con le opere successive: gli anni Ottanta sono ancora legati al tema della luce, rimodulato con declinazioni differenti. Biciclette usate rimaneggiate, altri elementi di recupero del tutto ricomposti con l’ausilio delle luci. Il suo atelier è un'officina in cui avvengono trasformazioni inesorabili, in cui la sua manualità esperta trasforma oggetti d'uso quotidiano in simulacri da osservare con stupore. Gli anni Novanta sono più eclettici: Mare mosso è uno dei suoi lavori più complessi. Esposto in una mostra di quel decennio di Achille Bonito Oliva, è un ironico e irriverente palinsesto di lettere mobili da installare tra le onde del mare. È l’ironia, una delle chiavi per comprendere il lavoro di Dellerba”. (L.M.)


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