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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 14:06

"Bestiario Salentino": omaggio a Vittorio Bodini al Politeama Greco

"Bestiario Salentino": omaggio a Vittorio Bodini al Politeama Greco

Lecce - Bestiario Salentino è la diversa forma di interpretare alcuni tra i più bei testi poetici e narrativi di Vittorio Bodini, poeta e saggista tra i più celebrati e ammirati, tenacemente pregno dell’identità di questa terra e al tempo stesso fieramente al di sopra del provincialismo. Il desiderio è quello di celebrare Bodini, nell’anno del centenario della sua nascita, facendo palpitare e vibrare le corde della sua poesia tra parola, accenti, ritmo e sogno. Le parole che mutano con il variare dei temi e dei toni: l’amore raccontato con sarcasmo e dolore da Salvatore Toma; la terra, amara di nostalgia ed aspra di Bestiario raccontata da Bodini, Epifani, Pagano, Fiore; la tenerezza e la follia, la poesia e la morte, che hanno colorato le vite e le parole di Tommasi, Edoardo De Candia,  Ercole Ugo d’Andrea, Antonio Verri ed ancora Salvatore Toma.

L’impressionismo dei paesaggi e il pathos dei sentimenti contrastanti costituiscono il nucleo di un gioco teatrale a volte ironico e provocatorio, a volte tenero e struggente. Quella voce narrante ha le parole di Antonio Errico, autore della tessitura narrativa dello spettacolo, di un racconto di prosa e poesia che, coniugato con il gioco video-sonoro, diventa eco di tempo più longevo della vita. Una lettura registico - interpretativa che non si muove, come accade di sovente sul distacco, la divisione o la separazione tra il testo e l’attore, ma qui ne diventa corpo timbro essenza del dire, dell’essere detto. Molto suggestive le musiche e sonorizzazioni di Gianluigi Antonaci che creano luoghi  e ambienti consonanti.

La morte, l’amore, la poesia. Come tre abissi. Come tre cieli. Oppure come un solo nodo, un’ossessione sola, breve e profonda come la sua vita. Con questo nodo intorno all’esistenza, il poeta si fa paura. Ma un grande poeta, un grande poeta si riconosce dalla paura che si fa. Scrive della morte. I morti che vivono nella sua poesia sono così: simboli della finitudine e dell’eterno, immagini del tempo e del non tempo, sempre ritornanti, sempre risorgenti, perduti e presenti, eternamente nati, eternamente in noi, specula e coscienza.   Scrive d’amore. Di un amore istintivo carnale vorace. La donna è sussurro, cuore, carne viva, bestia, gambe, conoscenza, desiderio. Ma anche – e soprattutto - dolcezza che fa vergognare il paradiso. L’amore è dimensione legata a nodo stretto alla morte.

Hanno forse la stessa origine misteriosa, lo stesso senso di totalità, di incontenibile tensione. Con l’amore e la morte un uomo, una donna, dimostrano a se stessi la propria unicità. Sono l’abolizione dello spazio, il superamento del tempo, un ponte verso l’oltre e l’altrove, l’essenza di una storia personale e di un’esperienza esistenziale cosmica e interiore. Scrive di poesia, scrive di sé. Sa che il poeta può solo tentare una poesia e che questo tentare è una disperazione d’uomo, un rasentare la follia, uno sprofondare in mari o un librarsi in cieli che non sono i normali mari o i normali cieli. Sono un destino che volendo si potrebbe anche rifiutare ma a costo di rifiutare anche la poesia. Perché poeti così, creature così, che sentono l’urgenza di raccontare i loro destini, le loro passioni, cominciano senza premesse, finiscono senza conclusioni. Tutto parte da Salvatore Toma. Dal suo gioco con la Morte che affonda nella parola fatta di Suono e poi di Musica. Musica del cuore Sangue del Sentimento. Terra selvaggia di Amore laddove la Morte diviene Poesia. Una poesia in concerto con lo spazio senza misura nel ritmo di un accento. Il tempo non è più. È ricordo. Ricordo mancato o mai ritrovato. È la promessa di un immagine sottile che diviene altare che cerca il sacrificio proprio. La luce è una bestia e la favola una minaccia. La morte è un incantesimo dove l’uomo ha bisogno di perdersi.

