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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 14:11

BorgoGUSTO I cibi che fanno comunità a Borgoinfesta

BorgoGUSTO I cibi che fanno comunità a Borgoinfesta

Melendugno - A Borgoinfesta i cibi fanno “comunità”. Per la decima edizione del festival, a Borgagne dal 31 maggio al 2 giugno, la proposta enogastronomica torna con importanti novità in armonia con il tema di tutto il programma, “Essere Comunità”. Debuttano a Borgoinfesta le cene “Cibi che fanno comunità” (vico Sant’Antonio – ore 20.30, ingresso 20 euro), proposte da Biso, il cuoco “meridiano” che dalla Toscana ha scelto di fermarsi nel Salento per ricercare e raccontare storie di un’umanità che vive sottovoce, in una miscela perfetta tra incontro, narrazione e buon cibo. Partendo dal desiderio di “abitare le comunità attraverso lo sguardo dei loro sapori”, Biso disegna una mappa gastronomica per scoprire “ritualità, cosmologie, relazioni, musiche, manualità e visioni del mondo”, proponendo il risultato di una ricerca sul campo che dura ormai da diversi mesi, sviluppata “passando dalle comunità per vedere i cibi, condividendo con loro del tempo, abitando le loro cucine”. Tutto il lavoro è condotto senza esaltare in modo ossessivo le identità, mettendole a conoscenza per acquisire riflessioni che prima non esistevano e aprire un dialogo con le abitudini che si sono perse. In questo modo, continua Biso, “si può aprire quel cerchio che permette un movimento e non una contrapposizione tra le comunità”.

Si comincia venerdì 30 maggio con “La transgarganica. Spiriti transumanti in viaggio verso il Salento” insieme alla comunità di Carpino (Fg), che arriva a Borgagne con massari, cantori, cuochi e agricoltori per una cena ricca di sorprese.

Sabato 31 maggio con “Festa dei contadini festa di tutti” si mangia insieme alla comunità “Spazi popolari - I colori della terra” di Sannicola (Le), una cooperativa di persone che, in seguito alla perdita del lavoro, ha reinventato un’occupazione lavorando la terra secondo le tecniche della agricoltura organica rigenerativa (che non fa uso di sostanze chimiche), impegnandosi anche nel recupero di molte varietà di semi antichi.

Domenica 1 giugno l’asse geografico si sposta in Palestina con “Mi chiamo Omar”, cena in cui il cuoco-attore Omar Suleiman e il cantante Faisal Taher racconteranno, disegneranno, cucineranno e canteranno la storia di una comunità e le storie delle persone che la mantengono viva da lontano.

Il 2 giugno il viaggio si conclude tornando a casa, per dare voce alle comunità che abitano Borgagne: racconti, sapori e umanità di una convivenza tra chi ci è nato e chi ci si è trovato.
“Non è questione di promozione di prodotti”, chiarisce Biso, “ma di condividere tradizioni. Non è un saccheggiare luoghi, storie, visioni della vita, è un abitare rispettoso e generativo perché avvicinare una tradizione non vuol dire passare «dalla banca della vita solo per ritirare e mai depositare», perché «se non si deposita qualcosa, non si può ritirare nulla, a meno che non si rubi agli altri»”.

Attese da migliaia di gastronauti, che ogni anno tornano a Borgoinfesta per assaporare i piatti tipici del luogo, sono anche le Bancarelle del gusto, i banchetti che accompagnano in una lunga passeggiata da piazza Sant’Antonio al grande olmo. Il menu offre ogni sera deliziose ricette della tradizione salentina preparate con ingredienti locali dalle laboriose signore di Borgagne: c’è l’imbarazzo della scelta tra morsi fritti (pane fritto accompagnato da piselli e rape), fave fritte, cocule di patate (polpette di patate al sugo), orecchiette, cucuzza siccata al sugo (zucchina secca), cicorie di campagna, pecora stufata, pittule, pezzetti di cavallo. Dopo il salato, anche i deliziosi pasticciotti di Cadorna e i cremosi spumoni di Avio. In accostamento si potrà scegliere tra vini a base di negroamaro, primitivo e aleatico, della Tenuta Merico e dell’Azienda Mocavero. Se invece il palato preferisce le frizzanti bollicine dorate, ottime da sorseggiare sono le birre artigianali B94.

Borgoinfesta, festival da sempre attento all’ambiente, quest’anno ha fatto richiesta volontaria della certificazione “Ecofesta Puglia”. Tradotto concretamente, significa che le cene e le Bancarelle del Gusto diventano ecosostenibili, infatti le stoviglie monouso in plastica sono sostituite con quelle in pura cellulosa e amido di mais. Al termine della festa, saranno avviate alla fase di compostaggio con la frazione organica raccolta durante l’evento utilizzando un trituratore meccanico e una compostiera elettromeccanica: dopo circa 30 giorni, la comunità di Borgagne riceverà in dono il compost ottenuto per concimare i terreni dell’Orto in condotta, l’orto scolastico dei bambini delle scuole elementari.


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