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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 16:08

Musica, arte, teatro e incontri per Fineterra

Musica, arte, teatro e incontri per Fineterra

Salento - Venerdì 19 dicembre la rassegna Fineterra prosegue tra Lecce e provincia con cinque appuntamenti tra arte, teatro, musica e incontri. Promossa dalla Provincia di Lecce, attraverso l’Istituto di Culture Mediterranee, in collaborazione con Women for Expo e con la direzione artistica della giornalista Monica Maggioni, la rassegna andrà avanti, infatti, sino al 23 dicembre, sul tema “Donne che nutrono il mondo. Il femminile nell’arte e nella cultura del Mediterraneo”.

Alle 18,30 nel Castello di Acaya si aprirà ufficialmente la mostra "Disastri della guerra e della pace" con un'inedita performance di Luigi Presicce. "I Re del mondo sotto il cielo di terra" è una prima assoluta che si ispira all'opera di Francisco Goya "El Gigante" (si potrà accedere dalle ore 19 una persona per volta su prenotazione mandando una email a icm@provincia.le.it). La mostra, curata da Pablo Rico e Anna Cirignola, include opere di Yoko Ono, Marina Abramovic, Hidetoshi Nagasawa, Costas Varotosos e sarà ospitata nelle sale dell'antico maniero (orari di apertura: 10,30/12,30 - 15,30/17,30 lunedi chiuso). «Il cammino verso la pace è un piccolo sentiero che non apre orizzonti. I disastri della guerra sono, invece, evidenti sotto gli occhi di tutti: sofferenza, odio, violenza, penetrano nella pelle di ognuno di noi, anche se ne siamo lontani», sottolinea la curatrice Anna Cirignola. «Non c'è soluzione per la pace e si giustifica la guerra. Perché la pace è uno "stato dell'Essere", una condizione umana che si raggiunge attraverso una comune volontà, liberandosi da vecchie convenzioni. Yoko Ono affermava "Ciò che sogni da solo è solo un sogno, ma ciò che sogni insieme è realtà". È questo che esprime la sua opera "L'albero dei desideri", dove l'armonia della pietra leccese e la gentilezza di un albero di ulivo dialogano di un mondo dove la pace si conquista nell'essere pace. Anche "Barca-Mandorla" 2014 opera del maestro Nagasawa con la sua bellezza e purezza», prosegue la curatrice, «lascia riflettere ciò che all'uomo sfugge, la sua parte più profonda, quel sentimento di pace e tranquillità che è in ognuno di noi. Artista senza veli sui Disastri della Guerra e della Pace è Marina Abramovic che nel video "Stromboli" è immobile, bagnata dalle onde del mare come in una perenne preghiera», conclude Anna Cirignola.

Dopo il concerto di Carolina Bubbico la sezione musica prosegue nella Basilica Santa Maria ad Nives di Copertino (ore 20 - ingresso gratuito) con La danza dell’origine. Canti di viaggio, di sogni, di anima di Saba Anglana, cantante nata a Mogadiscio, da mamma etiope e padre italiano. Si laurea in Storia dell'Arte e inizia a lavorare nell'ambito dell'editoria e della comunicazione, si occupa di spettacolo, lavorando come attrice e sviluppando progetti discografici in ambito internazionale. Tra il 2007 e il 2008 esce in tutto il mondo il suo album di debutto "Jidka (The Line)". Tra il 2008 e il 2009 Saba porta in Italia il suo concerto, accompagnata da una carismatica band internazionale: Martino Roberts Cheikh Fall Tatè Nsongan. Nel 2009 Saba ed il produttore, Fabio Barovero, incontrano ad Addis Ababa musicisti tradizionali e contemporanei. Ne nasce il nuovo album di Saba, "Biyo".

