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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 16 agosto 2017 - Ore 23:47

Il Canzoniere della morte al Conservatorio S. Anna

Il Canzoniere della morte al Conservatorio S. Anna

Lecce - Un evento completamente nuovo per la produzione artistica del Conservatorio Tito Schipa Venerdì 24 Ottobre ore 19.30 presso la sala Conferenze dell’Ex-Conservatorio di S. Anna a Lecce: un’operazione ricercata tra musica e sonorità linguistica, un incontro emozionante tra suoni e parole. I versi poetici di Salvatore Toma, accompagnati dalla forza espressiva della musica scritta per l’occasione da Vito Cataldi, Giuseppe Gigante e Luigi Maci, docenti del Tito Schipa, e da Daniela Monteduro, saranno proposti in una lettura onirica densa di toni ambrati e nuove sfumature espressive, in una formazione di grande forza espressiva e di coinvolgente sentimento. Sensazioni di Vito Cataldi, Il Canzoniere delle parole amare di Giuseppe Gigante, Al crepuscolo di Luigi Maci e Illusioni Fantastiche di Daniela Monteduro saranno i brani proposti nel corso della serata.

Un’interpretazione del tutto originale della “musica” contenuta nei versi, attraverso la creazione di un percorso policromo ricco di suggestioni melodiche e timbriche alquanto nuove. Introdurrà il concerto Mauro Marino mentre la declamazione dei versi sarà affidata all’attore salentino Salvatore della Villa. Le “note poetiche” saranno invece affidate al Quartetto d’Archi “Nuova Musica” composto da tre docenti del Tito Schipa, Annalisa Monteduro e Flavio Caputo, violini, Paolo Ferulli, violoncello e dal giovane allievo Andrea Caputo, viola.

NOTE DEI COMPOSITORI

VITO CATALDI

Le contrastanti emozioni  espresse  da  Salvatore  Toma  con  i  suoi versi, che spesso vibrano  di una  vitale ammirazione nei confronti degli elementi della natura  ma al tempo  stesso ripiegano sulla ineluttabilità della morte,  le ho trasposte  sul piano  musicale mediante brevi incisi melodici che si dispiegano in sovrapposizioni  sonore dissonanti. La parte finale, un’estasi lirica al ricordo  della donna amata,  l’ho evidenziata  mediante gli archi adoperando un  linguaggio estremamente cantabile  e tonale.

GIUSEPPE GIGANTE

Il   canto   di  Salvatore  Toma,  a  tratti  cupo,   ribelle  e  fantastico, comunque sempre  “altro”, differente  e  insofferente  alle convenzioni del quieto  vivere, ma comunque sempre  vitale, comunque sempre  “canto” ha ispirato la mia composizione. Nel mio quartetto ho cercato  di interpretare e rappresentare il suo dire in forma musicale, così in questo  senso  anche il mio è un canzoniere,  perché l’idea di canto,  ancorché nascosta, lo pervade in ogni momento. E’ un canto che ha una lontana  matrice etnica e che struttura  ogni momento del brano, assumendo forme e figure differenti che  cercano  anch’esse  di essere  talvolta furenti,  ribelli, cupe, visionarie ma sempre  vitali. Come segno differente,  contraddittorio forse, ribelle ma comunque a mio avviso vitale, fu la sua fine. Alla fine del quartetto appare chiaramente, o meglio si svela, ma lacerato  come  una  tela strappata, un corale che ricorda la musica di Bach, ma  completamente rivista. Per me  ha  anche un  valore simbolico rappresentando l’idea o  la sensazione del  divino  che Toma aveva  e, in qualche modo, quell’ideale di umanità  e umanesimo  che nel mondo non  riusciva a trovare,  e che non  gli permetteva di accettare ciò che gli stava intorno.  In qualche modo  un canto  funebre o forse ancor più, se possibile, una  altra maniera  di

vivere, morendo:

“Farsi fuori è un modo  di vivere

finalmente  a modo  proprio

a modo  vero”.

(Ultima lettera di un suicida modello)

“Arriverà la gioia di vivere a costo di morire”.

(Agli indiani d’America)

LUIGI MACI

Ho adattato alla poesia “Io e la morte” un mio brano  dal titolo “Al crepuscolo”,  immaginando, metaforicamente come  fosse, in sintesi, un graduale e delicato tramonto della vita. Con una  melodia dal  titolo “Al  mattino”,  ho  adattato il  componimento poetico  “Il vento” come  un’ideale  e idillica atmosfera,  dove  non  ci sia contrasto tra morte  e vita ma una  continuità  naturale  e serena.

