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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 09:28

Dal 30 maggio al 2 giugno al via il progetto DAMA

Dal 30 maggio al 2 giugno al via il progetto DAMA

Lecce - Dal 30 maggio al 2 giugno a Lecce, con una ricca programmazione che prevede un seminario, un laboratorio e i concerti di Salenduo e Officina Zoè, prendono il via le attività di “D.A.M.A - Danze e musiche del Salento". Il progetto di Tarantarte, realizzato in collaborazione con Coolclub, con il sostegno del Comune di Lecce e con il patrocinio di Istituto Diego Carpitella e Puglia Sounds, è finanziato nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” dal Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la realizzazione di un archivio multimediale e di un laboratorio permanente sulla musica e sulla danza popolari salentine che saranno ospitati in alcune sale del Castello Carlo V di Lecce.

L'obiettivo del progetto – che durerà circa due anni e sarà coordinato da Antonio Santoro - sarà, dunque, la valorizzazione di una parte del piano terra del Castello per la gestione di servizi con finalità educative, didattiche, sociali e di attrazione turistica. Sono previste quattro linee di azione: la costituzione di un archivio multimediale della musica salentina, diretto da Vincenzo Santoro, con un'attenzione particolare al vasto movimento di folk-revival che ha caratterizzato il territorio pugliese negli ultimi anni; la realizzazione di un vasto programma di attività seminariali e di fruizione pubblica dei contenuti; la realizzazione di una scuola di danza, diretta da Maristella Martella, con seminari, corsi e master-class sulla danza dalle sue forme coreutiche tradizionali salentine fino alle più recenti esperienze di rielaborazione in chiave contemporanea; lo sviluppo di percorsi formativi sull'imprenditorialità giovanile in ambito culturale e sociale.

Il lungo week end di presentazione del progetto alla città prenderà il via sabato 30 maggio alle 19 nel Castello di Carlo V con un incontro al quale parteciperanno Paolo Perrone (sindaco di Lecce), Alessandro Delli Noci (assessore all’Innovazione tecnologica, politiche comunitarie, politiche giovanili, politiche per il lavoro e formazione professionale del Comune di Lecce), Luigi Coclite (assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Spettacoli ed Eventi del Comune di Lecce), Antonio Santoro (responsabile del progetto), Maristella Martella (direttrice scuola di danza), Vincenzo Santoro (responsabile dell'archivio), Laura De Ronzo (presidente Tarantarte), Cesare Liaci (presidente Cooperativa CoolClub), Placida Staro (etnocoreologa). Subito dopo spazio alla musica del Salenduo, composto da Massimiliano De Marco (voce e chitarra) e Luca Buccarella (voce e organetto).

Domenica 31 maggio (ore 11/14 e 15/19) e lunedì 1 giugno (ore 10/12) sempre al Castello appuntamento con il seminario “Viaggio nella danza popolare in Italia” a cura di Placida Staro, etnomusicologa e ricercatrice di fama internazionale. Se non si ha avuto la fortuna di far parte di una comunità tradizionale, di danzare in ambienti familiari e conoscere i codici culturali della comunità di appartenenza, è necessario studiare e approfondire non solo gli aspetti cinetici della danza scelta ma l’inesauribile serbatoio di esperienze e conoscenze della tradizione di un popolo che la rappresenta. «Perché danziamo? Perché le comunità umane scelgono la danza per rappresentarsi? Cosa ritengono danza? Cosa esprimono i danzatori in un ambito di tradizione? Se appare superfluo chiedersi a cosa serva la danza in una cultura che la viva, non lo è in ambienti culturali complessi e contrastati (…)», sottolinea Placida Staro in un suo saggio. 

Queste tematiche saranno poi ulteriormente approfondite anche nel Laboratorio aperto di Pizzica e Tarantelle del sud Italia (lunedì 1 giugno ore 15/17 e martedì 2 giugno ore 11/13) con le insegnanti della scuola Tarantarte (Maristella Martella, Silvia De Ronzo, Manuela Rorro, Laura De Ronzo). La danza popolare è una danza aperta a tutti, agli uomini e alle donne, ai danzatori esperti e ai neofiti, agli anziani e ai bambini. Le donne, oggi come ieri, trovano nelle danze popolari una grande possibilità di espressione e di libertà.

Lunedì 1 giugno dalle 21 si festeggerà insieme la nascita del progetto Dama negli spazi esterni delle Officine Cantelmo con la performance di danza della Compagnia Tarantarte e con il concerto finale dell’Officina Zoè. Il gruppo nasce nella primavera del 1993, dall’unione di alcuni musicisti salentini e da subito diventa forza motrice di quel movimento di rinascita della tradizione musicale salentina, che ha portato oggi alla ribalta internazionale il Salento e le sue irreplicabili specificità locali. Il gruppo attualmente è composto da Cinzia Marzo (voce, flauti, tamburello e castagnette), Donatello Pisanello (organetto diatonico, chitarra, mandola, armonica a bocca), Lamberto Probo (tamburello, tamborra, percussioni salentine varie: cupa cupa, lavaturu, violino a sonagli), Giorgio Doveri (violino, mandola), Luigi Panico (chitarra, mandola, armonica a bocca) e Silvia Gallone (tamburello, tamborra e voce).

Il programma proseguirà, come detto, con corsi bimestrali o intensivi durante i week end, seminari di Danze, suoni e sensi dedicati ai giovani disabili, residenze artistiche e masterclass specialistiche per danzatori e insegnanti. Nel corso del progetto saranno inoltre organizzati numerosi percorsi attraverso la proiezione di film, videoclip e documentari, incontri letterari e concerti e molto altro ancora.

La compagnia Tarantarte nasce nel 2009 a Bologna dall’incontro di danzatrici di diversa formazione. È diretta da Maristella Martella che con la sua danza teatrale incrocia passato e presente, classico e contemporaneo, elementi popolari del sud Italia con elementi del mondo mediterraneo, propone una ricerca teatrale ed espressiva sul Tarantismo salentino e la magia misteriosa della trance. La compagnia negli anni ha realizzato le proprie performance in luoghi non convenzionali, antichi e a volte abbandonati, come vecchie masserie, ajare, chiostri, anfiteatri, teatri greci e romani, siti archeologici, attivando un’interazione tra luogo, performance e pubblico.


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