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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 08:39

Giorgio Zavarise: "Benvenuti al Sud"

Giorgio Zavarise: "Benvenuti al Sud"

Lecce - I una lettera d'accusa, il professore dell'Università del Salento Giorgio Zavarise Delegato del Rettore all'Edilizia, e docente presso la facoltà d'ingegneria, esprime tutto il suo rammarico verso le vicende che hanno travolto l'Ateneo leccese nei giorni scorsi.

Bella questa terra. L'ho scoperta sei anni fa, scendendo dal profondo nord quando ho accettato una cattedra all'Università, e me ne sono innamorato. Inaspettatamente, lo confesso, qui ho trovato un vero e proprio tesoro nascosto di storia, cultura, tradizioni. La bellezza dei centri storici, delle coste e dei pianori leggermente ondulati e ricoperti di ulivi ti entra nell'animo per lasciarti senza respiro. Qui ho trovato nelle persone una gentilezza squisita e per me sconosciuta. Sono arrivato con il timore di sentirmi sperduto, e sono stato accolto con così tanto calore che mi sono sentito a casa.

Triste questa terra. Triste vedere come quotidianamente la squisita umanità dei singoli si dissolva nel collettivo. Qui qualsiasi pubblica istituzione funziona come se avesse sabbia negli ingranaggi. Qui tutto è più difficile, qualsiasi pratica, qualsiasi pezzo di carta deve essere sorvegliata a vista di passo in passo, per evitare che si perda. Qui il senso civico della collettività è inspiegabilmente al di sotto del senso civico dei singoli.

Terribile questa terra. Terribile vedere come spesso e volentieri il rispetto per le istituzioni venga ignorato, e l'interesse privato di pochi squallidi figuri non si fermi davanti a niente. Terribile vedere come la dignità di persone e istituzioni possa essere infangata e calpestata per meschini interessi personali che tutti sanno e vedono, e tutti tacciono. Per questo, di fronte allo scempio in atto sull'Università, il silenzio di tanti che lasciano che tutto questo accada è diventato assordante. A fronte di una campagna palesemente orchestrata ad arte da un coacervo di squallidi interessi sindacali, baronali e politici, ben pochi hanno avuto il coraggio di parlare in difesa dell'istituzione universitaria. Terribile leggere certi comunicati encriptici, che dicono e non dicono, in perfetto stile mafioso, rivolti a scoraggiare una trasparente raccolta di firme e favore del Rettore. Terribile vedere squallide persone che con ignobili mezzi ottengono altrettanto ignobili risultati, e per questo vengono assunte alla gloria degli altari mentre, tantissimi docenti, tecnici, amministrativi e studenti, che non meritano tutto questo fango, lavorano tutti i giorni con serietà e dedizione.

Quanto fatto dal Rettore Laforgia in questi anni per cambiare in meglio la nostra Università è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente, nessuno ha mai preteso un consenso bulgaro su tutte le sue scelte. Io stesso talvolta non ne ho condivise pienamente alcune, e penso sia giusto così, poiché sono un suo Delegato, ma non per questo un suo servo, e rivendicherò sempre la mia autonomia di pensiero. Mai però, anche di fronte a ipotetiche, accese divergenze, mi permetterei di infangare l'Università cui appartengo per questioni personali; per mia fortuna non appartengo a questa cultura e a questa scuola di pensiero.

Angosciante questa terra. Angosciante vivere in una terra che riesce a produrre tutte queste mostruosità. Qualche giorno fa ho detto ai miei studenti che me ne voglio andare. Ho scelto tanti anni fa di fare l'universitario per passione, e questa mia passione non è compatibile con quello che accade da queste parti. Voglio tornare nel mio profondo nord, dove questi attacchi scriteriati all'Università per meschini interessi personali sono semplicemente inimmaginabili. Qualche giorno fa ho detto anche ai miei studenti che spero che fra vent'anni, quando l'età li avrà portati a ricoprire ruoli di rilievo in questa società, sapranno cambiarla profondamente, in meglio. Io da ieri me ne voglio andare, ma penso che tornerò in vacanza da queste parti... magari fra vent'anni.”

