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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 02:31

"Notre-Dame de Paris" con Roberto Bolle a Lecce e Surbo

"Notre-Dame de Paris" con Roberto Bolle a Lecce e Surbo

Lecce - Il 16 e 17 dicembre 2013 la drammaticità, la passione e il romanticismo arrivano trionfanti sul grande schermo con il Roberto Bolle di Notre-Dame de Paris, al cinema Don Bosco di Lecce (17 dicembre) e al cinema The Space di Surbo (16 dicembre).

Grazie a Rai e Microcinema Distribuzione, il Balletto – rappresentato al Teatro alla Scala di Milano nel febbraio 2013, registrando il sold out nelle settimane in cui è andato in scena – diventa per l’occasione un film evento unico e imperdibile, mai visto prima, arricchito da un accurato lavoro di postproduzione ed edizione (riprese in HD e audio 5.1).
Il balletto è ispirato all’omonimo romanzo di Victor Hugo, per la coreografia di Roland Petit, le musiche di Maurice Jarre, le scene di René Allio e i costumi di Yves Saint-Laurent. In Notre-Dame de Paris danza, scene, costumi, musica, teatralità si integrano e completano fino a dare vita all’idea di spettacolo di Roland Petit.
La bontà e la sensibilità di Quasimodo, il campanaro gobbo innamorato della dolce Esmeralda, sono interpretate da un Roberto Bolle superlativo.
La perfetta espressività dei movimenti dell’etoile del Teatro alla Scala trasmette al suo pubblico tutto il dolore e la tenerezza di un uomo rapito da un amore quasi impossibile.
''La sfida è tirare fuori la bellezza interiore'' questa la dichiarazione di Bolle, chiamato a fare proprie le deformazioni fisiche del gobbo per il Notre-Dame de Paris di Roland Petit.
Sul palcoscenico insieme a Bolle, Natalia Osipova, prima ballerina del Teatro Mikhailovskij e dell’American Ballet Theatre, e i primi ballerini Mick Zeni (Frollo) e Eris Nezha (Phoebus).

NOTRE-DAME DE PARIS di Maurice Jarre
Balletto in due atti, dal Teatro alla Scala di Milano
Durata: 1 ora e 35 minuti
Direttore: Paul Connelly
Coreografia: Roland Petit
Scenografia: René Allio
Cast: Roberto Bolle, Natalia Osipova, Eris Nezha

Notre-Dame de Paris. Dal romanzo al balletto.

Il romanzo di Victor Hugo aveva già ispirato un balletto, La Esméralde – coreografia di Jules Perrot, musica di Cesare Pugni – creato a Londra da Carlotta Grisi nel 1844.
Quarant'anni dopo, Marius Petipa ne dava una propria versione, con musiche aggiuntive di Riccardo Drigo (San Pietroburgo, 1886).
«Attratto dal Medioevo e dal suo misticismo, avevo preso a meditare su Il monaco di Lewis. Avevo addirittura già architettato un libretto e commissionato una partitura ... Ma poi, la cosa non è andata in porto. Un giorno, passando davanti ad una libreria, vidi un’edizione di Notre-Dame de Paris. Da sempre interessato al Medioevo e ai suoi monaci, incuriosito la acquistai per rileggere un'opera di cui avevo scordato i particolari. Rileggendo il romanzo, mi resi conto che Victor Hugo andava oltre Lewis. Subito ho rifatto il libretto sulle tracce di Hugo ... »
Se Perrot e Petipa avevano conservato i personaggi secondari di Gringoire, il poeta innamorato di Esmeralda, e di Fleur-de-Lys, la fidanzata di Phoebus, Roland Petit sfronda, sintetizza e accentra la sua azione sui quattro protagonisti: Quasimodo, Esmeralda, Frollo, Phoebus. La bruttezza e la bellezza. La notte e il giorno.
«Per me, lo spettacolo è una creazione totale: danza, scene, costumi, partitura musicale... Come librettista e coreografo, vedo i tre personaggi di questa passione fatale come creature "a parte": Esmeralda – come l'amore – è zingara e quindi sospettata di essere un po' strega. Quasimodo non è un mostro, è piuttosto un individuo complessato, perché ha subìto un infortunio. Creature che vengono respinte per la loro "differenza". Frollo è un uomo tormentato fra i suoi desideri e la sua coscienza, fra la carne e lo spirito. Potrebbe essere una storia di oggi.»
«Il mio balletto Notre-Dame de Paris racconta una bella e grande storia. Deliberatamente ne ho espunto l'aneddoto e la pantomima: mi auguro che svanisca il Medioevo alla Violet-le-Duc e che, per lo spettatore, resti soltanto la tensione tragica del capolavoro di Victor Hugo. René Allio nelle sue scene, Yves Saint-Laurent nei suoi costumi, hanno seguìto la medesima via della sobrietà».


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