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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 04:47

Dal 22 al 24 giugno torna la "Fiera di San Giovanni"

Dal 22 al 24 giugno torna la "Fiera di San Giovanni"

Zollino - Musica, incontri, enogastronomia, mostre, documentari, teatro, editoria: dal 22 al 24 giugno la tradizionale Fiera di San Giovanni ritorna tra i caratteristici vicoli e le case a corte del centro storico di Zollino, piccolo centro della Grecìa Salentina. L’evento, promosso dall’amministrazione comunale, nasce nel 1910 per favorire lo scambio delle ricercate produzioni agricole del paese e con lo stesso spirito è organizzato ancora oggi. Infatti, la Fiera mette in vetrina innanzitutto le produzioni di eccellenza del territorio: il “pisello nano”, la “fava di Zollino” e la “sceblasti”, riconosciuti prodotti agroalimentari tradizionali (inseriti nell’apposito elenco ministeriale). La Fiera si distingue anche per l’attenzione alle tematiche della sostenibilità ambientale, nella proposizione di sempre nuovi momenti di approfondimento e per la ricerca di una giusta dimensione per offrire ai visitatori accoglienza e originalità.

Molto articolato anche il programma delle attività culturali e musicali che ruoteranno attorno al tema del lavoro. Sabato 22 giugno alle ore 19.00 presso Palazzo Mandurinola Fiera si aprirà con l’inaugurazione della mostra fotografica “…di canti e di lavoroZollino un secolo di fatiche, socialità e suoni in un paese grico” con la partecipazione di Antonio Chiga (Assessore alla cultura del Comune di Zollino), Francesca Casaluci (ricercatrice Meditfilm), Luigi Chiriatti (ricercatore storia orale). La mostra è stata fortemente voluta dal Comune di Zollino nell’ambito del progetto Interreg Polysong ed è il risultato di una ricerca sul patrimonio fotografico legato al mondo del lavoro, condotta nel territorio del paese grico, che ha portato alla digitalizzazione e catalogazione di oltre 150 scatti. La ricerca si è svolta casa per casa, rincorrendo la memoria e le segnalazioni della comunità zollinese, sensibile nel prestarsi a questa nostra attività e disponibile a raccontare i dettagli che si celano dietro ogni immagine, provando a ricordare datazione e nomi; fornendo così informazioni fondamentali per la catalogazione. La ricerca, inizialmente indirizzata alla lavorazione del tabacco e alle tabacchine, è stata poi doverosamente estesa a tutte le attività lavorative di volta in volta riprese negli scatti. Abbiamo così le imprese locali e le squadre di muratori, carpentieri, fabbri, cavatori; un’intera sezione dedicata al lavoro di sartoria, con le “Mesce” (Maestre) impegnate a trasferire arte e mestiere a intere generazioni di giovani ragazze. Riprese del laboratorio di ricamo artistico, gestito dalle suore d’Ivrea presso l’Asilo Infantile P. Maniglio. Immancabili, poi, le scene che ritraggono il lavoro nei campi, i momenti di vita contadina e, ovviamente, il tabacco, elemento che per decenni ha caratterizzato l’economia e il paesaggio. Abbiamo ancora preziose testimonianze della costruzione dell’attuale spazio urbano, come l’edificazione del Municipio o l’ammodernamento di piazza S. Pietro. Questo piccolo patrimonio, per la maggior parte proveniente dagli archivi familiari andrà ad arricchire il fondo fotografico della Biblioteca Comunale. Le cinquanta immagini qui in mostra, che ripercorrono un intero secolo, restituiscono al visitatore lo spaccato della comunità e il riflesso di un mondo scomparso. Attimi rubati di persone al lavoro, che riposano, riprese in momenti conviviali, spesso accompagnati da sorrisi ed espressioni gioiose, ispirate dalla novità dell’obbiettivo fotografico, che fanno rivivere paesaggi, atmosfere, luoghi, suoni, emozioni di un’altra epoca. La mostra, realizzata da Kurumuny e da Meditfilm e con il lavoro di ricerca condotto da Francesca Casaluci e Alessandro Giovinazzo, sarà allestita sino a lunedì 24 giugno (dalle ore 19.00 alle ore 24.00) presso Palazzo Mandurino, un immobile adibito sino a qualche decennio fa a manifattura tabacchi.

A seguire proiezione in anteprima del documentario “Mareverde, racconti di una stagione perduta”, realizzato da Meditfilm per il Comune di Zollino, un ritratto di un mondo perduto che ruotava attorno alla coltivazione e alla produzione del tabacco. Subito dopo sullo schermo si alterneranno “Oro Verde” di Pierluigi Ferrandini e "Forca Farina" uno storico lavoro girato a Zollino agli inizi degli anni ottanta dal noto regista Sergio Spina

