Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 00:04

Ilva. Matacchiera lascia Bonelli e prende le distanze da AltaMarea

Ilva. Matacchiera lascia Bonelli e prende le distanze da AltaMarea

Taranto - Che il mondo ambientalista fosse in disaccordo sulle linee da seguire per risolvere il disastro ambientale di Taranto è cosa risaputa. Ma che Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina Taranto e figura di spicco nel mondo ambientalista tarantino, sarebbe arrivato al punto di distaccarsi dalla figura politica di Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi e consigliere del Comune di Taranto, e attaccare il movimento ambientalista AltaMarea ha davvero del sensazionale.

Da anni si discute se gli impianti dell’Ilva, il siderurgico accusato di aver provocato un disastro ambientale e sanitario nella città di Taranto, possano essere resi compatibili con la vita e la salute dei cittadini. Su questo aspetto, ma non solo, il mondo ambientalista tarantino si è sempre diviso in tre tronconi: chi ha sempre sostenuto che la sola area a caldo dovesse essere chiusa perché fortemente inquinante e mortale per la salute dei tarantini, chi ha sostenuto che l’intero siderurgico dovesse essere pienamente bonificato e riconvertito e chi, a seconda delle circostanze e degli umori, ha sposato la prima o l’altra ipotesi in maniera contraddittoria ed altalenante.

Non avendo una soluzione condivisa sul problema dell’inquinamento, questo, poi, ha influito negativamente sulle passate amministrative, dove gli ambientalisti, decidendo di risolvere la questione dall’interno della stanza dei bottoni, hanno deciso di concorrere alla poltrona di Primo Cittadino ma disperdendo i loro voti con decine di liste non collegate tra di loro. C’era chi ha appoggiato, appunto, Angelo Bonelli, chi ha deciso di correre da solo come il caso del dottor Patrizio Mazza(Idv), consigliere in Regione Puglia, o chi ha sostenuto il movimento di Beppe Grillo. Risultato? La riconferma del Sindaco uscente, il dottor Ippazio Stefàno(SDS), reo, a detta degli ambientalisti, di non essere stato capace di difendere ambiente e salute dei tarantini.

Adesso che la Procura di Taranto finalmente sta lavorando sul disastro ambientale e che grazie ad una maxi-perizia è stato accertato che l’Ilva effettivamente ha provocato non pochi danni alla città bimare ed alla sua popolazione, le cose nel mondo ambientalista sarebbero dovute cambiare. Invece no. Anzi, sembrerebbe che le spaccature siano ancora più profonde ed il comunicato giuntoci da Fabio Matacchiera ne è la dimostrazione di ciò. Pomo della discordia adesso è la revisione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) all’Ilva. Senza di questa Ilva non potrebbe continuare la sua attività. Ancora una volta le associazioni che hanno l’obiettivo unico di tutelare ambiente e salute dei cittadini e dei lavoratori si sono divise. Una parte di queste afferma che l’Aia deve essere ritirata e non rivista poiché l’autorità giudiziaria ha posto gli impianti dell’area a caldo sotto sequestro perché non a norma e pertanto pericolosi. Di questo pare sono una serie di associazioni come Legamjonici, Taranto Lider, Comitato di Quartiere Tamburi, Ass. Tamburi 9 Luglio 1960-AnnoZero che in una nota congiunta di qualche giorno fa dico: “Non si può autorizzare all’esercizio un’azienda che nulla ha fatto per evitare l’esposizione della popolazione e dei lavoratori impiegati al pericolo derivante dall’emissione incontrollata di sostanza altamente tossiche. La sola possibilità di rischio per la salute pubblica è reato se non si attuano misure finalizzate ad evitarlo”.

AltaMarea ad esempio su questo aspetto, chiusura o meno, non è mai stata chiara. Prima appoggia un referendum consultivo (chiusura totale o parziale dell’Ilva) voluto fortemente dall’avvocato Nicola Russo di Taranto Futura e poi parla di ambientalizzazione del siderurgico chiedendo di essere presenti alla stesura dell’Aia. Un comportamento a dir poco contraddittorio e fuorviante.

