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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 12:18

Koreja e il salento in scena al Globo Teatro Festival

Koreja e il salento in scena al Globo Teatro Festival

Lecce - Dopo le tappe in Croazia, Romania e Albania e le date italiane a Lecce, Casalecchio di Reno (Bo), Martina Franca, Nardò, Pontedera (Pi), Magenta, Brescia LA PAROLA PADRE, lo spettacolo di Koreja scritto e diretto da Gabriele Vacis, venerdì 5 settembre 2014 alle ore 20.45 farà tappa a Reggio Calabria, Forte Umbertino di Arghillà presso il Parco Ecolandia  nell'ambito del Globo Teatro Festival, prestigioso appuntamento internazionale di teatro nato con l’obiettivo di abbattere i confini geografici dell’arte attraverso l’attivazione di una frontiera multiculturale e multilinguistica. 

LA PAROLA PADRE, insignito all’XI International Theatre Festival Apollon (Fier-Albania) col Premio Best Actress Apollon 2012 (non protagonist) consegnato a tutte le attrici in scena, è un’immersione nel rapporto figlia-padre-patria, con una messa in gioco autobiografica dove il conflitto famigliare diventa occasione per sottolineare differenza di genere e tradimento della società globalizzata. 

Autentiche memorie infantili e adolescenziali si affastellano delicate e spietate, una accanto all’altra, le une sulle altre.

Sei ragazze. Sei giovani attrici selezionate durante un giro di seminari tenuti da Koreja nell'Europa centro orientale. Sei giovani donne si incontrano in uno dei tanti crocevia del presente. Quei non luoghi che frequentiamo senza vedere. Ola, Anna Chiara, Simona, Irina, Alessandra, Rosaria. Tre sono italiane, una è polacca, una è bulgara, una è macedone. Tutte parlano più o meno inglese. Quali sentimenti coltivano sei ragazze di nazionalità diverse, che si parlano attraverso una lingua comune superficiale? Hanno memorie comuni? Che storie possono raccontarsi e raccontare? E, soprattutto hanno una storia comune da raccontare? Immagini, danze, musiche e parole che frullano identità impossibili, mobili, fluide. Scintille di senso imprevedibili. Tutte hanno conti in sospeso con la loro patria, tutte hanno conti in sospeso con i loro padri.

[…] Al di là dell’Adriatico esiste ancora la voglia di conquistare le cose, racconta Gabriele Vacis, credo che in Italia, ma anche in tutto l’Occidente, ci sia un benessere non conquistato. Lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e non abbiamo più la consapevolezza di cosa significhi conquistarselo. Questi Paesi hanno una grande lezione da darci: la forza della conquista, mentre noi viviamo come anestetizzati […]  

Con le sei ragazze ho fatto lunghe interviste che ho ripreso in video, prosegue il regista, più che interviste sono sedute psicanalitiche. Ho chiesto loro di raccontarmi quando hanno avuto davvero paura, quando si sono sentite al sicuro. La paura è il sentimento dominante del nostro tempo. Perché possediamo tanto. Perlopiù cose. Quindi abbiamo paura che gli altri, che il resto del mondo, a cui abbiamo rubato il tanto che abbiamo, ci presenti il conto. Abbiamo paura che ce lo portino via. Alle sei ragazze ho chiesto di raccontare storie, non ho chiesto opinioni. Sono venute fuori testimonianze diverse: se una ha vissuto sei, sette anni sotto il comunismo, ha paure e desideri diversi da una che discende da Alessandro il Macedone. Per queste ragazze è molto importante raccontare il padre. I loro padri…fino ad Alessandro il Macedone. E la parola padre ha la stessa radice semantica della parola patria […]  

Drammaturgia e regia Gabriele Vacis

scenofonia e allestimento Roberto Tarasco

coordinamento artistico Salvatore Tramacere

con Irina Andreeva (BG), Alessandra Crocco, Aleksandra Gronowska (PL), Anna Chiara Ingrosso, Maria Rosaria Ponzetta, Simona Spirovska (MK)

assistente alla regia Carlo Durante

training Barbara Bonriposi

tecnico Mario Daniele, Klaidi Kulja.

INFO:

Cantieri Teatrali Koreja, via Guido Dorso, 70 

tel. 0832-242000 / 240752

www.teatrokoreja.it.             


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