DANIELA MONTEDURO

.... Salvatore Toma, la sua scrittura carismatica mi ha subito catturata  e  catapultata in  atmosfere   notturne, lunari,  proprie  di  un mondo onirico a lui molto caro. È nata così una ricerca di soluzioni compositive  che  esprimessero  momenti  musicali a sè stanti avvalendosi di un linguaggio derivato  da un intimo intreccio tra musica e verso poetico.  Per queste  composizioni  ho  considerato non le quattro parti tipiche  di un  quartetto includendo in partitura  il verso  poetico  che  diventa  quinto  strumento dell’organico  strumentale. Ho cercato  un legame  quasi indissolubile e ineffabile tra poesia  e  musica  come   veicolo  per  il   raggiungimento  di  quel mondo “fantastico” tanto  vagheggiato dal poeta salentino.

QUARTETTO D'ARCHI "NUOVA MUSICA

Formazione nata all'interno dell'attività di ricerca del Dipartimento Archi e Corde, è un laboratorio che si avvale della collaborazione di docenti e allievi del Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce. Il Laboratorio si pone l'obiettivo di diffondere pagine di musica contemporanea e sublimi poesie. L'intento è quello di offrire al pubblico un'interazione tra le due arti ed una ricca gamma di chiavi di lettura che spaziano in mondi onirici e paralleli. Il successo e lo spessore dell'iniziativa hanno permesso l'organizzazione di una serie di appuntamenti in cartelloni di rilievo. 

SALVATORE DELLA VILLA

Attore e Regista

Si è formato al Centro D di Torino con Iginio Bonazzi e ha debuttato nel 1994 al Teatro Alfieri di Torino nel Bonaventura di Sergio Tofano con la regia di Franco Passatore. In armonia con le tematiche teatrali di K.S.Stanislavskij, Sergio Tofano e Carmelo Bene ha inoltre studiato violino presso il Conservatorio 'Tito Schipa" di Lecce. Ha lavorato, tra gli altri, con Riccardo Caporossi e Anna Mazzamauro. Ha diretto e interpretato testi di: Pirandello, Cechov, Guy De Maupassant, Jerome K. Jerome, lonesco, Sergio Tofano, Gaber, Stefano Benni, Luciano Violante, Bontempelli, Shakespeare, Victor Hugo, Aristofane, Garcia Lorca, Rostand, Saint-Exupéry, Campanile, Rodari. Ha fondato Teatro Mascaranu Formazione e Ricerca dell'Attore successivamente Compagnia Salvatore Della Villa. Da diciassette anni dirige la sua Scuola di Teatro. Attualmente è in scena con IL PICCOLO PRINCIPE per il quale ha realizzato l'adattamento teatrale e la regia, IL GRIGIO di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, MI SONO FATTO.. .A PEZZI! Antologia semiseria di eccessi e difetti e BLUE STORIES Storie di fumo e sogni bugiardi. Per la stagione 2014-15 è previsto il debutto nazionale di BESTIARIO SALENTINO e CALIGOLA di Albert Camus. 

MAURO MARINO

Nato a Lecce il 18 settembre 1956, operatore culturale, giornalista pubblicista ha diretto il quotidiano "il Paese nuovo"; ha creato Spagine, periodico di informazione culturale del Fondo Verri. Allievo e collaboratore del poeta Danilo Dolci, dal 1999 dirige a Lecce, l'attività dell'Associazione Culturale Fondo Verri dedicato allo scrittore salentino Antonio L. Verri. Impegnato sul fronte della prevenzione e della cura del disagio giovanile, cura laboratori di scrittura e di espressione creativa nell'ambito delle terapie integrate sui disturbi del comportamento alimentare, in programmi di contrasto al bullismo e alle dipendenze e per la promozione della lettura e della cultura del libro nelle scuole. Ha fatto parte del direttivo dell'Associazione I Presidi del Libro, è ideatore e curatore di esperienze editoriali salentine attente alla creatività e al desiderio creativo. 

INGRESSO GRATUITO

Info:

Compagnia Salvatore Della Villa

320.7448447/327.9860420

salvatoredellavilla.teatro@gmail.com


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