ANNA MAZZAMAURO

Combattente e anarchica, vera come poche, lontana da salotti politici e clan, Anna Mazzamauro è attrice e scrittrice. Formatasi presso il Cut Centro Universitario Teatrale insieme a Gigi Proietti, Antonio Calenda, Ginny Gazzolo, Leo De Berardinis. Esordisce a teatro nei primi anni 60 a Roma. Non è solo una brillante caratterista e attrice comica, resa celebre al grande pubblico dal personaggio della signorina Silvani, la vamp della serie di fortunati film sul ragionier Fantozzi, ma durante la sua carriera ha saputo distinguersi in numerosi ruoli drammatici. Ha interpretato Erano tutti miei figli di A. Miller, Cesare e Cleopatra di G.B. Shaw, La voce umana di J. Cocteau, Raccontare Nannarella di M. Moretti, Lisistrata di Aristofane, La Parigina di H. Becque, Eva contro Eva di M. Orr e R. Denham, La strana coppia di N. Simon, La Locandiera di C. Goldoni, Cyrano de Bergerac di E. Rostand, Fantasma d'amore di N. Simon, Caro bugiardo di J. Kilty. Ha scritto e interpretato Quando eravamo...da sola, Diario di un pazzo che amava Shakespeare, Brava, Serata d'onore e d'amore, Nuda e cruda, attualmente in scena. Ha lavorato con Adriana Asti, Gianni Santuccio, Annibale Ninchi, Marina Bonfigli, Giorgio Albertazzi, Luciano Salce, Carlo Croccolo, Oreste Lionello, Gino Cervi, Paolo Villaggio, Neri Parenti, Lino Banfi, Gianfranco Funari, Ric e Gian, Elio Pandolfi, Bruno Lauzi, Aldo Giuffrè, Maurizio Costanzo, Leopoldo Mastelloni, Pier Francesco Pingitore, Aldo Trionfo, Alberto Lionello, Giovanni Lombardo Radice, Patrick Rossi Gastaldi, Michele Gammino, Pino Strabioli. Da sempre ha avuto consensi unanimi di pubblico e critica, che le ha assegnato un Nastro d’Argento, due Maschere d’Argento per la sua interpretazione in Nannarella, il Premio Charlot per la sua prolifica carriera teatrale. Orgogliosa di essere un'icona gay, è stata recentemente incoronata a Milano Queen of the Comedy durante la 28° edizione del Mix, il festival di cinema gaylesbico, un premio assegnato in passato a Franca Valeri e all'almodovariana Carmen Maura. 

SALVATORE DELLA VILLA

Ha frequentato il Centro D di Torino con Iginio Bonazzi e debuttato nel 1994 al Teatro Alfieri di Torino nel Bonaventura di Sergio Tofano con la regia di Franco Passatore. Ha diretto e interpretato lavori di Pirandello, Cechov, Guy De Maupassant, Jerome K. Jerome, Ionesco, Sergio Tofano, Gaber, Stefano Benni, Luciano Violante, Bontempelli, Shakespeare, Victor Hugo, Aristofane, Garcia Lorca, Rostand, Saint-Exupéry, Campanile, Rodari. Nel 1994 ha fondato Teatro Mascaranu Formazione e Ricerca dell'Attore e nel 2012 costituisce la Compagnia Salvatore Della Villa. Ha lavorato, tra gli altri, con Riccardo Caporossi e Anna Mazzamauro. Docente di Tecnica Fonetica e Didattica della Voce da diciassette anni dirige la sua Scuola di Teatro. Ha inoltre studiato violino presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Attualmente è in scena con Il Piccolo Principe di Antoine de Sain-Exupéry, concessione rara e riconosciuta dagli eredi ed editore francesi,  per il quale ha realizzato l'adattamento teatrale e la regia, Il Grigio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini e il Concerto Poetico Bestiario Salentino di cui firma anche la regia. Per la stagione 2014.15 è previsto il debutto nazionale di Caligola di Albert Camus. Per la televisione ha lavorato ne Il Giudice Mastrangelo per la regia di Enrico Oldoini con Diego Abatantuono e Amanda Sandrelli e Il Ritorno di Olaf Kreisen con Alessandro Preziosi e Tanja Wedhorn. Per il cinema ha doppiato l’attore italo-americano Federico Castelluccio nel film Controra di Rossella De Venuto.

GIANLUIGI ANTONACI

Pianista, compositore ed informatico musicale, nato a Zurigo, vive ed opera nel Salento. Già docente di “Modelli d’analisi e trattamento digitale del suono” e di “Laboratorio di restauro audio” per il Dipartimento Nuove Tecnologie  presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, organizza laboratori di teatro-musica, corsi di specializzazione in informatica musicale, corsi di formazione per docenti su tematiche quali multi/ipermedialità e creatività. Le attività professionali ed artistiche sono fortemente qualificate grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche nell’ambito specifico della live electronics. Esperto di problematiche NIME  (New Interfaces for Musical Expression-Nuove interfacce per l’espressione musicale) e più in generale di Human-Computer Interaction – HCI. Nuova tecnologia, ed anche nuova estetica, protesa verso un lirismo ed una “nuova cantabilità” atta a ricreare un codice comune che metta in sintonia il compositore con il pubblico, emergono dal suo interesse verso le forme compositive multimediali quali quelle per il teatro musicale, per balletto o performer, per la video-art ecc. Ripercorrendo i meandri e le problematiche che ruotano attorno al concetto di intelligenza artificiale e tecniche compositive, di ascolto musicale e di estetica, l’autore cerca di preservare nella sua musica una solarità tipicamente mediterranea  conducendo tutte le sue esperienze artistiche e didattiche verso una riflessione di base intorno al rapporto arte-colore-immagine-suono-parola-gesto che si concretizzano in una ricerca sul linguaggio polisemico, un linguaggio cioè capace di interpretare e rappresentare contenuti simbolici che il soggetto può decodificare secondo differenti livelli e alternative griglie di lettura. Gli strumenti acustici e la voce sono sempre al centro di una sofisticata elaborazione  digitale in tempo reale dove il gesto esecutivo del performer tende a proiettarsi verso nuovi orizzonti sonori. Ha composto le musiche per Il Grigio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con la regia e interpretazione di Salvatore Della Villa. 

