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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 06:36

"Orizzonti di attesa", una luce mutevole sulla modernità

"Orizzonti di attesa", una luce mutevole sulla modernità

Lecce - Il Castello Carlo V di Lecce inaugura oggi, alle 19:30, una mostra curata da Valentina Carrera e Virgilio Patarini dal nome "Orizzonti di attesa".

Organizzata dalla Galleria Zamenhof di Milano con il patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune di Lecce, l'esposizione di arte contemporanea vede protagonisti nove pittori di livello nazionale e internazionale, ovvero Stefano Accorsi, Andrea Boldrini, Valentina Carrera, Gaetano Fiore, Guido Oggioni, Virgilio Patarini, Raffaele Quida e Sasha Zelenkevic.

Scrive Patarini: " E' la luce la protagonista di questa mostra, una luce che si apre varchi in spazi densi e oscuri con sciabolate abbacinanti o che si espande come una macchia lattiginosa tra nebbie rarefatte. Una luce viva, mutevole, cangiante, reale e fiabesca al tempo stesso, affabulatrice, che assume forme diverse e si trasforma in sostanze differenti: si fa acqua, aria, terra, fuoco e rivela così la sua essenza primordiale, rievocando una dimensione archetipica e cosmogonica". Poi continua, parlando dell'indovinato accostamento tra la bellezza del Carlo V, il calore del Salento e le opere messe in mostra: "E sul rapporto intenso e fecondo tra luce e spazio si giocano sostanzialmente tutte le opere di grande formato dei nove artisti di questa mostra. E un luogo più adatto ad ospitarle del castello di Carlo V non è pensabile, con la luce calda del Salento che inonda gli spazi dalle grandi finestre e riempie le alte volte di pietra leccese. E il grande formato testimonia forse proprio una sorta di tensione narrativa, quasi mitica, a tratti forse anche mistica, di questi quadri. E non a caso i titoli parlano di Genesi, di mito, di piani astrali, di psiche. E lo spazio fisico della superficie pittorica diviene spazio mentale, luogo arcano, concentrato, sintesi di segni e di senso, scaturigine dell’immaginario: orizzonte di senso e di attese".

Marcella Barone


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