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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 18 agosto 2017 - Ore 07:12

Lecce e Matera insieme nella cultura: Vittorio Balsebre in mostra

Lecce e Matera insieme nella cultura: Vittorio Balsebre in mostra

Lecce - Nell’ambito degli eventi di Lecce città candidata capitale europea della cultura 2019, prosegue a gran ritmo, il progetto di iArchitettura, il coworking culturale di arte, architettura e design, promosso dal gruppoforesta. Un’azione parallela e complementare al ricco palinsesto di casa Eutopia01, che presenta la mostra-omaggio a Vittorio Balsebre curata da Lorenzo Madaro, maestro recentemente scomparso, all’interno della nuova rassegna d'arte contemporanea, "punto a sudestArte", a cura di Ester Annunziata e Lorenzo Madaro, con il patrocinio del Comune di Lecce, Accademia delle Belle Arti e Lecce 2019.

All’inaugurazione, il 15 ottobre alle ore 20.00 a galleria Francesco Foresta-casa Eutopia01, in via Federico d'Aragona 1, Lecce,, interverranno i curatori, Ester Annunziata, Lorenzo Madaro e Nicola Massimo Elia dirigente del settore cultura e direttore del Museo Storico di Lecce, MUST. Ad accompagnare i momenti salienti della serata, degustazione di vino della Severino Garofano Vigneti e Cantine. In questo clima di fermento culturale e partecipazione attiva, la collana dei Quaderni della galleria Francesco Foresta, editi dalla stessa galleria, a cura di Ester Annunziata e Alfredo Foresta, diventano uno strumento sempre più ricco e corposo che continua a raccogliere, catalogare e valorizzare, gli uomini e le loro idee, in una condivisione di un progetto comune dove la cultura diviene arte applicata a sensibilizzare i processi di sviluppo della nostra collettività.

“Quando Lorenzo Madaro mi ha proposto la mostra omaggio a Vittorio Balsebre – spiega Ester Annunziata- non ho potuto che accoglierla con estremo entusiasmo. Un doveroso omaggio ad un artista di origini lucane che ha viaggiato tanto e vissuto tra Lecce e Matera, due città unite da un profondo legame e che hanno fortemente influenzato la sua attività di Balsebre. A pochi giorni dal verdetto finale che decreterà la città capitale della cultura del 2019, Lecce e Matera si trovano ancora una volta insieme nella cultura. Ma la cultura non ha confini ed è proprio per questa ragione, che qualunque sia il verdetto finale, galleria Francesco Foresta- Casa Eutopia01 intende ospitare le tante, belle, ricche e differenti culture Italiane.” 

La poliedricità di Vittorio Balsebre nell’usare in maniera impropria tutti i linguaggi dell’arte trova grandissima attualità nel modo di operare e comunicare di oggi, e ben si lega allo spirito con cui è nato a galleria foresta il coworking “iArchitettura”, un’applicazione "materiale", fatta principalmente di rapporti umani nella quale arte, architettura, design, pittura trovano la loro espressione. 

“In questa mostra-omaggio abbiamo deciso di proporre i collage di un periodo circoscritto della sua indagine, ovvero gli ultimi dieci anni di attività, provenienti dalla collezione degli eredi e da alcune raccolte private, come anteprima di un progetto espositivo retrospettivo già avviato, che però necessiterà di una gestazione più lenta e di uno spazio espositivo più ampio. Elaborati il più delle volte con carte di riviste, quotidiani e depliant pubblicitari, e raramente con altri inserti, i collage – tutti di medio-piccole dimensioni – compendiano l’interesse per la materia, l’attenzione all’immagine prelevata (modelle, volti noti di politici o attori) e al carattere tipografico, che sin dagli anni Settanta, in concomitanza con la sua attenzione nei confronti delle indagini verbo-visive, hanno avuto un’importanza notevole in molti suoi lavori, anche grazie ai contatti con Enzo Miglietta, Francesco Saverio Dòdaro, Eugenio Miccini e altri protagonisti. Assembla fogli, realizza composizioni, preleva dalle quelle frasi degne legate alla storia, all’arte e alla vita. Per Balsebre questa diventa una pratica costante, così come la scrittura manuale, che sul retro del foglio di carta torna utile per narrare la propria esperienza, i pensieri reconditi sugli amici o anche su questioni più generali. Per Vittorio l’arte ha sempre avuto una doppia lettura, frutto di una pratica costante e intensa, quella privata e quella pubblica. Ma il foglio di carta è anzitutto una pagina di diario, da riempire con annotazioni – dalle più banali, o apparentemente tali, a quelle più compiute, frutto di lunghe riflessioni – e dati, anche polemici, oltre che tristi, soprattutto negli ultimi anni della sua esistenza, quando non ha più potuto esercitare il confronto diretto con molti suoi compagni di strada, poiché l’età avanzata l’ha costretto a non uscire più dalla sua casa-studio”. (Dal testo critico di Lorenzo Madaro in mostra).

