Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 17:54

Operazione Cinemastore, 245 anni di carcere per i 43 indagati

Operazione Cinemastore, 245 anni di carcere per i 43 indagati

Lecce - Ammontano a 245 anni di carcere, le condanne per i 43 indagati nel processo "Cinemastore" che hanno visto l'assoluzione di un solo indagato.

L'attività investigativa, condotta dagli agenti della squadra mobile di Lecce, è stata avviata dopo il 6 aprile 2009 giorno in cui fu ucciso Antonio Giannone e dopo l'attentato ai danni della videoteca Cinemastore avvenuto a pochi giorni di distanza.


L'accusa, a vario titolo, è di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, gioco d'azzardo, tentata estorsione tentata rapina, riciclaggio e detenzione di arma da fuoco.



Nel corso delle indagini si è accertata, l'appartenenza degli indagati alla Sacra Corona Unita. Fondamentale per l'associazione il ruolo dei fratelli Nisi e di Briganti, che gestivano le attività di riscossione del "punto", ovvero la tangente sul commercio della droga.


Le richieste di pena precedentemente formulate dal Pubblico ministero delle direzione distrettuale Guglielmo Cataldi sono state parzialmente ridotte. La sentenza è stata emessa nella giornata di ieri dal giudice per l'udienza Preliminare Carlo Cazzella.

Dovrà scontare soolo due anni di reclusione Il 43enne Maurizio Briganti ritenuto fondamentale per il clan della nuova Sacra Corona Unita leccese. Per briganti il Pm aveva richiesto inizialmente una condanna di 15 anni.


14 anni per il fratello di Roberto Nisi, che verrà invece giudicato col rito ordinario, Giuseppe dovrà scontare 14 anni di reclusione. Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata al commercio di sostanze stupefacenti.

4anni e otto mesi alla moglie Carmela Mellorea rea di avere fatto da tramite tra il marito in carcere ed resto del clan.

4 anni e due mesi per Vincenzo Minicozzi, sollevato però da alcune accuse; 9 anni e 7 mesi per Emanuele Mininanni, 8 anni per Gianni Dolce, 6 anni e due mesi per Sandro Fuso.


Fondamentali per risalire all'intera struttura del clan le intercettazioni telefoniche e ambientali e le testimonianza di alcuni colaboratori di giustizia.


Le motivazioni della sentenza verranno depositate e rese note tra tre mesi.

La Redazione


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "CRONACA"
13 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Riparte il servizio operativo della Polizia Locale con il sistema di rilevazione elettronica delle infrazioni al Codice della Strada denominato...

07 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - In merito alla vicenda giudiziaria che vede protagonisti i proprietari del Parco Gondar e presunti abusi edilizi, il presidente...

03 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - Nuovo sequestro preventivo per il Parco Gondar di Gallipoli. Di seguito la nota ufficiale diffusa dallo Staff della struttura:"Con rammarico si...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner