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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 06:19

"Vittorio Bodini. Un uomo condannato al coraggio" al Must

"Vittorio Bodini. Un uomo condannato al coraggio" al Must

Lecce - “La presenza contestuale di Airan Berg e di Valentina Bodini, oggi, non è una coincidenza: è il senso dell’importante esperienza che sta vivendo una città candidata a diventare Capitale Europea della Cultura 2019”. Così Paolo Perrone, sindaco di Lecce, alla conferenza stampa di presentazione della mostra “Vittorio Bodini – Un uomo condannato al coraggio” che si inaugura domani (ore 18) al Must di Lecce a cura del Centro Studi Vittorio Bodini e di Antonio Minelli, che ne è il curatore. “Una proposta di candidatura è tanto più competitiva quanto più coinvolga la comunità di riferimento, e Lecce è riuscita ad entrare nella short list delle città prescelte anche per questo, perché si tratta di una candidatura fortemente condivisa da associazioni, organizzazioni e imprese che a titolo volontaristico hanno deciso di dare una mano per consentire alla città di approfittare di questa grande occasione”. Anche Airan Berg, direttore artistico della candidatura, ha voluto ringraziare personalmente tutte le persone e i media partner che stanno lavorando per documentare le istanze di cambiamento del territorio.

Per Gigi Coclite, assessore al Marketing territoriale e allo Spettacolo, la mostra che si inaugura domani, e che a maggio sarà accessibile anche ai non vedenti e ai non udenti, è un evento fondamentale per la storia della città: “Vittorio Bodini, cittadino del mondo, torna a casa, e Lecce rende il giusto omaggio a un grande uomo del Novecento e a un artista per molti anni ingiustamente trascurato dal sistema culturale italiano”. Per Valentina Bodini, figlia del poeta, “è un onore che mio padre possa servire ad accompagnare Lecce in questa grande sfida. Per questo, dopo 40 anni dalla sua morte, il Centro Studi e tutte le persone che stanno lavorando a questo centenario hanno scoperchiato il vaso di Pandora: per consentire a Bodini di diventare patrimonio della città di Lecce”.

La mostra, ha spiegato il curatore Antonio Minelli, è costituita da oltre 250 testimonianze fotografiche sulla vita e l’attività del poeta, che però non esauriscono la portata del suo contributo alla storia letteraria e artistica internazionale del Novecento; momenti del suo privato, i suoi articoli, i suoi rapporti con gli intellettuali dell’epoca, da Quasimodo a Calvino – “e non sono neppure tutti, mancano per esempio Malaparte e Natalia Ginzburg e molti altri” – e perfino i giornali che raccontano della sua prematura scomparsa: tutto digitalizzato, per consentire una migliore fruizione dei reperti. Comprese le prove dell’apporto di Bodini alla letteratura internazionale. E poi i contributi sonori, da Albertazzi a Perrotta, da Carla Guido a Enrico Maria Salerno.

C’è necessità però, ha insistito ancora Minelli, di aprire il Fondo Bodini dell’Università del Salento, per far finalmente diventare il poeta patrimonio reale della città: Valentina Bodini, presidente del Centro Studi intitolato al padre, ha messo infatti a disposizione del Must e della città tutto il suo patrimonio di ricordi e cimeli familiari. L’esposizione, che si chiuderà il 31 agosto, andrà poi in giro per l’Italia, mentre in preparazione a Firenze ci sono tre giornate sull’Ermetismo che vertono su tre poeti fiorentini e, appunto, su Vittorio Bodini.

La chiusura della conferenza stampa ancora al sindaco Perrone, che ha annunciato una targa in via Carlo Russi per ricordare il suo precedente toponimo, via De Angelis (dal nome di una lirica di Bodini): “Al liceo classico ho studiato il Novecento, ma Bodini non era contemplato e l’ho conosciuto solo da grande. Mi piacerebbe quindi che questa mostra servisse a fare conoscere ai nostri concittadini la sua attività poliedrica, perché la conservazione del passato è garanzia di futuro. Questa terra non è solo barocco, belle spiagge ed enogastronomia. Al cimitero di Lecce Vittorio Bodini, che aveva chiesto di essere riportato a Lecce, riposa accanto a Tito Schipa: anche questo fa parte del nostro patrimonio inestimabile, che abbiamo l’obbligo di tutelare ma anche di divulgare”.


BIOGRAFIA

Bodini nasce a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine leccese. A tre anni perde il padre, e la madre ritorna nel capoluogo salentino, dove Vittorio frequenta le scuole fino al conseguimento della maturità classica.

