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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 01:40

Blitz nella notte, arrestati due latitanti leccesi

Blitz nella notte, arrestati due latitanti leccesi

Lecce - Alle prime ore dell’alba il personale della Squadra Mobile, dopo attivissime ricerche, ha all’arresto in esecuzione delle misure applicative della custodia cautelare in carcere emesse nell’ambito dell’Operazione “ Network”- eseguita lo scorso 26 febbraio-, dei latitanti Alessandro Greco e Francesco Mungelli. I due arrestati sono stati rintracciati presso un Bed and Breakfast di Leverano nel quale avevano trovato alloggio servendosi di documenti falsi. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti oltre alle carte di identità, alle patenti di guida ed alle tessere sanitarie false, anche sei cellulari, una pistola taurus tipo 357 magnum priva di cartucce e numerosi appunti relativi alla gestione di traffici illeciti contenuti in una sacchetto di zucchero.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Lecce, che hanno dato luogo all’ operazione “NETWORK” sono state espletate mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché con numerosi servizi di osservazione, controllo, perquisizione e sequestro, hanno consentito di acquisire elementi di prova in ordine all’attività dell'organizzazione mafiosa e della parallela associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (in particolare dalla Spagna) sorta su impulso di Salvatore Rizzo, diretta da Andrea Leo ed Alessandro Verardi (capi del Clan denominato “VERNEL”).

Particolare significato probatorio hanno assunto poi l’acquisizione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Giuseppe Manna ed Alessandro Verardi.

Nel corso delle indagini svolte sul gruppo mafioso capeggiato all’esterno da Leo e Verardi sono emersi elementi che hanno consentito di accertare, sul territorio della provincia di Lecce, l’operatività di altre organizzazioni di tipo mafioso riconducibili alla SCU.

In particolare è stata accertata l’operatività del gruppo mafioso facente capo a NISI Roberto, operante sul territorio della città di Lecce e dintorni; del gruppo mafioso facente capo a BRIGANTI Pasquale inteso Maurizio, pure operante in prevalenza nella città di Lecce e del gruppo mafioso facente capo alla famiglia di Bruno De Matteis operante su Merine e paesi limitrofi.

Le alleanze ed i contrasti tra i gruppi hanno caratterizzano di fatto la vita dell’organizzazione facente capo a Leo e Verardi che, con il patronato di Totò Rizzo, ha tentato sin dal 2010 di imporsi in maniera esclusiva sul territorio di appartenenza.

Di particolare rilevanza, si sono rivelate le acquisizioni investigative in ordine al controllo, da parte del gruppo facente capo a Leo e Verardi, degli stabilimenti balneari insistenti sul litorale tra Torre Specchia e San Foca, con imposizione ai gestori degli stessi del pagamento del 25% sui ricavi e la gestione dei parcheggi delle zone circostanti, nonché con imposizione dei servizi di vigilanza ai lidi della marina di Vernole.

Nel dettaglio Verardi, nell’approssimarsi dell’estate 2011, di ritorno dalla Spagna, dove aveva trascorso un periodo di latitanza (prima di essere catturato dalla Squadra Mobile di Lecce) e gestito il traffico degli stupefacenti da quel paese, aveva organizzato l’esecuzione di una serie di estorsioni ai gestori degli stabilimenti balneari e di altri esercizi pubblici (bar e gelaterie) della costa adriatica del Salento e in particolare nei confronti di coloro che operavano nelle marine di Vernole e di Melendugno.

Era quello il periodo in cui lo stesso Verardi aveva stretto accordi con il gruppo di Roberto Nisi, interessato allo stesso illecito settore.

Nel complesso, l’indagine ha evidenziato i rapporti di cooperazione esistenti tra i principali sodalizi mafiosi leccesi, funzionali al controllo delle estorsioni e del traffico di stupefacenti, che si confermano i principali settori d’interesse illecito dei Clan mafiosi egemoni nell’ambito della S.C.U..

Dopo le formalità di rito Alessandro Greco e Francesco Mingelli sono stati messi a disposizione dall’Autorità Giudiziaria. Sono difesi rispettivamente dagli Avvocati Cannoletta e Dei Lazzaretti.

La Redazione


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