Rassegna punto a sudestArte

A cura di

Ester M.V Annunziata

Lorenzo Madaro

Personale Vittorio Balsebre (1916-2013). Tra materia e scrittura

15 ottobre – 07 novembre  2014

A cura di

Lorenzo Madaro

Con il patrocinio di:

Comune di Lecce

Accademie delle Belle Arti di Lecce

Lecce 2019

“Quaderni della galleria francesco foresta”

A cura di

Ester M.V. Annunziata 

Alfredo Foresta

Catalogo a cura di

Ester M.V Annunziata

Lorenzo Madaro

Coordinamento

Ester M.V. Annunziata

Tiziana Panareo

Organizzazione generale, progetto grafico e allestimento

Giacomo Potì, Lucio Risi, Tommaso Santoro Cayro, Davide Tartaglia

con Dayana De Lorenzis, Antonio Gigante, Laura Mazzei, Cristina Petrachi, Maria Rosaria Siciliano

Foto opere

Samuel Mele

SCHEDA ARTISTA 

Vittorio Balsebre nasce a Candelo, in Piemonte, nel 1916; trascorre l’infanzia in Lucania, a Montescaglioso, città natale del padre e si diploma presso l’Istituto Tecnico a Làuria. Inizia a dipingere attorno alla fine degli anni Trenta; le opere di questo periodo sono legate alla figurazione e a temi tradizionali come il paesaggio. Nel 1947 si trasferisce a Roma e lavora come impiegato al Ministero dell’Interno. In questa città ha la possibilità di respirare il clima intellettuale di quegli anni, frequenta l’Art Club di Via Margutta, dove conosce Lionello Venturi, Piero Dorazio, Pietro Consagra e Giulio Turcato. In questi anni si inizia ad interessare all’astrazione. Nel 1951 si trasferisce a Matera con la sua famiglia ed entra in contatto con Carlo Levi, Alfonso Gatto e altri artisti e scrittori che frequentano in quegli anni la Lucania. Nascono le opere informali caratterizzate da una matericità che deriva indubbiamente dal suo interesse per le ricerche di Burri (osservato nel periodo romano); si avvicina poi ai Sassi di Matera, che diventano il tema centrale di un nuovo ciclo della sua ricerca, i “Muri di Matera”, appunto. In questo periodo ha rapporti epistolari con Lucio del Pezzo e con il critico Carlo Barbieri. Negli anni Sessanta si accosta alla Poesia visiva e nascono così i “Diari Intimi”. Nel 1967 si trasferisce a Lecce, dove sin da subito entra in contatto con l’ambiente artistico del territorio, dimostrandosi vivace e curioso del lavoro dei colleghi. Lavora intensamente a cicli come i “Testi demistificati” e le “Dattilopoesie”. Negli anni Settanta collabora come critico d’arte con il periodico “L’Ora del Salento” ed entra a far parte di due gruppi di ricerca artistica, il “Gruppo Grama” dal 1970 e il Gruppo Ghen dal 1976. Frequenta la locale Accademia delle Belle Arti e l’Università, dove interverrà alle lezioni di Estetica di Pio Rasulo e di Storia dell’Arte Contemporanea di Luciano Caramel. Negli anni Ottanta lavora ai “Fotograffiti”, in cui con una tecnica personale incide dei segni astratti su pellicole fotosensibili, che dopo essere state dipinte vengono stampate su carta fotografica, poi ritoccata manualmente in alcuni casi. Due opere appartenenti a questo ciclo fanno parte della Collezione d’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Lecce ospitata fino a tempi recenti nell’ex Convento degli Olivetani. Negli anni Novanta concepisce, ispirandosi anche a ricerche precedenti di Bruno Munari e di altri artisti, le “Xerodinamiche”: utilizzando la fotocopiatrice, stampa immagini manipolando fotografie, mani, particolari di libri, alcune delle quali esposte a Cavallino alla mostra del Gruppo Ép Art, al quale ha aderito nel 1991. Negli stessi anni prosegue il suo interesse verso la Mail Art, mentre inizia un ciclo di opere astratte realizzate con l’ausilio di pennarelli. Negli stessi anni Duemila si dedica alla produzione di collage realizzati con l’ausilio di pagine di riviste e quotidiani.

Nel 2005 gli viene dedicata una tesi di laurea, discussa dalla studentessa Francesca Carullo con il docente Lucio Galante dell’Università degli studi di Lecce; nel 2006, dopo una sua donazione al Comune di Matino, Salvatore Luperto gli dedica una mostra ospitata nelle Sale del Palazzo Marchesale del Tufo; per l’occasione viene pubblicato il catalogo “Vittorio Balsebre e i gruppi Gramma e Ghen”, dove vengono approfondite anche le ricerche artistiche dei due gruppi ai quali lo stesso Balsebre ha aderito. Di recente è stato tra i protagonisti di un progetto sui collettivi d’avanguardia salentina curato da Toti Carpentieri al MUST di Lecce. È morto a Lecce il 29 dicembre 2013.


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