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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 15:08

Personale di Angelo Capoccia al Castello Carlo V

Personale di Angelo Capoccia al Castello Carlo V

Lecce - Il Castello Carlo V in Lecce presenta, dal 7 Dicembre al 6 Gennaio 2014, la mostra personale di Angelo Capoccia, Retrospettiva, a cura del nipote Angelo Capoccia Jr. La mostra propone un importante gruppo di circa 37 opere: in cartapesta, in marmo, in terracotta, anche di grande formato, che ancora nei giorni nostri, testimoniano un guizzo di orgoglioso valore e originalità che Angelo Capoccia ha saputo dare all’arte della cartapesta.

Fra i pochi artisti italiani di statura europea e internazionale, Capoccia e la sua opera sono espressione dell’arte nel mondo. Il nuovo “ stile ” da lui inaugurato, e che oggi pedissequamente ripropongono non sappiamo con quanta consapevolezza i suoi emuli, fu quello dell’“incompiuto”, ossia della scultura cartacea proposta allo stato della focheggiatura, ricca di suggestioni cromatiche, quindi di lui, ove il colore è calore, aura della memoria dell’antico. Discendente meraviglioso dei grandi come Maccagnani, Manzo, Guacci, De Lucrezi ed altri, ha impresso la sua “Leccesità” sui volti, nelle braccia, nelle vesti dei suoi personaggi. 

Pastori, Madonne, Angeli, Donne, Bambini sentivano il calore delle sue mani di artista che “Modellavano” creature della sua gente e del suo mondo interiore. Artista creativo senza revoca in dubbio, Angelo Capoccia progettava con rigore le forme, le creava ex novo senza avvalersi, come purtroppo spesso accade, di calchi tanto sfruttati, conosceva e applicava le regole anatomiche ed intuiva l’efficacia delle posture, l’espressione dei soggetti corroborando così con tanta originalità la comunicazione con il fruitore. Il Maestro impersona la tradizione nella continuità, e la sua opera è sicuramente destinata a lasciare un’indelebile orma di sé.

Vasta è la produzione di Angelo Capoccia, tanti premi e riconoscimenti in ogni parte del mondo. Le sue opere, oltre che in Italia, si trovano sparse in Giappone, Brasile, Australia, a Malta, a Tripoli, Francoforte e New York. Per quanto attiene la carta pesta, gli sono state assegnate 32 medaglie d’oro, 45 medaglie d’argento, 270 diplomi di partecipazione in varie mostre, 29 premi gli sono stati assegnati in varie città, a Roma, Firenze, Berlino, Parigi, Tripoli, Padova e Udine.

Scrive Don Franco Lupo, concludendo il suo testo in catalogo:

“La sua “Bottega” è stata un tempio della cartapesta leccese, Capoccia è un artista di una “Leccesità” che esce dalle secche di un freddo campanilismo per attraversare luoghi e continenti. Con l’Idea Forza che la carta pesta leccese è – e resta- un capitolo di storia che non muore. La Lecce di ieri, di oggi e di domani.”

Bibliografia

Angelo Capoccia nasce a Lecce il 15 settembre 1909 da Gabriele, rinomato cartapestaio formatosi presso la bottega del Manzo, ove divenne capogiovine, e da Giulia Levrè, sposò Rosaria Perrone. Sin da bambino si sentì attratto dall’arte, tant è che non ebbe indugi ad abbandonare la scuola d’arte, per tuffarsi nell’attività della bottega paterna, in tempi in cui il capoluogo salentino ancora esprimeva una fervida attività nell’ambito della cartapesta che annoverava diverse botteghe e numerosi addetti. 

Si formò in maniera completa, divenendo ideatore, modellatore, scultore, facendo confluire tutto ciò nell’ambito della cartapesta. Per diversi anni ha insegnato modellatura, formatura, decorazione, colorazione e cartapesta presso l’istituto d’arte “ G. Pellegrino” di Lecce. 

Capoccia ha diffuso e ha pressoché imposto un nuovo gusto della cartapesta e soprattutto per quanto attiene i “campagnoli”, figura emblematiche del costume contadino meridionale di un tempo imprecisato che potrebbe essere quello del XVI e del XIX secolo. Queste, insieme ad altre figure, vengono proposte da Capoccia in una fase incompiuta della lavorazione, cioè solamente focheggiate. Egli dice: “nei miei campagnoli, la focheggiatura non è solo usata per limare e modellare la superficie di carta, procedimento che precede la finitura ad olio di una statua, ma usata come colore. Adoperando il ferro rovente come un pennello do un colore naturale alla superficie e lo distribuisco secondo le mie intenzioni. Il pezzo così realizzato non viene coperto dalla patina del gesso e del colore ma si presenta come materia diretta.” 

Angelo Capoccia aveva la propria “bottega” in via Filippo Turati n. 18, a Lecce, e a calcare le orme del padre nell’arte della cartapesta a tutt’oggi dà continuità la figlia Giulia, che con il fratello Gabriele coltiva le memorie familiari.

Il 6 aprile 2000 ci lasciò Angelo Capoccia, prestigioso artista nella scultura e nell’arte della cartapesta che lui rinnovò e che durante la sua vita riportò in auge dopo decenni di decadenza, rendendola apprezzata ovunque, in ogni parte del mondo. 

Aperture: orari mostra tutti i giorni dalle 9.30 alle 20.30.


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