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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 25 novembre 2017 - Ore 08:18

Torna il Locomotive Jazz Festival versione Winter

Torna il Locomotive Jazz Festival versione Winter

Lecce - Due giornate prima di Natale all’insegna del jazz, con lo sguardo già rivolto al decennale del Locomotive Jazz Festival in programma la prossima estate. Questo il menù proposto dall’appendice Winter del Locomotive, che ritorna sabato 20 e domenica 21 dicembre al Teatro Paisiello di Lecce, con la direzione artistica del sassofonista salentino Raffaele Casarano. Due giornate di incontri, appuntamenti con le scuole e, naturalmente, grande musica. Si comincia sabato mattina, alle 9 all’Istituto Agrario-Alberghiero Presta-Columella e  al Liceo Classico Palmieri di Lecce, grazie alla collaborazione dei due dirigenti, Loredana Di Cuonzo e Salvatore Fasano, con il progetto “Crazy Jazz School”, che porterà nelle scuole una sorpresa musicale, una sorta di “gioco di società” che coinvolgerà studenti e docenti. 

Gli appuntamenti serali, invece, cominciano alle 18.30 con gli incontri “Locomotive in Libreria” a Liberrima, dove gli artisti che si esibiranno la sera avranno modo di chiacchierare con il pubblico. Prima dell’inizio di entrambi i concerti, inoltre, sarà presentato in anteprima il progetto “La scuola di Sofia – La campanella musicale” a cura di Gigi Mangia e Raffaele Casarano. I concerti serali, infine, vedranno come protagonisti, sabato 20 dicembre, il cantante e chitarrista sardo-burundese, Zamua, insieme al trombettista torinese Flavio Boltro, in un incontro inedito che darà vita ad un progetto originale ricco di emozioni, targato Locomotive. La musica entra nella vita di Zamua – si legge nella sua biografia – come un bisogno di stabilire un ponte fra le sue radici, europee ed africane. Ecco perché la sua musica si caratterizza come d’evasione, non ha confini e si indirizza a chiunque la voglia ascoltare. Boltro è uno dei talenti più notevoli della sua generazione, immerso nel jazz per ragioni familiari sin dalla tenera età. «A 17 anni ho capito di saper suonare la tromba – dice Boltro – e speravo che potesse darmi da vivere. Quando nella vita si è circondati da persone generose, è sicuramente un aiuto per la musica». Ha collaborato, fra gli altri, con Steve Grossman, Stefano di Battista e Fabrizio Bosso.  

Domenica 21, a salire sul palco del Paisiello sarà lo stesso Casarano con il Locomotive Jazz Quartet per proporre a Lecce, per la prima volta, la sonorizzazione del film muto “Maciste alpino” (1916, 97’) di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto. Il restauro della pellicola è avvenuto in occasione del Centenario della Grande Guerra e le musiche sono state composte da Casarano e presentate, lo scorso 26 agosto, durante la serata di preapertura della 71ma Mostra del Cinema di Venezia. Entrambi i concerti inizieranno alle 21.  I biglietti sono disponibili in prevendita alla Clinica dell’Accendino e on line sul circuito www.bookingshow.it e presso i rivenditori autorizzati (sconti e agevolazioni per i soci Locomotive Card). Info: www.locomotivejazzfestival.it, 345 9219407.  

La scuola di Sofia 

musica di Raffaele Casarano 

parole e voce Nandu Popu 

redattore del progetto prof. Gigi Mangia.

La scuola di Sofia è quella delle aule nuove digitali del sapere dove gli studenti hanno più spazio, interagiscono e producono cultura. Le aule sono spaziose, luminose e i banchi comodi e disposti in cerchio per facilitare la partecipazione alla lezione. Zero manuali delle discipline: negli zaini personali lo smartphone per studiare e-book, musica, video, tweet. 

La scuola di Sofia è uno spazio digitale con tanti computer sui tavoli e postazioni per ipad, sulle pareti verniciate di allegri colori. Nella scuola di Sofia a cambiare è il rapporto tra il libro e chi lo studia in quel processo dove l’informazione diventa sempre più immateriale. E ancora sale con stampanti 3d, simbolo di quella conoscenza definita del saper fare. La scuola di Sofia è accessibile e digitale: nuova anche nella “campanella” che diventa canzone, melodia alla felicità per lo studio. 

Raffaele Casarano e Nandu Popu hanno saputo ascoltare e poi rispondere a Sofia che al posto della campanella vuole una canzone: il primo artista con la musica il secondo con la voce e la poesia che non rinuncia al racconto della propria terra. La loro è una canzone molto ricca, il ritmo fluido per la gioia, le note chiare e intense nel suono molto adatte al tempo felice dei fanciulli quando la vita è sogno accompagnato dagli studi. La campanella di Raffaele Casarano e Nandu Popu sembra ispirata alla poesia di Federico Garcia Lorca: “canzone primaverile”

escono allegri i bambini dalla scuola, lanciando nell’aria tiepida d’aprile, tenere canzoni. Quanta allegria nel profondo silenzio della stradina! Un silenzio fatto a pezzi da risa d’argento nuovo. 


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