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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 21 giugno 2018 - Ore 19:47

Slow Wine 2015: la viticoltura è l’apripista per l’agricoltura italiana

Slow Wine 2015: la viticoltura è l’apripista per l’agricoltura italiana

Italia - La nuova edizione della guida cresce, festeggia e sollecita l’intero comparto agricolo a fare squadra.

Con 1909 cantine e 23.000 vini degustati, torna in libreria con la sua quinta edizione la guida Slow Wine, pubblicata da Slow Food Editore e presentata stamattina presso la Sala dei Cinquecento del Centro Congressi del Lingotto. Una guida che, come ha ricordato il Presidente Slow Food Italia Nino Pascale, «ha saputo interpretare i nuovi fermenti nel mondo del vino e stimolare nuovi ragionamenti riguardo la sostenibilità ambientale e la riconducibilità della produzione enologica. Una guida che è anche più affidabile delle altre perché, proprio come molte pubblicazioni di Slow Food Editore, si avvale di una fitta rete di collaboratori sul territorio».

Fabio Giavedoni, co-curatore della guida, ha stigmatizzato l’idea di alcuni secondo cui le guide sono uno strumento vecchio, morto: «Noi siamo vivi e anche molto soddisfatti, sia per i risultati di vendite (siamo la guida enologica più venduta), sia per l’apprezzamento: lo dimostra il fatto che oggi siete tantissimi e alcuni sono rimasti in piedi. E sono anche molto contento del fatto che tanti nostri collaboratori, sebbene giovanissimi, siano davvero competenti, entusiasti e vogliano proseguire questo cammino insieme a noi». Gli ha fatto eco Giancarlo Gariglio, guida della redazione Slow Wine, che ha anche annunciato tre iniziative spin-off: la rivista digitale Slow Wine Magazine, redatta in tre lingue, che racconta l’enologia italiana meno nota; la webradio La voce del vino che inizierà le trasmissioni durante la prossima edizione del Vinitaly; la stesura di un Manifesto di etica ed estetica del vino di cui si occuperà Nicola Perullo, docente di Estetica dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Mario Del Debbio, Presidente Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori), si è detto entusiasta della recente collaborazione con Slow Wine: «Ho sempre condiviso le idee di Carlo Petrini e per me è una gioia avere creato questa sinergia. Noi sommelier dobbiamo imparare a scendere dal piedistallo, mirare alla semplicità e alla concretezza, liberandoci di orpelli che non ci rendono giustizia. È il vino che deve stare al centro dell’attenzione, non il sommelier».

Posizione sposata in pieno dal presidente Slow Food Carlo Petrini che, commosso e «rinvigorito» dalla nutrita presenza di vignaioli in sala, ha elogiato la loro caparbietà e devozione al lavoro e alla terra: «Negli ultimi vent’anni vi siete evoluti, avete cambiato il modo di fare enologia, siete riusciti a comunicare questo cambiamento. Avete la fortuna di realizzare un prodotto dal forte appeal, che si presenta come un’eccellenza italiana, che vanta consumatori colti ed educati. Allora vi chiedo di fare squadra con tutta l’agricoltura italiana, perché purtroppo oggi è considerata l’ultima ruota del carro. Siamo al paradosso: non si è mai parlato così tanto di cibo sui mass media, eppure l’agricoltura è in ginocchio. La burocrazia pesa con le mille scartoffie da compilare, la politica dorme, eppure il comparto agroalimentare è il più prestigioso del nostro Paese. Solo la coesione tra chef, produttori e consumatori ci può salvare, perché siamo tutti sulla stessa barca».


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