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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 16 agosto 2017 - Ore 23:50

L'usura e l'estorsione della Sacra corona unita, tre fratelli in manette

L'usura e l'estorsione della Sacra corona unita, tre fratelli in manette

Lecce - La gestione del denaro spettava a Damiano e Massimo Caroppo, il volto per la riscossione materiale del denaro estorto era quello del fratello Antonio. Il denaro prestato, prima di rientrare nelle tasche degli usurai, veniva incrementato di un "tasso d'interesse" che poteva arrivare fino al 120%. Non vi era una vera e propria struttura piramidale. L'attività illecita andava avanti dal 2009.

Uno dei fratelli, Mario, fù ucciso il 15 maggio 2002 in un' imboscata a mano armata. L'assalto malavitoso ebbe luogo davanti ad uno dei ristoranti più rinomati della città di Lecce, "Villa della Monaca" e puntò i riflettori sui fratelli Caroppo, già noti nello scenario della delinquenza locale. Il capo della Procura Cataldo Motta ha voluto sottolineare che anche il fratello Damiano fu coinvolto nella sparatoria e che era addiruttura nell'abitacolo dell'autovettura che fù oggetto di numerosissimi colpi d'arma da fuoco durante la sparatoria. Fù l'attuale collaboratore di giustizia Filippo Cerfeda, all'epoca capo della Scu, a commissionare l'omicidio di Mario Caroppo. La cena che ebbe luogo la sera precedente, per stilare gli accordi sull'attività illecita, in realtà fu solo una "farsa".

Oggi era in atto una fitta rete di usura, estorsione e non solo. Il capo procuratore Motta tiene a specificare la struttura articolata dell'attività illecita e la sua entità. "Qui ci troviamo di fronte ad una situazione che vede coinvolti ambienti di criminalità organizzata tradizionale." Sui tre fratelli verte anche l'accusa di "esercizio abusivo del credito".

Altro elemento che costituisce forte aggravante sulle condanne dei tre fratelli è quello delle "modalità mafiose". L'atteggiamento mafioso parte dal momento in cui ci si presenta, con tono intimidatorio nei confronti delle proprie vittime. Dichiarazioni e discorsi compromettenti: tutto è finisto sui nastri delle intercettazioni telefoniche della guardia di finanza.

Biagio Marro ha poi posto l'accento sull'altro fattore che costituisce un grande ostacolo per le indagini: l'omertà che attanaglia le vittime di usura o estorsione, per paura in silenzio.

Dopo la prima denuncia si è sollevato il coperchio di terrore creatosi ed anche le altre vittime hanno segnalato i sopprusi subiti. E finalmente si sono visti i risultati dell'attività investigativa svolta per mezzo di intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Il pubblico ministero della Dda di lecce Alessio Coccioli ha ordinato l'arresto dei tre fratelli Caroppo ponendo fine all'atmosfera di terrore per tutte le vittime.

Laura Fiore


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