Nel 1931 fa il suo esordio sul settimanale “La Voce del Salento”, fondato e diretto dal nonno materno, Pietro Marti, storico e giornalista locale. L’anno successivo aderisce al futurismo e fonda il Futurblocco leccese. Pubblica poesie e prose anche su “Vecchio e Nuovo”, che per tutto il 1932 ospita le composizioni dei futuristi.

Si iscrive alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma. Nel 1937 si trasferisce a Firenze, dove si laurea nel 1940 in Filosofia. Nel capoluogo toscano frequenta l’ambiente letterario delle “Giubbe Rosse” e, per interessamento di Montale, riesce a pubblicare alcune poesie e un racconto sulla più prestigiosa rivista del tempo, “Letteratura”.

Tornato a Lecce, cura con Oreste Macrì la terza pagina del settimanale “Vedetta Mediterranea”, dandole una precisa impronta ermetica.

Nell’estate del 1944 si trasferisce a Roma e partecipa, con vari articoli pubblicati su quotidiani e periodici, ai dibattiti sulla funzione della letteratura nella società, giungendo al rifiuto definitivo dell’ermetismo.

Nel novembre del ’46 ottiene una borsa di studio di sei mesi per svolgere attività di ricerca presso l’Istituto italiano di cultura di Madrid. In Spagna si dedica all’esplorazione di quel Paese che diventa la sua seconda patria, scoprendo le profonde affinità che lo legano al Sud d’Italia.

Di questa fondamentale esperienza restano i bellissimi reportage raccolti nel volume Corriere spagnolo (1947-54).

Nel 1949 ritorna a Lecce, mettendo al centro dei suoi interessi la propria terra, che “riscopre” attraverso uno scavo nella storia e nell’arte, nel costume e nelle tradizioni, con un notevole impegno letterario e civile. Questo motivo, che fino a tutti gli anni Cinquanta rappresenta il motivo fondamentale della sua opera, è al centro di numerosi racconti e prose e delle sue prime raccolte di poesia, La luna dei Borboni (1952), finalista al Premio Viareggio, e Dopo la luna (1956), con cui vince il Premio Carducci.

Nel 1952 pubblica con l’editore Einaudi di Torino la prima importante traduzione in volume, il Teatro di Federico García Lorca, e ottiene un incarico di Lingua e letteratura spagnola presso l’Università di Bari. Nel 1954 fonda la rivista “L’esperienza poetica”, nella quale propone una “terza via” tra ermetismo e neorealismo.

Nel 1957, sempre con l’editore Einaudi, di cui è diventato l’ispanista ufficiale, esce un’altra opera fondamentale, la traduzione del Don Chisciotte di Cervantes, unanimemente ritenuta ancora oggi quella migliore del capolavoro della letteratura spagnola.

Nel 1960 si trasferisce a Roma, dove continua la sua attività letteraria e di ispanista. Nel 1962 esce, nella collana “Lo specchio” di Mondadori, la raccolta La luna dei Borboni e altre poesie; nel 1963, ancora con Einaudi, I poeti surrealisti spagnoli; nel 1967 pubblica l’ultimo suo libro di versi, Metamor. Si occupa di Góngora e di Calderón de la Barca. Instancabile è sempre l’attività di traduttore di scrittori spagnoli, classici e contemporanei, tra i quali spicca Rafael Alberti.

Nel 1962 esce la traduzione di Picasso di Vicente Aleixandre, mentre con Einaudi vengono pubblicati, nel 1965, i Sonetti amorosi e morali di Francisco de Quevedo, e nel 1969 Visione celeste di Juan Larrea. Postumi infine, sempre con Einaudi, sono apparsi il Lazarillo de Tormes, gli Intermezzi di Miguel de Cervantes e Giacinta la rossa di José Moreno Villa. Muore a Roma a cinquantasei anni, il 19 dicembre 1970, stroncato da un tumore. I suoi resti, dal dicembre 2010, riposano presso il cimitero monumentale di Lecce.

Presso le Edizioni Besa esiste una collana, intitolata Bodiniana, curata da A. L. Giannone, che si propone di pubblicare organicamente gli scritti dispersi e inediti, edizioni commentate dei libri di poesia, nonché alcuni dei principali carteggi dello scrittore.



IL CENTRO STUDI


Il Centro Studi Vittorio Bodini, presieduto da Valentina Bodini (figlia ed unica erede di Vittorio), è stato istituito con l’intento di promuovere la conoscenza dell’opera letteraria di Vittorio Bodini attraverso molteplici attività culturali, artistiche ed editoriali.

È l’unico sodalizio autorizzato a utilizzare il nome del grande poeta, traduttore e cantore del Sud e delle sue contraddizioni, per promuovere eventi, manifestazioni, concorsi letterari; è aperto a tutti gli estimatori dell’opera bodiniana che volessero farne parte e dare il loro contributo all’attività dell’associazione.





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