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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 22:45

Borgoinfesta: Mediterrante e la Notte delle cento chitarre

Borgoinfesta: Mediterrante e la Notte delle cento chitarre

Melendugno - Grandi ospiti per domenica 1 giugno a Borgoinfesta, il festival eco-culturale di Borgagne che in questi giorni ha richiamato nel piccolo paese salentino migliaia di persone. Grazie al sostegno di Puglia Sounds e l’inserimento nella Rete dei Festival “Mediterranea Network”, Borgoinfesta presenta la prima nazionale di “Mediterrante”, il progetto del siciliano Mario Incudine, uno spettacolo di canti, cunti e danze dalle due sponde del Mediterraneo, un viaggio tra le musiche nomadi che hanno preso contatto nei flussi migratori di ieri e di oggi per trasformarsi in un nuovo incontro sonoro raccontato insieme al cantante palestinese Faisal Taher, voce storica dei Kunserto e dei Dounia, e al cantautore Kaballà. Ad accompagnarli sono due percussionisti salentini Riccardo Laganà e Carlo Canaglia De Pascali. Da Borgagne si crea un ponte tra Sicilia, Palestina e Salento, in una fusione che dà vita a un concerto coinvolgente e appassionante.

Il corteo musicante è pronto per la “Notte delle cento chitarre”, performance in cui musicisti professionisti, appassionati e dilettanti, suonano insieme, in un'unica e potente vibrazione di corde e percussioni, un pezzo “aperto” pensato da Luca Morino, ideatore del progetto. I cento musicisti suoneranno all’unisono, sotto la direzione del leader dei Mau Mau che “chiamerà” i pieni, i silenzi e le armonie da eseguire con i mezzi classici dell’arte di strada, il megafono e il fischietto. Il risultato si annuncia esplosivo ma non lascerà spazio a protagonismi e virtuosismi: pubblico e musicisti saranno sullo stesso piano, entrambi legati da un grande coinvolgimento emotivo e da una spassionata voglia di divertirsi giocando con la tradizione aggiornata al 2014.

Ad aprire la serata è Nicola Briuolo, allievo diretto di Matteo Salvatore, maestro di cui propone un repertorio che canta storie di miseria e povertà, di fascismo e di guerra, d’amore e sofferenza. L’eredità di Matteo Salvatore è stata raccolta in tutte le sue sfumature dal suo discepolo che a Borgoinfesta ritorna in vita con Bernardo Bisceglia (mandolino e voce), Martina Calluso (voce) e Michele Bisceglia (percussioni).

Terzo appuntamento con le cene “Cibi che fanno comunità”, proposte da Biso, il cuoco “meridiano” che dalla Toscana ha scelto di fermarsi nel Salento per ricercare e raccontare storie di un’umanità che vive sottovoce, in una miscela perfetta tra incontro, narrazione e buon cibo. Domenica 1 giugno l’asse geografico si sposta in Palestina con “Mi chiamo Omar”, cena in cui il cuoco-attore Omar Suleiman e il cantante Faisal Taher racconteranno, disegneranno, cucineranno e canteranno la storia di una comunità e le storie delle persone che la mantengono viva da lontano.

Punto di riferimento per i gastronauti amanti del cibo salentino sono le Bancarelle del gusto, i banchetti che accompagnano in una lunga passeggiata da piazza Sant’Antonio al grande olmo. Il menu offre ogni sera deliziose ricette della tradizione salentina preparate con ingredienti locali dalle laboriose signore di Borgagne: c’è l’imbarazzo della scelta tra morsi fritti (pane fritto accompagnato da piselli e rape), fave fritte, cocule di patate (polpette di patate al sugo), orecchiette, cucuzza siccata al sugo (zucchina secca), cicorie di campagna, pecora stufata, pittule, pezzetti di cavallo. Dopo il salato, anche i deliziosi pasticciotti di Cadorna e i cremosi spumoni di Avio. In accostamento si potrà scegliere tra vini a base di negroamaro, primitivo e aleatico, della Tenuta Merico e dell’Azienda Mocavero. Se invece il palato preferisce le frizzanti bollicine dorate, ottime da sorseggiare sono le birre artigianali B94.

Grazie alla certificazione “Ecofesta Puglia”, le cene e le Bancarelle del Gusto diventano ecosostenibili, infatti le stoviglie monouso in plastica sono sostituite con quelle in pura cellulosa e amido di mais. Al termine della festa, saranno avviate alla fase di compostaggio con la frazione organica raccolta durante l’evento utilizzando un trituratore meccanico e una compostiera elettromeccanica: dopo circa 30 giorni, la comunità di Borgagne riceverà in dono il compost ottenuto per concimare i terreni dell’Orto in condotta, l’orto scolastico dei bambini delle scuole elementari.

Dalla musica all’arte il passo è breve con le nove esposizioni personali e collettive di pittura, scultura e fotografia allestite in tutto il paese, tra frantoi, chiesa madre e palazzi. Arrivano dal Senegal gli artisti di “International Bif”, l’esposizione/laboratorio attivo di Lassana Gassama, Scrigne Mor Gueya, due artisti che vivono e operano nel “Village des arts a Dakar” e che a Borgagne sono i protagonisti di un’estemporanea di pittura e scultura.
Si passa alla collettiva d’arte contemporanea “Essere Comunità” curata da Lucio Conversano e allestita nel frantoio ipogeo, con istallazioni, sculture, foto e pitture di circa venti artisti. Nello stesso posto si possono ammirare le opere di “Arteenagers”, l’esposizione che racconta l’arte così come la vivono sei ragazzi non ancora sedicenni. Si continua poi con le mostre “Komunità” di Raffaele Puce in corte Nocera, “Armonie, figure tra mito e realtà” di Vito Russo nella chiesa Madre, “Puccetto versi a colori” in via Lecce e “Afrigl’occhi” di Angelo Pellegrino nelle sale della Torre dell’orologio. Continuando in vico Sant’Antonio, si può fare una piacevole passeggiata tra i “Cibi che cambiano il mondo”, mostra dal Salone del Gusto di Torino.

Arte e artigianato si fondono con mastro Bruno intrecciatore di giunchi, Mastro Pantaleo scalpellino e artigiano della pietra leccese, le signore ricamatrici di Borgagne e di Martano, e i flower designer che arricchiscono di sculture floreali gli angoli del paese. Parallelamente alle attività culturali e di intrattenimento l’associazione ‘Ngracalati tiene saldo il binomio Borgoinfesta-solidarietà, continuando la raccolta fondi che in questi anni ha sostenuto la costruzione di tre pozzi, l’allestimento di un dormitorio e il sostentamento dei ragazzi dell’orfanotrofio di Ouenou in Benin.


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