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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 12:13

Il leccese Roberto Capone cura 2 volumi sulla Dieta Mediterranea

Il leccese Roberto Capone cura 2 volumi sulla Dieta Mediterranea

Lecce - Roberto Capone è amministratore principale della sede italiana del CIHEAM (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes), un'organizzazione intergovernativa con sede a Parigi, che si occupa di agronomia mediterranea e alla quale aderiscono 13 Paesi: Albania, Algeria, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia. Ha recentemente curato la pubblicazione di due volumi del CIHEAM e della sede di Bari che suggellano l’importante rapporto tra Dieta Mediterranea e sviluppo sostenibile.

Il primo si intitola “MediTerra – La dieta mediterranea per uno sviluppo regionale sostenibile” ed è una sintesi, in italiano, del rapporto Mediterra 2012: The Mediterranean Diet for sustainable regional development. Il rapporto raccoglie 22 contributi di 49 esperti internazionali articolati attorno a queste otto grandi tematiche: origini e costruzione della dieta mediterranea; alimentazione e dinamiche socioculturali; ambiente e biodiversità; responsabilità sociale degli attori; produttori e distributori nel comparto alimentare; diritto e commercio; salute e sicurezza alimentare; politiche e interventi pubblici. Al pari delle precedenti edizioni, il volume MediTerra suggerisce delle chiavi di lettura e offre degli elementi di analisi destinati al grande pubblico e alla platea di attori che operano nella regione mediterranea. Più in generale, Mediterra cerca di collocare le questioni dell’agricoltura e dell’alimentazione alla base del dibattito scientifico e politico sul Mediterraneo e di porre la riflessione su questa area strategica al centro della discussione riguardante la sicurezza alimentare e lo sviluppo agricolo dl mondo.

Il secondo volume, introdotto da Cosimo Lacirignola, segretario generale del Ciheam e direttore della sede italiana, e curato da Capone insieme a Stefania Lapedota, ha per titolo “Dieta Mediterranea – Modello di alimentazione sostenibile”. Descrive come la Dieta Mediterranea sia una risorsa culturale per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, una parte integrante del patrimonio sociale, storico, economico, artistico e paesaggistico dei popoli della Regione. Essa rappresenta uno stile di vita importante, sia come patrimonio comune a tutta l’area, sia quale espressione delle singole comunità che la compongono. Racconta anche come questo modello di alimentazione, grazie alla varietà di prodotti ed alla possibilità di abbinare un’infinità di sapori che incontrano il gusto di milioni di consumatori, non sia solo un modo di cibarsi, ma l’espressione di un intero sistema culturale improntato alla salubrità, alla qualità degli alimenti ed alla specificità territoriale. Un modo di nutrirsi apprezzato in gran parte del mondo e che va assolutamente salvaguardato.

Inoltre, a chiarire una volta per tutte il reale iter che ha portato all’importantissimo riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea quale “Patrimonio immateriale dell’umanità”, viste le tante versioni circolanti, in quest’ultimo volume vi si trova anche la documentazione del supporto fornito dal CIHEAM per l’ottenimento del prestigioso risultato e l’importante contributo dato alla redazione del dossier di candidatura ed alle azioni di “salvaguardia“ di tale patrimonio avviate a seguito di tale riconoscimento e che sono in continua evoluzione.
Conferenze e seminari internazionali, creazione di network di esperti nazionali ed internazionali, pubblicazioni su riviste scientifiche, riunioni dei Ministri dell’Agricoltura dei Paesi membri del CIHEAM (Atene 2001, Saragozza 2008, Istanbul 2010, Malta 2012) rappresentano gli strumenti utilizzati dal Centro per difendere questo stile di vita mediterraneo dal pericolo di “erosione” in atto che è il vero motivo per cui esso è stato riconosciuto patrimonio intangibile dell’umanità dall’UNESCO che, lo ricordiamo, rappresenta l’Organizzazione delle Nazioni Unite per la cultura e l’educazione.


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