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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 07:43

"Ci vuole un fiore, a teatro con mamma e papà" al teatro di Novoli

"Ci vuole un fiore, a teatro con mamma e papà" al teatro di Novoli

Novoli - Domenica 1 febbraio (ore 17.30 - ingresso 5 euro) con lo spettacolo "Dr. Jekyll e Mr. Hide. I buoni lo pensano, i cattivi lo fanno" di Principio Attivo Teatro prende il via "Ci vuole un fiore, a teatro con mamma e papà", rassegna di spettacoli per famiglie che rientra nell'ambito della stagione del Teatro Comunale di Novoli, in provincia di Lecce, promossa dal Comune di Novoli, Fondazione Focara, Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con Factory Compagnia Transadriatica e il sostegno di Società Agricola Calcara e Cantine de Falco. Il secondo appuntamento della "rassegna nella rassegna" è previsto per domenica 15 febbraio con "La sposa sirena" della compagnia Crest di Taranto.

"Dr. Jekyll e Mr. Hide. I buoni lo pensano, i cattivi lo fanno" di Principio Attivo Teatro è uno spettacolo comico senza parole di Francesco Niccolini con Dario Cadei e Fabrizio Pugliese, "molto" liberamente ispirato al romanzo di Robert Louis Stevenson "Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde", agli omicidi di Benjamin Barker, meglio noto come Sweeney Todd e al cattivo effetto del caffè sulla popolazione anglosassone. Jekyll è un medico grigio, annoiato, ossessionato dai sensi di colpa, pieno di inibizioni, eppure colmo di ogni tipo di desiderio vietato. Fa esperimenti e, a forza di bere intrugli, genera un altro se stesso, mister Hyde, che mette in pratica tutto ciò che il dottore, mite solo per ipocrisia e paura, vorrebbe fare. Il primo soffre le pene dell’inferno, l’altro si diverte, gode, e non pone freno alle fantasie che Jekyll imprigiona da sempre. Il risultato è una storia dove – senza bisogno di una sola parola – si ride con gusto di ciò che è vietato ridere: vecchiette petulanti schiacciano topi e girano per la città arme di lunghi coltelli, preti e poliziotti non si negano qualche vizietto, bambine diaboliche torturano impietosamente chiunque si metta sulla loro strada; mentre Jekyll si innamora dell’immancabile, bellissima, fioraia cieca, il povero vecchio Paul, maggiordomo del dottore, corre dalla mattina alla sera, e Hyde provoca incidenti stradali e omicidi a catena. Tranquilli, però: lo spargimento di sangue non è garantito, perché questo è solo un gioco, teatro musica e travestimenti, esorcismo collettivo dove i buoni vincono sempre. Uno spettacolo liberatorio, insomma, contro l’ipocrisia, i sensi di colpa e i ben pensanti che – si sa – sono quelli che pensano peggio. Lo spettacolo è una co-produzione di Principio Attivo Teatro, Veregra Street Festival, Salento Buskers Festival in collaborazione con Residenza Teatrale di Mesagne e Manifatture Knos.

La Sposa Sirena della Compagnia Crest per la regia di Michelangelo Campanale con Valentina Franchino, Salvatore Marci, Lucia Zotti, racconta la storia della bella sposa di un marinaio che si lascia sedurre da un giovane signore che poi l'abbandona; il marito al ritorno pensa che la donna meriti la morte e la getta in mare, dove le Sirene, affascinate dalla sua bellezza, la chiamano Schiuma e le insegnano a cantare ed incantare i marinai. Schiuma non riesce a scordare il marito, il quale una notte si lancia tra le onde; le Sirene lo vogliono trasformare in corallo ma Schiuma, ancora innamorata, lo salva con uno stratagemma. Non potendo vivere senza di lei, l'uomo affronta una prova di coraggio pur di riaverla: ruba un fiore-talismano custodito dalle sirene. L'impresa riesce e la sirena torna donna e sposa che aspetta il suo uomo forse perito o forse ancora marinaio giramondo: perché le storie si ripetono e le fiabe ripetono le storie a beneficio di grandi e bambini affinché gli errori non si commettano più. , sottolinea il regista. oggiAggiungi un appuntamento per oggi quella figura di sirena vibra, custodisce nelle maglie della sua vita il segreto di quella bella città che fu Taranto, e si fa specchio nel quale riflettersi e riflettere la realtà di oggi. Senza sforzo, i bastioni dell’antico castello, su cui si può sentire la voce di Filomena che aspetta suo marito di ritorno dal mare, si trasformano: dalle torri degli altiforni dell’Ilva il vento porta un lamento, una preghiera che quella città ogni notte recita, perché dal mare ancora una volta venga l’aiuto per ritrovare se stessa>.

Info

Teatro Comunale 

Piazza Regina Margherita - Novoli (Le)

Tel: 340.3129308 – 340.3769613 - 3200119048

mail : teatrocomunaledinovoli@gmail.com.


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