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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 03:00

Arrestati imprenditore e dipendente per usura

Arrestati imprenditore e dipendente per usura

Monteroni Di Lecce - Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari per usura pluriaggravata e favoreggiamento a carico dell’imprenditore edile Domenico Gianacane 63 anni e del suo dipendente Giovanni Paolo giudo 43enne, entrambi di Monteroni. L'imprenditore è stato trasferito presso la casa circondariale di Lecce mentre il secondo è agli arresti domiciliari.

Il provvedimento custodiale, emesso dal GIP di Lecce, la dottoressa Ines Casciaro su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce, compendia parzialmente una complessa indagine, tuttora in corso, che ha documentato le richieste di usura, poste in essere da Giancane, nei confronti di una cinquantina di vittime, molte delle quali imprenditori, applicando loro tassi di interesse notevoli ed approfittando, di rapporti di credito instauratisi per commesse di lavoro. L’indagine si basa su migliaia di intercettazioni telefoniche captate dai Carabinieri che hanno così svelato l’esistenza di un circuito usurario ben strutturato, nel corso delle quali sono stati ascoltati i dialoghi con le numerosissime vittime, costrette a rinnovare periodicamente gli interessi su capitali concessi in prestito nei mesi precedenti. Alcuni di loro sono già state interrogate.

Lo scorso 14 settembre i Carabinieri di Lecce eseguirono sempre a Monteroni alcune perquisizioni a carico di una parte degli indagati, le cui posizioni sono tuttora al vaglio: l’operazione portò al rinvenimento e sequestro di circa 430 assegni e cambiali e € 10.000 in contranti, riscontrando così l’imponente mole di illeciti commessi da Giancane. La necessità di emettere un provvedimento cautelare è scaturita proprio da quelle perquisizioni: infatti i Carabinieri, nei giorni successivi, hanno continuato a documentare l’operato dell'imprenditore, il quale ha messo in atto comportamenti finalizzati ad inquinare il quadro probatorio, anche contattando le vittime che via via venivano convocate dai Carabinieri al fine di imporgli una versione a lui favorevole.

Contestualmente l'uomo, anche grazie al prezioso apporto del suo fido collaboratore Guido, si è prodigato per “mascherare”, rendendole apparentemente legittime con fatture false, operazioni usurarie. Il provvedimento eseguito oggi costituisce in realtà solo la “punta dell’iceberg”, poiché la delicatissima indagine è tuttora in fase di istruzione: infatti i Carabinieri della Compagnia del capoluogo, proseguiranno nei prossimi giorni approfondimenti di situazioni già ampiamente inquadrate, ma necessarie di doverosi riscontri di polizia giudiziaria e non si esclude che il bacino degli indagati possa allargarsi.

Azzurra Monaco


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