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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 21 febbraio 2018 - Ore 21:57

Pakkiano 2016 , quando il carcere diventa moda

Pakkiano 2016 , quando il carcere diventa moda

Lecce - Aveva suscitato tanto scalpore a inizio luglio l’arresto di Stefano Cigana (alias Il Pakkiano) da scatenare un’onda d’urto mediatica così forte che per una settimana i media del Veneto non hanno parlato d’altro. Creativo eccentrico ed irriverente ha visto nascere la fortuna di Pakkiano nel 2013 con uno scontro diretto niente meno che con l’ex boss della Mala del Brenta Felice Maniero. Da qui un susseguirsi di provocazioni mediatiche e pubblicitarie come lo spot sulla lapidazione poco prima dei fatti di Charlie Ebdo, l’attacco diretto a Benetton e al fotografo Oliviero Toscani sono solo alcune delle strategie comunicative che lo hanno portato ad essere in poco tempo uno dei creativi più gettonati del Veneto. La teoria porterebbe a pensare che un avvenimento come un arresto sia compromettente per un’attività, ma per Pakkiano non è stato così. Il primo social brand d’Europa che ha puntato tutto sulla commercializzazione e pubblicizzazione dei suoi prodotti online ha visto crescere in maniera esponenziale le vendite come conseguenza diretta del boom nella rete scatenatosi dopo i fatti. In sostanza un “BENE O MALE, BASTA CHE SE NE PARLI VERSIONE 2.0”.

Questo è stato il punto cardine che ha fatto capire alla mente creativa “del Pakkiano” che ogni sua esperienza di vita poteva essere tradotta in arte social, in questo caso puro design carcerario da trasferire sulle sue collezioni di abbigliamento. Ed ecco pronta, dopo i primi 40 giorni di detenzione e disegnata direttamente in cella, la collezione e l’hashtag #POPOLAZIONEDETENUTA ispirata in primis al carcere SANTA BONA NUOVA di Treviso con l’obbiettivo di estenderla a tutti i carceri d’Italia. Si perché di fondo, oltre che coinvolgere anche altri artisti detenuti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, Pakkiano devolverà parte dei ricavati delle vendite al sostentamento delle strutture carcerarie. Attraverso le #LETTEREDALCARCERE pubblicate nella fan page del brand gli utenti web potranno seguire e capire le sensazioni e i sentimenti scritti su carta dai detenuti stessi ed esserne emotivamente coinvolti. Una funzione social e senza dubbio una geniale strategia di Social Media Marketing senza precedenti, penali esclusi ovviamente, che sta facendo molto discutere in positivo. La reclusione non sia mai esclusione quindi, come monito lanciato anche da papa Francesco dalla Bolivia, preso alla lettera da Stefano Cigana … tanto che i principali distributori di abbigliamento italiani stanno facendo a gara a suon di offerte per accaparrarsi l’esclusiva del brand. E voci di corridoio parlano di un Pitti 2016 con manette e abiti a strisce… Non tutto il male vien per nuocere, e adesso ne abbiamo le prove.


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