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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 21:38

Omicidio Cera, confermati 27 anni per Enza Basile

Omicidio Cera, confermati 27 anni per Enza Basile

Lecce - E' stata confermata dalla Corte d’Assise del tribunale di Lecce la condanna inflitta in 1° grado ad Enza Basile colpevole dell’omicidio del marito Luigi Cera. Per il reato commesso, la donna dovrebbe scontare 27 anni di carcere.

Secondo l'accusa, avrebbe ucciso il marito con un colpo sparato alla tempia nel lontano 15 giugno del 2004. L'omicidio, è avvenuto nella loro abitazione nel comune di Taurisano.

Continua a difendersi l’imputata, assistita dall’Avvocato Silvio Caroli, che dall'inizio del processo, ha sempre dichiarato che al momento della morte del marito, era al piano di sotto del loro appartamento a preparare il caffè, e per questo motivo non avrebbe sentito esplodere il colpo di pistola.

Tornata al piano di sopra, la donna avrebbe cercato di soccorrere Cera, chiamando il 118 al quale avrebbe raccontato che
l'uomo era accidentalmente caduto dalle scale.
Da qui hanno inizio le prime incongruenze, perchè all'arrivo dei sanitari, l'uomo presentava invece una ferita d'arma da fuoco.

Inoltre, poco distante dal corpo dell'uomo, era riposta sul pavimento una pistola in posizione incompatibile al suicidio, occultata poi dall donna prima dll'arrivo dei carabinieri. La pistola, una calibro 22, è stata trovata chiusa all'interno della cassaforte.

Secondo l'accusa l'uomo, prima di essere colpito mortalmente, avrebbe cercato di difendersi, e questo particolare spiegherebbe la presenza di escoriazioni sulla braccia della donna.

Ad incastrare Enza Basile, anche il referto del Medico legale che avrebbe trovato un’impronta a stampo della canna della pistola, che dimostrerebbe come la stessa fosse premuta contro la tempia in posizione perpendicolare alla testa. Ad avvalorare la tesi dell'accusa anche la prova dello Stub che non avrebbe evidenziato tracce di polvere da sparo sulle mani della vittima.

La Corte, presieduta dal Giudice Giacomo Conte, ha inoltre condannato la donna al pagamento di un milione di euro di risarcimento danni a favore del figlio e del cognato, costituitisi parte civile con l’Avvocato Roberto Bray.

La Redazione


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