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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 06:21

Sicurezza donna: anti aggressione femminile, bullismo e aspetti legali

Sicurezza donna: anti aggressione femminile, bullismo e aspetti legali

Scorrano - Violenza di genere: più del 70% delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nel corso della vita. Lo ricordano le Nazioni unite nel videomessaggio del segretario generale, Ban Ki-moon, in vista del 25 novembre, proclamata dall’Onu Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ormai riconosciuta da tutte le organizzazioni sociali e politiche nel mondo. Unendosi al coro di chi chiede la fine di azioni che violano i diritti umani, Ban applaude ai leader che promulgano e fanno rispettare leggi che tutelano i diritti della donne e rende onore agli “eroi” che aiutano le vittime a guarire e a diventare esse stesse promotrici di cambiamento.

Lunedì 25 novembre 2013 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e in Italia Sciopero delle Donne, l’agenzia formativa D.ANTHEA di Scorrano (Lecce) – accreditata e convenzionata con le Pubbliche Amministrazioni per la formazione professionale cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo, nell’ambito del ciclo dei Seminari di apprendimento collettivo e di formazione innovativa rivolta a formatrici e personale didattico – organizza una particolare iniziativa formativa teorico-pratica sul tema della SICUREZZA DONNA: dagli aspetti psicologici, alla difesa fisica e aspetti legali, per affrontare e gestire le situazioni di pericolo, nonché il fenomeno del “bullismo” ed i comportamenti difensivi idonei a prevenire situazioni pericolose. Testimonial e partner: Silvia Nascetti, giuslavorista esperta di Pari Opportunità fondatrice del gruppo “DONNE CHE SI SONO STESE SUI LIBRI E NON SUI LETTI DEI POTENTI”, aderente alla Rete Nazionale e accordo per la Democrazia Paritaria, e il M° Nando Colaci della “A.S.D. TEAM COLACI” (Iscritta Albo C.O.N.I., A.C.S.I. e Albo Associazioni Sportive Comune di Lecce). L’iniziativa ha un importante valore “socialmente pedagogico” e “pratico”, considerato il tema attuale inerente la VIOLENZA CONTRO LE DONNE: non solo l’apprendimento delle tecniche di difesa, ma anche una riflessione sul rispetto delle regole di civile convivenza; un significativo momento di approfondimento collettivo, soprattutto per le formatrici, sui diritti a tutti/e riconosciuti e per tutti/e riconoscibili e che devono essere rispettati, nel “valore” delle differenze, per quel mondo più equo, democratico e “pari” da consegnare alle nuove generazioni. Si allega, la locandina dell’iniziativa,con l’invito a garantire la più ampia diffusione all’iniziativa.
Informazioni di contatto: direzione@danthea.eu – tel. 0832 318597 cell. 366 2061865

MAGGIORI INFO
25 novembre, proclamata dall’Onu giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e ormai riconosciuta da tutte le organizzazioni sociali e politiche nel mondo. Una data storica, scelta dal movimento internazionale delle donne latino-americane nel 1981 a Bogotà in onore delle tre sorelle Mirabal, attiviste e eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana, torturate e uccise da agenti del dittatore Rafael Leónidas Trujillo il 25 novembre 1961 perché si opponevano al regime dittatoriale del loro paese.