VALERIA VETRUCCIO

“Un’avvincente combinazione di vitalità e precisione tecnica”, The Wall Street Journal. Valeria Vetruccio, leccese, si è diplomata presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, sotto la guida del M° B. V. Massaro. Si è in seguito perfezionata con i Maestri A. Delle Vigne, F. Scala e R. Risaliti. Si è inoltre laureata “summa cum laude” presso la Southern Methodist University (USA), sotto la guida del M° J. Achucarro.  Dopo il brillante debutto all’estero all’età di 17 anni presso la Wiener-Saal del Mozarteum di Salisburgo, si è esibita in Belgio, Austria, Germania, Francia, Spagna, Bulgaria, Messico, Australia, Polonia, Canada, Israele, Turchia, Hong Kong. Del 2002 è il suo debutto sotto la direzione del M° John Rutter nella prestigiosa Carnegie Hall di New York,  dove ha interpretato il Concerto n°5 "Imperatore" di Beethoven con la New England Symphony registrando un tutto esaurito. Ha suonato e suona regolarmente in qualità di solista con orchestre sinfoniche e da camera, tra cui, in Europa, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra Filarmonica di Wrocalw (Polonia), i Solisti di Napoli; negli USA, la Dallas Chamber Orchestra, la Las Colinas Symphony, la Irving Symphony; in America Latina, con la Orquesta Filarmonica de Jalisco, la Sinfonica di Stato del Messico, la Sinfonica di Monterrey; in Medio Oriente, con l'Orchestra da Camera d'Israele e la Istanbul Filarmonia. E' attualmente docente di pianoforte presso il Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce.

GIORGIA SANTORO

Si è diplomata brillantemente in FLAUTO TRAVERSO e in JAZZ e si è successivamente specializzata in OTTAVINO, MUSICA JAZZ e FLAUTO solista. Ha frequentato numerosi Corsi di perfezionamento in flauto in tutta Italia e all’estero ottavino e Corsi di improvvisazione Jazz. E’ vincitrice di importanti Concorsi Nazionali ed Internazionali ed è inoltre vincitrice dell’audizione tenuta dall’orchestra della Magna Grecia, dall’Orchestra Giovanile della Regione Puglia e dall’orchestra I.C.O. “T. Schipa” di Lecce con la quale collabora dal 2001. Ha vinto la borsa di studio di 5000§ per il Berklee College of Music di Boston, per il Corso di Alto Perfezionamento Jazz tenuto dal M° Giorgio GASLINI e per il corso di improvvisazione tenuto dal M° Buth MORRIS nell’ambito del festival Roccella Jonica Jazz. Ha collaborato con i compositori Giorgio GASLINI, Alessandro SOLBIATI,  Marco BETTA, Michele DALL’ONGARO, Raffaele BELLAFRONTE, Salvatore SCIARRINO, Luis DE PABLO, Kaija SAARIAHO, Emanuele CASALE, Francesco FILIDEI, Geoffroy DROUIN. E’stata scelta dal regista Ferzan OZPETEK per girare alcune scene del film “Mine vaganti”; ha registrato la colonna sonora del film “Nuovomondo” di Emanuele Crialese e del film “Balkan Bazar” di Edmond Budina. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero come solista, in orchestra ed in varie  formazioni cameristiche. E’ promotrice dei progetti “Tran(ce)formation Quartet” (con cui nel 2011 ha registrato il disco ENTRANCE prodotto dalla Leo Records e nel 2014 NAUTILUS prodotto dalla Workin Label), “La Cantiga de la Serena, “Déjà vu” e “Vocalise”. Attualmente è docente di flauto presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce.

Info e prevendita:

Teatro Politeama Greco 0832.241468

online http://www.politeamagreco.it/

COSTO BIGLIETTI: 

- Poltronissime e Palchi I ordine : Intero € 20,00 / Ridotto € 15,00

- Poltrone  e Palchi II ordine : Intero € 15,00 / Ridotto € 10,00

- Loggione € 7,00

I biglietti ridotti saranno concessi esclusivamente ad under 25, studenti universitari e abbonati stagione teatrale del Politeama Greco. 

Il documento attestante il diritto alla riduzione dovrà essere esibito al botteghino e, a richiesta, al personale di sala.


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