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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 25 novembre 2017 - Ore 06:55

Management del dolore post operatorio al Dopolavoro

Management del dolore post operatorio al Dopolavoro

Brindisi - Il grande rock indipendente italiano giovedì 6 marzo fa tappa al Dopolavoro di Brindisi. Sale l’attesa per il live dei Management del dolore post operatorio, band entrata ormai di diritto tra le formazioni più interessanti del panorama nazionale, che si esibisce sul palco dell’ex cinema per l’unica data salentina di un calendario di concerti che ha toccato i più importanti club musicali italiani.

A due anni dal primo disco ufficiale “Auff!”, il quartetto di Lanciano è tornato al pubblico con il suo solito stile anticonvenzionale, portando allo scoperto varie anteprime di “McMAO” (distribuito da Universal Music Italia, per l’etichetta Color Sound Indie - Alternative Produzioni, in associazione con MArteLabel), il nuovo progetto discografico in uscita l’11 marzo, un manrovescio di rock urgente, dissacratorio, con il ghigno beffardo e i pugni stretti come non se ne sentivano da qualche tempo nel nostro Paese.

Con le undici canzoni che compongono “McMAO”, il MaDe DoPo (abbreviazione ufficiale del nome del gruppo) reinventa un cantautorato elettrico italiano simile a nessuno, che affonda le radici nel rock con vera attitudine post-punk. Si smarca dal suono new wave, dopo averlo ingoiato e assimilato, e sperimenta giochi sonori carichi di elettronica e al limite del progressive. Celebra la folle gioia di vivere male, come metodo di sopravvivenza alla precaria esistenza quotidiana. Introspettive e visionarie, le tracce del nuovo disco incitano a smascherare rigidità e preconcetti sulla vita, attraverso il ghigno beffardo e la malinconia inquieta di un clown che srotola la verità con la profonda coscienza della propria responsabilità sociale, dell’importanza della propria arte. Nell’ascoltare “McMAO” si avverte uno strano ma ormai familiare, senso di disagio, di pericolo, ma anche di urgenza di fare e di agire, prima che la crisi finisca col distruggere quel poco che ci rimane, portandoci via tutto, compresi noi stessi, perché: "il destino è un colpo di biliardo: a volte la buca la decidi tu, a volte chiudi gli occhi, tiri e non ci pensi più" (cit. da La Scuola Cimiteriale in “McMAO”).

Anticipato dal singolo James Douglas Morrison, un intimo dialogo con il mito della musica nominato nel titolo in cui si riflette su quale sia il prezzo dell’immortalità, “McMAO” riprende il discorso là dove il precedente lavoro l’aveva interrotto, voglioso di mischiare le carte, come già nel titolo, associando immagini che – solo apparentemente- non sono connesse, per lasciare emergere le contraddizioni e il rabbioso entusiasmo di chi cerca una realtà diversa.

Quelli del Management del Dolore Post Operatorio sono fatti così: a loro piace dare fastidio alla gente. Prudenza mai. E così, la compagnia girovaga di Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Luca Di Bucchianico (basso) e Nicola Ceroli (batteria) sta tornando alla ribalta con nuove canzoni che sfondano le pareti della scena musicale italiana. Come saltimbanchi, crudi e volgari, ostinati e furbi, come quelli che vogliono dire a tutti i costi cosa che pensano senza rimuginare sulla fine che faranno, poco importa se in una prigione buia con i topi o su un mucchio di legna infuocata come le streghe.
Mai la musica italiana ha avuto tanto bisogno di questa verità. Mai ha avuto così bisogno della follia, di questo elogio della follia.


BIO
Il Management Del Dolore Post Operatorio è il gruppo musicale italiano che si è fatto più notare negli ultimi anni tra gli artisti emergenti: vince vari e importanti concorsi nazionali, come l’Italia Wave o l’Upload Festival, e porta il suo sound originale e sfrontato anche all’estero, al Popkomm di Berlino e allo Sziget di Budapest. Miglior band emergente live del 2013 secondo il M.E.I., il MaDe DoPo ostenta sempre una forte ed estrosa personalità, a ogni concerto e in ogni singola canzone, con l’intento di scuotere l’opinione pubblica e individuale, per lasciare un segno indelebile nella memoria e nello stomaco di chi ascolta, così come è accaduto al concertone romano del 1° maggio scorso.
La loro storia comincia quando, dopo un incidente d'auto, fanno i conti con il dolore e l'inefficienza degli ospedali italiani e si rendono conto, semmai non fosse abbastanza, “che così non va, che si sono stancati”. Ma lo sbuffo più grande, il più annoiato "Auff!!" del loro disco d'esordio è indirizzato a loro stessi, come dire “Questi maledetti, che siano maledetti!”.
Nel 2010 arriva la svolta discografica con la vittoria del “Premio produzione al festival MArteLive” che li fa entrare di diritto nel roster dell'etichetta MArteLabel e con questa registrano il loro album d'esordio ufficiale “Auff!” con la produzione artistica di Manuele "Max Stirner" Fusaroli (Zen Circus, Luci della centrale elettrica, Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Teatro degli Orrori).
Entrano tra i 60 finalisti di Sanremo Giovani 2013 e sempre nello stesso anno partecipano al Concerto del Primo Maggio con un'esibizione provocatoria che lascia spiazzati tutti ma al tempo stesso esprime la loro vera cifra stilistica.
Dopo il tour estivo “La pasticca blu” tronano alle stampe con il nuovo disco “McMao”, in vendita dall’11 marzo 2014.
La loro strategia, pensata all'ombra delle montagne abruzzesi, si propone - tra un'osteria e un palcoscenico - di martellare il cervello di tutti gli abitanti dello stivale, mettendo in scena un vero e proprio teatro vivido e spietato, in cui è la vita stessa a farla da protagonista, con tutte le sue contraddizioni e situazioni grottesche.


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