Protagoniste del grande romanzo di Julia Alvarez “Il tempo delle farfalle“, una memoria che non può non ricordarci quanto la politica – sul corpo, sul lavoro, sulla vita delle donne – sia così importante. 25 NOVEMBRE 2013 – ITALIA “SCIOPERO DELLE DONNE” - http://www.scioperodelledonne.it
LE PAROLE CHE VOGLIAMO Una donna uccisa ogni due giorni non è una questione di ordine pubblico, ma una ferita aperta nella società civile. Lucia, Antonella, Maria Grazia, tanto per citare le ultime della lista, sono state ammazzate dall’ex fidanzato, dal marito e dal compagno nei giorni successivi al decreto varato dal governo il 9 agosto scorso. La prova che misure soltanto repressive non sono la soluzione del problema perché il femminicidio non ha natura emergenziale ma sistemica. Per questo occorrono, e con urgenza, iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, finanziamenti ai centri antiviolenza, campagne istituzionali e mediatiche che mettano al bando ogni giustificazione e sottovalutazione del fenomeno. E che, soprattutto, favoriscano la percezione delle donne non come vittime e soggetti deboli bisognosi di tutele, ma persone a tutto tondo da sostenere contro antiche imposizioni patriarcali, in grado di autodeterminarsi e scegliere liberamente il proprio modo di vivere. Per questo rilanciamo con ancora più fermezza l’appello allo “Sciopero” delle donne per il 25 novembre prossimo, convinte che solo un’azione forte possa indurre il nostro Paese a una riflessione seria sulle relazioni tra i generi, sul potere e le sue dinamiche di sopraffazione. Uno “Sciopero” generale e generalizzato
contro il femminicidio per ridare peso alla politica delle donne, riprendere in mano le pratiche e i percorsi dei femminismi che in questi anni hanno lavorato sulle molteplici forme della violenza e dare un segnale chiaro e inequivocabile riconoscendo che solo una Cultura antirazzista, antifascista e non sessista può produrre un nuovo modo di pensare e vivere le relazioni fra i sessi. Uno “Sciopero” che affermi di un nesso imprescindibile fra lavoro/cura/precarietà/reddito, rivendica la maternità come una scelta, rifiuta il ricatto delle dimissioni in bianco e afferma che anche la salute del corpo delle donne è un diritto che non può essere in
balìa di ideologiche e strumentali obiezioni.

Uno “Sciopero” che chiede che non venga mai meno il rispetto per le differenze, la laicità dello Stato e la lotta contro tutti i fondamentalismi etici, religiosi e politici e che chiede piena cittadinanza per le donne migranti che vivono nel nostro Paese in nome di una Cultura laica dell’accoglienza, della condivisione e della solidarietà. Uno “Sciopero” che pretende dalle istituzioni, dai mass media e dalla società tutta che si facciano carico della quotidiana ed inesorabile furia omicida contro le donne che non accenna neanche per un giorno a fermarsi perché frutto di una Cultura, violenta e sessista. Uno “Sciopero”, infine, come azione
profondamente politica, la sola che può restituire il diritto alla felicità che tutt@ ci meritiamo. Aderisci allo “Sciopero” delle donne e degli uomini, per un mondo più giusto ed eguale da consegnare alle future generazioni.

Il 25 novembre la battaglia di UnWomen per fermare la violenza contro le donne sarà al centro di ‘Ferite a morte’, lo spettacolo di Serena Dandini portato al Palazzo di vetro sotto gli auspici della Rappresentanza permanente d’Italia all’Onu: “Per attirare l’attenzione dei governi del mondo”, ha detto l’attrice a New York,
presentando lo spettacolo in una libreria dell’Upper east side. “La nostra speranza è di attirare l’attenzione degli uomini perché la violenza sulle donne non è un ‘women’s issue’ (un problema solo delle donne, ndr).

Solo assieme, unendo le forze uomini e donne, si farà una vera rivoluzione culturale”. “Ferite a Morte” è una sorta di Spoon river raccontata “in un esperanto internazionale che dà voce alle donne di tutto il mondo”, una catena di monologhi che attingono alla cronaca di donne ammazzate per mano di un congiunto. Lo spettacolo è stato già messo in scena a Washington presso l’Osa, l’Organizzazione degli Stati americani, e oggi alla Casa italiana della New York University. Da New York la Dandini segue entusiasta la mobilitazione che da una parte all’altra dell’Atlantico ha scelto di parlare attraverso i monologhi sul
femminicidio, di cui è autrice con Maura Misiti. All’Onu ci sarà un cast internazionale composto da Valeria Golino, Maria Grazia Cucinotta, Marina Abramovic, Nona Hendryx, Nan Goldin, Giovanna Calvino, Laurie Fabiano, Maureen Van Zandt, Abigail Disney, Rosy Canale, Angela Della Costanza Turner, Amanda Palmer e Monique Coleman. Lo stesso giorno in Italia alla Camera dei deputati quegli stessi monologhi saranno protagonisti delle celebrazioni istituzionali di Montecitorio, su invito della Presidente, Laura Boldrini: attrici, ministre e parlamentari impegnate nella lettura. Dopo Washington e New York, lo spettacolo arriverà il 28 novembre a
Bruxelles e il 3 dicembre a Londra nell’ambito della Trust women conference.


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