Al di là dei vari dissensi interni, voglia di notorietà e dolori di pancia di qualcuno oggi interviene Matacchiera con un comunicato a dir poco ruvido. L’ambientalista sostenitore del leader dei Verdi durante le passate amministrative tarantine fa sapere che abbandona il Bonelli politico ma non l’amico Angelo.
“Adesso, però, ci tengo a sottolineare – scrive Matacchiera - che, dopo questa ‘avventura politica’ che, ribadisco, non mi ha mai visto come attore principale, né come candidato, la mia attività di libero cittadino, di ambientalista e di presidente della Onlus ‘Fondo Antidiossina Taranto’ deve essere considerata totalmente slegata dalla attività politica dell’On. Bonelli, pur continuando a mantenere con lui un rapporto di stima e di amicizia”.
Perché Fabio Matacchiera è arrivato a questa conclusione? E’ lui stesso a scriverlo: “Le motivazioni di questa mia scelta sono da ricercarsi nel desiderio di voler mantenere uno ‘status’ indipendente dalla politica e dal non condividere le posizioni di alcuni esponenti di Altamarea che al fianco di Bonelli, in particolar modo dal suo presidente Biagio De Marzo (ex dirigente dell’ILVA) che si è dimostrato poco coerente nelle posizioni da lui assunte e che, più volte, a causa del suo modo di operare non lineare e non trasparente, ha portato spesso i gruppi che sostengono lo stesso Bonelli in conflitti che hanno danneggiato l’atmosfera di serena collaborazione tra tutti i componenti. Mi duole riscontrare che anche lo stesso movimento di Altamarea, non aderisce più alla linea di chiusura dell'area a caldo e al fermo della produzione, deciso anche dalla Procura che, invece, io ho sempre fortemente sostenuto con chiarezza e determinazione, senza cambiamenti di posizione, riguardo questo fondamentale aspetto. Ragionamento analogo vale per Legambiente che non ha mai sostenuto chiaramente la chiusura della cokeria di Taranto (e tanto meno dell'area a caldo), mentre a Genova Legambiente si è schierata per la chiusura. Infine, sottolineo la mia stretta vicinanza all’amico e collega Alessandro Marescotti di Peacelink con il quale ho sempre condiviso e continuerò a condividere intenti e battaglie. Quanto sopra a chiarimento della mia posizione, che è sempre stata coerente, come dimostrano le idee da me espresse e le mie azioni”.

Una sola riflessione. Se davvero il mondo ambientalista vuole ottenere qualcosa in questa lunga battaglia per la salute e la vita dove il profitto orienta l’ago della bussola verso una direzione, quella del mantenimento delle fonti inquinanti, allora deve decidere adesso di adottare linee comuni e condivise, ma da tutti. D’altronde la politica a Taranto – forse sarebbe meglio dire a Bari e
Roma - sa come ottenere quello che vuole. Mai, come oggi, il fronte politico è stato così compatto e unito. Destra e Sinistra a difesa del profitto.
Ma alla salute e alla vita, diritti sacrosanti ed inalienabili, della terza città più grande del sud Italia chi ci pensa?

Antonello Corigliano


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "CRONACA"
13 Luglio 2017 - Lecce

Lecce - Riparte il servizio operativo della Polizia Locale con il sistema di rilevazione elettronica delle infrazioni al Codice della Strada denominato...

07 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - In merito alla vicenda giudiziaria che vede protagonisti i proprietari del Parco Gondar e presunti abusi edilizi, il presidente...

03 Aprile 2017 - Gallipoli

Gallipoli - Nuovo sequestro preventivo per il Parco Gondar di Gallipoli. Di seguito la nota ufficiale diffusa dallo Staff della struttura:"Con rammarico si...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner