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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 21:37

Mamma li turchi nell'ambito di "Giorgio de Chirico - Mistero e poesia"

Mamma li turchi nell'ambito di "Giorgio de Chirico - Mistero e poesia"

Otranto - Nelle domeniche di luglio e agosto il Castello Aragonese di Otranto, nell'ambito della mostra "Giorgio de Chirico - Mistero e poesia", ospita lo spettacolo di ombre che racconta la presa dei Turchi del 1480. Nel bookshop sono disponibili "Le palle delle bombarde", trenta esemplari in ferro battuto per celebrare la canonizzazione degli 800 martiri. Prosegue con successo al Castello Aragonese di Otranto la mostra “Giorgio de Chirico - Mistero e poesia” a cura di Franco Calarota. Tutte le domeniche di luglio e agosto (ore 19.00) i visitatori protanno assistere anche a Mamma Li Turchi, opera per ombre e cuntastorie di e con Francesco Ferramosca. Nello spettacolo di ombre, in una girandola di turcherie condite dal salace dialetto dei rudi abitanti dell'antico Salento, rivive la leggendaria epopea turco-salentina che tante tracce ha lasciato nella nostra cultura. Lo spettacolo parte da un lontano fatto storico – la presa di Otranto da parte dei Turchi nel 1480 – e da musiche, testi, canti di pianto e d’amore dell’antico Salento, uniti in un solo percorso tra presente e passato. Così un reputo (o pianto funebre), una filastrocca popolare, una nenia, trovano un nuovo spazio culturale, vitale e attuale. La memoria, e in particolare la memoria di un fatto di sangue, a cosa può servire? A confrontarci con la storia dei nostri giorni e attingervi nuova dignità ed energia. A renderci conto, se mai ve ne fosse bisogno, che là dove esiste sopraffazione e morte, non si persegue soltanto la distruzione dell’uomo ma si innesca la terribile spirale della violenza. Lo spettacolo termina con il martirio degli otrantini sconfitti: questi morti non chiudono un episodio del passato ma aprono i dubbi sulla consapevolezza del futuro. Cioè del nostro presente. Lo spettacolo è ispirato e influenzato dal romanzo “L’ora di tutti” di Maria Corti.


“Vista dal mare, Otranto appare ancora una fortezza, con i bastioni a picco sull’acqua, ma dietro la vuota abbondanza di mura e torrioni, un prodigio di viuzze bianche in salita, in discesa, di casette bianche, di palazzotti tufacei. In queste viuzze i fatti della storia sono rimbalzati, come pomi maturi, da un secolo all’altro, e giunti fino a noi: qui le palle delle bombarde turche, scagliate cinquecento anni fa, reggono i gradini d’accesso alle case o adornano la soglia al ‘salone’ del barbiere, all’ufficio postale, situate ai due lati dell’ingresso”, prendendo spunto da questo breve passaggio di Maria Corti sono state pensate e realizzate le palle delle bombarde, simbolo di attacco ma anche di difesa, che sono diventate parte integrante dell’arredo urbano della Città di Otranto. Nel 2013, anno della canonizzazione degli Ottocento Martiri di Otranto, le palle delle bombarde sono la sintesi di un’esemplare storia di rinascita che parte dal lontano 1480. Nel bookshop si troverà una tiratura limitata di 30 esemplari in ferro battuto con lo stemma del Castello Aragonese.

Dopo aver accolto oltre 200mila visitatori con le mostre di Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvador Dalì e Andy Warhol, l’antico maniero idruntino ospita, infatti, sino a domenica 29 settembre le opere del maestro de Chirico che partito dall'Italia con la sua Metafisica, ha conquistato la scena internazionale fin dalla prima metà del secolo scorso, travalicando i confini dell'arte per influenzare con il suo universo artistico non solo la generazione successiva di pittori, ma anche letterati, filosofi, architetti e la psicanalisi. Sempre nelle Sale del Castello, Metafisica a sud, enigma di un pomeriggio d’estate, a cura di Raffaela Zizzari, ospita la proiezione di Metafisica a Sud. De Chirico, Magna Grecia, di Chiara Idrusa Scrimieri, un percorso tra docufilm e videoarte, un viaggio di lettura metafisica applicata al paesaggio sensibile della nostra Magna Grecia; le opere di quattro artisti pugliesi (Antonio Giannini, Beppe Labianca, Oronzo Liuzzi e Vincenzo Mascoli) e una sezione dedicata al fumetto con alcune tavole di Sebastiano Vilella.

Il Castello Aragonese di Otranto è un contenitore culturale gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie e dalla Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari.

La mostra è aperta tutti i giorni.
Orari: luglio e agosto 10-24; settembre 10-21.
Ticket d’ingresso: intero € 7,00; ridotto € 4,00 (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, convenzioni attive). Titolari Otranto Card: intero € 6,00.
Audioguida: singola € 4,00; doppia € 6,00.
Visita guidata di gruppo su prenotazione (in italiano, inglese o francese)
• solo mostra: gruppi 80,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 60,00 euro + ticket d’ingresso
• mostra + castello: gruppi 100,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 80,00 euro + ticket d’ingresso.
Info e prenotazioni: 199.151.123 – callcenter@sistemamuseo.it
www.castelloaragoneseotranto.it - www.dechiricoaotranto.it


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