Dalle 21.30 spazio alla musica con l’esibizione dei “Comu veri cantori”, coro di anziani in gran parte di Zollino diretti dal Maestro Francesca Zacheo che per l'occasione presenteranno un repertorio ricercato di canti di lavoro. Subito dopo spazio all’atteso concerto dei Kamafei, nel quale si incontrano la spinta dalle travolgenti sonorità tradizionali salentine ben contaminate dalla passione per la Spagna e per le diverse culture Mediterranee. KamaFei è un composto in griko che vuol dire caldo che scorre, quel caldo che ci accompagna in ogni stagione, che nasce dagli strumenti tra l’antico ed il moderno, lo stesso calore che si cerca di dare durante i concerti; è quel calore restituito dal pubblico, che ascolta e partecipa a ogni spettacolo, inteso come festa collettiva, che coinvolge come in una ronda estiva. KamaFei raggiunge un altro traguardo dal titolo “Rispetto” il nuovo lavoro discografico e un nuovo spettacolo live. Rispetto per la terra, rispetto per le radici, rispetto per la tradizione, rispetto per il tamburello, rispetto per l’innovazione, rispetto per l’elettronica, rispetto per i vecchi cantori, rispetto per i nuovi ascoltatori. Dalla Bossa al Reggae, dal Rock allo Ska e all’hip hop, dalla Spagna all’Africa al Salento, il tutto supportato dallo strumento della tradizione salentina: Il Tamburello, che si incontra con le sonorità moderne e con gli strumenti elettrici ed elettronici. Melodie vocali attente alla tradizione ma pronte a contaminarsi e incontrarsi con gli stili moderni. Non manca nulla in questo nuovo spettacolo per renderlo nuovo e divertente, non dimenticando le radici della tradizione salentina che fondendosi con nuove sonorità si allargano a nuovi orizzonti. All’interno della musica del collettivo salentino si nota il profondo legame con la propria tradizione e la propria terra, ma anche la necessita, la voglia, il desiderio di scoprire la contaminazione con altre culture, altre esperienze musicali. In chiusuraMascarimirì in Pizzica dance hall party.

Domenica 23 giugno dalle ore 19.00 a Palazzo Mandurino incontro sulla Cooperativa di Comunità di Zollino, costituita nel settembre 2012 sotto l’impulso dell’amministrazione comunale e di Legacoop Puglia. Dalle 21.00 sul palco spazio allo spettacolo “Memorie della terra: racconti e canti di lavoro e di lotta nel Salento”, testi di Vincenzo Santoro; voci narranti: Vincenzo Santoro e Anna Cinzia Villani; canti eseguiti da: Giorgio D’Aria (voce, tamburello, cucchiai, armonica a bocca, cupa cupa), Carla Maniglio, (voce, tamburello), Enrico Noviello (voce, tamburello, chitarra battente), Anna Cinzia Villani (voce, organetto, armonica a bocca, tamburello). In chiusura si esibirà il cantautore Mino De Santis, testimone di usi e tradizioni del meridione e del Salento, di storie di vita tra il triste ed il comico, senza perdere mai l’ironia e la musicalità tipica dei cantautori italiani come De Andrè o Stefano Rosso. Dopo "Scarcagnizzu" (Fondo Verri) e “Caminante” (Ululati/Lupo Editore), il 29 giugno esce “MUddhriche” (Ululati/Lupo Editore), nuovo progetto discografico.

Lunedì 24 giugno, l’ultima serata si apre alle 20.00 nelle sale di Palazzo Mandurino con Il gusto delle parole – chiacchierate leggere tra letteratura e gastronomia locale con Pierpaolo Lala, Pino De Luca e altri ospiti. Dalle 21.00, dopo l’esibizione della Banda Città di Zollino e lo spettacolo Clown Lacoste (un mimo che nel corso del suo spettacolo, si trasforma nelle circostanze tipiche del clown bianco, soprattutto per alterigia e presunzione nei confronti del pubblico adulto), la Festa si chiuderà con il concerto dell’Antonio Amato Ensemble che spazia in tutto il repertorio della musica tradizionale, dai canti d’amore a quelli di protesta, dai canti di lavoro alle ninna nanne ed infine alla pizzica. La formazione comprende Antonio Amato (voce e tamburi), Salvatore Minutello (violoncello), Valerio Rizzello (oboe, fisarmonica e tastiere), Palmiro Durante (chitarre), Armando Ciardo (violino e viola), Antonio Marra (batteria).

Nel corso dei tre giorni di Fiera, tra le viuzze allestite con cascate di girasoli, antichi oggetti e luci di candele sarà possibile degustare e acquistare passeggiando nell’area espositiva tante produzioni di qualità e di eccellenza del settore agroalimentare ed enogastronomico salentino: dai prodotti a Km zero, all’originale Olivotto, dal polline, al miele ai succhi biologici, dai salumi ricercati ai dolci di mandorle, fichi, arancio e cioccolato, dal vino di eccellenza all’olio extravergine con spremitura a freddo e tanto altro. Sarà inoltre possibile assaporare i piatti della cucina tradizionale quali i piselli nani alla pignata e le fave nette con i morsi preparati da mani sapienti con le ricette di una volta e cotti ancora nella tipica pignata, seduti nella atmosfera magica di una corte, accanto a sciarabà e ballette di paglia, in linea con lo slogan griko dell’iniziativa “to kalò fai” che vuol dire “il buon cibo”.

Gli stand utilizzano poi esclusivamente piatti, posate e bicchieri assolutamente biodegradabili con una grande attenzione all’allestimento delle isole ecologiche per ottimizzare e razionalizzare la raccolta, verso il traguardo della prima vera fiera a rifiuti zero del Salento. Dallo scorso anno, inoltre, la Fiera di San Giovanni segue anche il modello sostenibile di “la Tradizione fa Eco”, valutato e certificato con la concessione del marchio “Ecofesta Puglia” rilasciato da EMS (Ente Modelli Sostenibili).


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