La Redazione


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Eli - 07/11/2016

Tutto vero, squallido e desolante. Da settentrionale qua lo dico anch'io per aver provato questo genere di cose sulla mia pelle..
@stud: non è che al nord vada tutto bene, bensì c'è sincerità e non ipocrisia con omertà di tutti gli "spettatori", anzi: chi agisce da ipocrita con pressioni e intimidazioni (come quel tizio là col Rettore...) viene messo alla gogna, subisce la pubblica riprovazione generale, per cui socialmente o collettivamente parlando la vittima non ha lo sconforto dell'abbandono e del menefreghismo, bensì una chiara presa di posizione a sostegno. Non fingono di non vedere solo perché non sono stati loro, hai capito?

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Eli - 07/11/2016

E' molto interessante e veritiero. sarebbe stato anche un monito per chi avesse voluto stare in guardia, invece mi sono fidata di questi leccesi dicendomi: "ma a me non capiterà, perché non c'è in ballo niente di importante". E così ho pagato di persona la mia fiducia indebita riposta in persone immeritevoli e infide! Ai miei reclami di fronte a situazioni simili a quelle descritte mi sento rispondere: "ma io non c'entro, non sono stato io, non so che dirti".Già, ma intanto lasciavano che venissi sfruttata. Tutte le piccole e grandi ingiustizie sono sotto gli occhi di tutti, eppure nessuno fa niente per bloccare ingiustizie e abusi sul nascere o quando sono già radicate....desolante. E soprattutto al danno (lavorativo più che altro) si aggiunge la beffa di sentirsi traditi anche da persone ulteriori, quegli spettatori passivi che loro non c'entrano.
Sembra che sotto sotto chi osa esercitare pressioni e prepotenze sia segretamente ammirato. Vergognatevi! Starete bene ammanicandovi tra voi, come vi conviene al momento, ma una vera società civile basata sulla fiducia reciproca non la formerete mai di questo passo. Sono disgustata.
Rispondendo a stud: di difetti e malfunzionamenti ce ne sono ovunque; quel che è diverso è che al nord sulle ingiustizie si prende posizione parlando e denunciando; i trattamenti doppi, le ipocrisie vengono messi alla gogna a gran voce e bloccati sul nascere e quindi socialmente si sta attenti a rigar dritto, se non altro per non subire la riprovazione generale.

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vittorio57 - 02/11/2012
Gent.mo Prof. Giorgio Zavarise,

ho letto con molto interesse il suo articolo sul Quotidiano di oggi. Io sono figlio di questa terra e sono immensamente felice che Lei ha trovato tanto calore e umanità nel popolo salentino. Purtroppo quanto da Lei denunciato nel proseguio del suo articolo è altrettanto vero. Io stesso, nel mio piccolo, mi sono trovato a volte a combattere e inevitabilmente a soccombere di fronte ai poteri forti da una parte e alla assoluta mancanza di soldati che mi avevo nominato loro generale ma che, purtroppo nel momento della battaglia hanno disertato. Questo è frutto di una cultura tipicamente meridionale, che se a volte è animata da grande coraggio e determinazione, molto più spesso è succube di antichi retaggi. Grazie, quindi, per la sua denuncia che probabilmente aiuterà molti ad aprire gli occhi, e se può non ci lasci anche se egli ha pieno diritto di farlo. Ma in nome di questa terra che ama penso che abbiamo bisogno di gente con i suo coraggio per contribuire a cambiare il corso della nostra storia.
Con immensa stima.
Vittorio57
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stud - 02/11/2012
Quello che preoccupa di più è quel sentimento separatista che da un superprof del suo livello non se lo aspetterebbe nessuno. Infatti la lettera sostanzialmente rimarca una teoria leghista, secondo cui al nord le cose funzionano mentre al sud no perchè c'è la mafia. Se la pensa così ragazzi, forse è meglio che torni nel profondo nord, avrà modo di vedere che pure lì ci sono cose che non funzionano, che dovrebbero essere migliorate e, per questo motivo non si scappa di fronte ai problemi.


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