Dalle 21.00 nel Castello di Tricase "Senza Voce (storia di Ciccilla, Briganta sì e santa no)" di Valentina Diana con Silvia Lodi e Leone Marco Bartolo, spettacolo della compagnia Principio Attivo Teatro, finalista del festival indipendente Roma R.I.P.Arte 2013.  L’unità d’Italia e il Mezzogiorno: la terra è il fattore scatenante. Il mutamento del governo, come sempre accade, ha acceso le speranze dei poveri di poter riscattare quella terra che così duramente lavoravano, per affrancarsi dalla miseria; ma la speranza è durata poco e il destino dei contadini appare segnato: rassegnarsi o ribellarsi. In questo contesto nasce il fenomeno delle "brigante", le donne del Sud rimaste orfane, vedove, madri senza più figli. Donne che vedono la loro vita tranquilla sconvolta, non hanno più i riferimenti tradizionali di sudditanza e sottomissione, l’equilibrio familiare è compromesso; essendo donne sole sono esposte alla violenza degli uomini, anche il loro destino appare segnato: rassegnarsi o ribellarsi.

Dalle 20.45 (info e biglietti 0832242000; www.teatrokoreja.it) ai Cantieri Koreja di Lecce seconda replica per Katër i Radës. Il naufragio, lo spettacolo di Koreja realizzato in co-produzione con la Biennale di Venezia su musiche originali del compositore albanese Admir Shkurtaj, regia teatrale di Salvatore Tramacere e testo di Alessandro Leogrande. Dopo lo spettacolo appuntamento con un incontro, moderato dallo stesso Leogrande, con Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo straniero, e Luigi Manconi, senatore e presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Valentino Losito, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Puglia, Admir Shkurtaj e Salvatore Tramacere (in collaborazione con il Progetto Europeo BEAMS, Breaking down European Attitudes towards Migrant/Minority Stereotypes - partner Ordine dei Giornalisti di Puglia).

Sabato 20 dicembre il programma si aprirà nella Chiesa delle Clarisse di Copertino alle 10 con l'incontro “Esuli, profughi e raminghi. La vita e l’esperienza artistica altrove” e alle 16 con “Donne che parlano di donne. Rappresentazioni femminili nei media dei Paesi del Mediterraneo”. Alle 17.00 nel complesso di San Francesco della Scarpa a Lecce inaugurazione della mostra District 913 a cura di Giorgio De Finis in collaborazione con il Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz di Roma. Alle 19 il Castello di Acaya, nell'ambito della mostra Disastri della guerra e della pace, accoglierà “Custodire l'ombra”, performance per corpo luce ombra e ferro di Antonio De Luca. A seguire concerto dell'Orchestra Popolare coordinata da Raffaella Aprile, un esperimento musicale, nato nell'ambito del progetto di rigenerazione di via Leuca a Lecce, che è diventato col tempo un laboratorio antropologico e sociologico volto a favorire il contatto e la sinergia tra popoli e culture diverse. Dalle 20.45, infine, i Cantieri Koreja di Lecce ospiteranno l'ultima replica di Katër i Radës. Il naufragio.

Le migrazioni rappresentano uno dei tratti identitari del Mediterraneo. Lo spostamento dei popoli lungo le coste del Mediterraneo ha costruito nei secoli lo straordinario crogiuolo di culture, costumi espressioni artistiche, civiltà. La cronaca mette sotto i nostri occhi solo le tragedie di un fenomeno che provoca migliaia di morti e di sradicati. Donne e bambini sono le prime vittime di questa tragico scenario di morte in cui si è trasformato il Mediterraneo. C’è un Mediterraneo sfregiato dai conflitti e dal sangue, dalla violenza di uno sviluppo insostenibile, dall’inquinamento e dall’aggressione selvaggia alle sue coste e ai suoi paesaggi. C’è, nello stesso tempo, un Mediterraneo delle donne che continuano a nutrire il pianeta con la loro fatica e con la grazia delle loro arti e dei loro saperi e consentono all’umanità di sopravvivere nonostante se stessa.

“Fineterra”, promossa dalla Provincia di Lecce, attraverso l’Istituto di Culture Mediterranee, è finanziata con Fondi P.O. Fesr Puglia 2007-2013 Asse IV, con il patrocinio di WE-Women for Expo e Expo Milano 2015 e dei comuni di Vernole, Gallipoli, Copertino, Tricase, Castrignano dei Greci, Andrano e Otranto, in collaborazione con SalentoWebTv, Cantieri Teatrali Koreja, Amici dell’Ulivo Secolare del Salento e Axa Cultura Lecce.


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