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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 08:19

"Washing by watch" videoarte e photo alla Lavanderia Jefferson

"Washing by watch" videoarte e photo alla Lavanderia Jefferson

Lecce - Saranno dedicati alla fotografia contemporanea gli appuntamenti di febbraio di Washing by watch, rassegna di videoarte e photo screening curata da Valeria Raho e Francesca De Filippi presso la Lavanderia Jefferson. In calendario gli incontri con Domingo Milella, Michele Cera e Daniele Guadalupi. Si inizia alle 19.

Videoarte che va, fotografia contemporanea che viene. Saranno infatti dedicati a quest’ultimo medium gli appuntamenti di febbraio di Washing by watch, una rassegna co-curata da Valeria Raho e Francesca De Filippi per DamageGood, e pensata per discutere di progetti intermediali indipendenti in ambito nazionale ed internazionale in una location d’eccezione, la Lavanderia Jefferson di Lecce.

La rassegna, realizzata in collaborazione con Collaboratori Particolari, prevede un focus screening mirato a fare il punto sulle nuove tendenze dell’arte contemporanea, nel video e nella fotografia. Lo strumento cardine degli incontri è soprattutto il talk informale con l’autore, protagonista dell’evento, in grado di fornire supporto critico e informativo non solo agli appassionati dei due media, ma anche ai neofiti e ai semplici curiosi della materia.

In questo mese Washing by watch si fa in tre: dopo i primi appuntamenti, che hanno visto protagonisti artisti come Giuseppe De Mattia, Fabrizio Bellomo, Rossella Piccinno e Gianluca Marinelli che sperimentano i linguaggi del video e della fotografia, sono in lavorazione gli incontri con Domingo Milella, Michele Cera e Daniele Guadalupi, previsti rispettivamente per il 9, 16 e 23, rigorosamente di domenica e alla presenza degli autori.

Ad aprire le danze domenica 9, Domingo Milella. Artista classe 1981, vive e lavora tra Italia e New York. Nel 2005 consegue il BFA presso la School of Visual Arts di New York, mentre due anni più tardi conclude una residenza presso il Centro Atlantico per le arti in Florida. Tra i suoi mentoråi si citano Stephen Shore, Thomas Struth e Massimo Vitali. Ha esposto sia in mostre personali e collettive negli Stati Uniti e a livello internazionale. L’opera di Milella, spesso realizzata su grandi formati fotografici, definisce nell’estetica un nuovo concetto di “pittoresco”, riferito a quei luoghi della civilizzazione urbana che entrano in contrasto con la natura del paesaggio circostante e permettono una riflessione più efficace sulla relazione tra l’elemento umano e l’ambiente in cui agisce.

Domenica 16 è invece la volta di Michele Cera, classe 1973 e nato a Bari, è riconosciuto come uno degli eredi dei maestri della fotografia italiana di paesaggio. Appartiene a quella nuova generazione di autori che indaga i cambiamenti endemici e strutturali del territorio che conducono alla nascita di nuovi paesaggi, caratterizzati spesso da un'architettura anonima, priva di stimoli, e dall'espandersi incontrollato delle città. Provenendo da una formazione tecnico scientifica derivata dagli studi universitari in ingegneria con specializzazione in urbanistica, il lavoro di Cera è incentrato sull'analisi del paesaggio contemporaneo e degli insediamenti umani, di cui documenta le tracce e le contaminazioni edilizie, nel tentativo di rappresentare i diversi livelli che intervengono nella definizione del territorio. La sua è una poetica che riflette in qualche modo, sulle interferenze che la nota definizione di “non luoghi” ha sulla qualità della vita sociale e sulla percezione dell’ambiente circostante.

Conclude il ciclo di febbraio, domenica 23, Daniele Guadalupi. Nato a Brindisi, ha coordinato nel 2009 Foresta Nascosta, innovativo progetto d’arte pubblica patrocinato dalla Provincia di Milano. Dal 2011 è membro del collettivo di QD, diario visivo di 20 fotografi da 20 città italiane. Da sempre interessato agli sviluppi di una possibile sperimentazione tra arte pubblica e fotografia, da lui comunemente intesa quest’ultima come “familiare”, Guadalupi esplora i territori di indagine attraverso le immagini, ridefinendo una nuova mappatura dei luoghi attraverso il mezzo fotografico e video, che si presta ad una funzione sociale e collettiva non solo come strumento documentario, ma anche e soprattutto come segno del continuo mutamento determinato dall’interazione del passaggio umano, nelle piccole storie comuni e nella quotidianità del vissuto.


Info e contatti:
infodamagegood@gmail.com
http://damagegood.tumblr.com
http://www.urkaonline.it/specials/washing-by-watch/.


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