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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 18:59

Giardino Radicale, laboratorio partecipato di design in carcere

Giardino Radicale, laboratorio partecipato di design in carcere

Lecce - Si concluderà sabato 23 giugno alle 13 con l'inaugurazione della “Cucina”, Giardino Radicale, il progetto di design partecipato all'interno della casa circondariale di Borgo San Nicola. Grazie al progetto “Gap, il territorio come galleria d'arte partecipata”, finanziato da Fondazione con il Sud, nella casa circondariale leccese si è avviata da oltre un anno la trasformazione dello spazio vitale di un'intera sezione del settore maschile R2, attraverso il coinvolgimento della popolazione detenuta, chiamata ad una rivoluzionaria appropriazione dello spazio detentivo. 

Nella prima fase del laboratorio di design, che si è tenuta nella primavera dello scorso anno, i circa 40 detenuti che hanno preso parte al progetto, ideato da Francesca Marconi, coordinatrice artistica di Gap, in collaborazione con la regista teatrale Paola Leone, che da anni lavora all'interno della struttura detentiva leccese, hanno lavorato al fianco dei designer Maurizio Buttazzo e Roberto Dell'Orco, ripensando gli spazi comuni, progettandoli e lavorando attivamente al loro restyling. Attraverso interventi murali, rivisitazione della pavimentazione e creazione di complementi di arredo: tavoli, sedute, librerie, sono nate così una “Sala comune”, una “Barberia”, la “Sala telefono” e la “Sala ginnastica”. Nella sua seconda fase il progetto ha invece riguardato il rapporto con il cibo e quindi con la cucina, sia in senso materiale che astratto. 

La cucina 

La cucina è il luogo della socialità, dove si sta insieme e ci si racconta anche attraverso quei gesti quotidiani normalmente negati dalla reclusione. Attraverso la realizzazione di due cucine.  I detenuti della sezione r2 avranno la possibilità di preparare i pasti da consumare insieme nei giorni di festa. Una possibilità di socializzare e condividere ma anche di non riscoprire la gioia di profumi e ricordi. Non a caso, alla realizzazione delle cucine è stata affiancata anche la creazione di un ricettario video. Una raccolta di ricette che diventano il pretesto per ricordare e raccontare se stessi.  

“Il carcere come luogo di possibilità mancate, di mondi inesplorati,  mondi immaginari che prendono vita e diventano abitabili nella vita concreta, questo è stato per me il lavoro sulle ricette. Un lavoro fatto insieme a circa 12 detenuti, ci siamo divertiti, abbiamo fatto il possibile per fare nel  poco tempo a disposizione del nostro meglio, per cercare qualcosa di noi, dentro una cucina appena costruita ma le nostre tutte evocate, non ci importava far venire fuori la ricetta, ma ci importava venisse fuori qualcosa che  ci appartenesse”, spiega Paola Leone, che ha curato la raccolta di racconti legati a un ricettario personale insieme al fotografo Yacine Benseddik, che ha realizzato anche delle video interviste.

“Qualcosa che ci appartenesse prima della situazione in cui i protagonisti di questi video sono adesso. Qualcosa prima della detenzione, che durante questo periodo si è sfocata o assolutamente mantenuta intatta, qualcosa che appartenesse all’uomo in quanto tale, spogliato dal fare e abitato dall’essere. 

Ci siamo addentrati nei piccoli ricordi, nelle passioni che animavano le loro vite, è bastato questo perché si aprissero davanti ai nostri occhi  degli scenari, ecco comparire un paio di pattini, l’amore per il canto, la fede, la cura, la passione calcistica ecc..”. 

Cos'è Gap

Il progetto Gap è un esteso laboratorio territoriale di sperimentazione e contaminazione dei linguaggi contemporanei dell’arte nel dialogo con il tessuto sociale e geografico di confine e si realizza attraverso il coinvolgimento della comunità come risorsa necessaria per la progettazione e creazione di servizi e sistemi fruibili da parte di persone con esigenze, abilità, culture e bisogni diversificati. I laboratori si concretizzano attraverso diverse azioni di riqualificazione del territorio e di risposta alla scarsa valorizzazione dei luoghi di aggregazione informale, in particolare degli spazi all’aperto, affidate alle associazioni SudEst, Ramdom, Pepe Nero, di cui è capofila l'associazione Lua (Laboratorio Urbano Aperto). Gap è realizzato con il sostegno della Fondazione Con Il Sud Progetti Speciali e Innovativi 2010 e con il contributo della Regione Puglia. 


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