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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 21:37

Ilva/Sequestro. Cari operai il nemico non è l’ambientalista

Ilva/Sequestro. Cari operai il nemico non è l’ambientalista

Taranto - Taranto è in guerra. A combattere sono due diritti: salute e lavoro. Il primo difeso dai cittadini di Taranto; il secondo rivendicato dagli operai Ilva.
A Taranto salute e lavoro non vanno di pari passo. Anzi, se c’è salute a quanto pare non ci può essere lavoro: l’acciaieria inquina e tanto pure. Lo dicono le due perizie commissionate dal tribunale di Taranto. “Morti e malattie” provengono dall’attività del siderurgico Ilva, i periti ne sono certi. Per questo probabilmente l’area più inquinante del siderurgico più grande d’Europa sarà fermata. Sigilli agli impianti. Stop alle fonti inquinanti.

Eppure c’è un tertium genus nella città bimare, che vive soprattutto nei palazzi romani e baresi, che da oltre 60 anni -in particolar modo negli ultimi decenni- si ostina a dire che lavoro e salute si possono conciliare. Non è vero, secondo questi, che Taranto versa in una situazione di disastro ambientale.
Sì, sono i cari politici come il Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido ed il Governatore della Puglia Nichi Vendola ( a loro tocca portare questa croce) che vi hanno ingannato.

Lo so. Voi oggi avete una certezza in meno, quella del vostro futuro. Ma il vostro futuro non vi è stato scippato da Matacchiera o da Marescotti ( i noti ambientalisti che da anni denunciano lo scempio ambientale provocato dalla grande industria) ma siete stati ingannati dai tre paladini citati prima. Sono loro che hanno sempre cercato di tranquillizzare in primis voi operai e poi l’opinione pubblica sminuendo in tutte le occasioni le analisi e gli studi scientifici che evidenziavano una situazione ambientale e sanitaria preoccupate.
Chi si è fatto immortalare mentre mangiava una bella cozza cruda il giorno in cui furono pubblicate quelle analisi che attestavano che i mitili del primo seno del Mar Piccolo erano “infestati” da diossina e pcb? Fu proprio il caro amico Stefàno. Anzi, la triade, Stefàno, Florido e Vendola, negò che le cozze potessero nuocere alla salute dei cittadini. Com’è andata a finire quella storia dopo 1 anno? Lo sapete bene cari operai del siderurgico più grande d’Europa. Le cozze sono andate al macero e centinaia di mitilicoltori oggi sono senza lavoro da oltre 1 anno. Vi siete mai preoccupati di quelle famiglie e del loro futuro compromesso?

E chi aveva detto che con la legge Antidiossina si sarebbe controllata la sostanza inquinante che fuoriesce dal ( e sapete che non è proprio così) camino E312? Il nostro caro Nichi Vendola ha sempre detto che quella legge era unica in Europa e all’avanguardia, il fiore all’occhiello del suo operato in difesa dell’ambiente e della salute dei bambini di Taranto.
Com’è andata a finire questa storia? Lo sapete bene operai del siderurgico: capi di bestiame abbattuti, divieto di consumo di alcune parti delle carni di ovini e caprini. Anche qui molti allevatori hanno perso il loro lavoro e la loro attività. Ma voi avete fatto finta di nulla. In piazza per loro non siete mica scesi. Eppure a Taranto ci sono state due grandi manifestazioni che hanno visto la partecipazione di quasi 50mila cittadini. Loro erano in piazza anche per la vostra salute e quella dei vostri figli. I carissimi Stefàno, Florido e Vendola quella fiumana di gente hanno fatto finta di non vederla.

Quante volte il trittico, Stefàno,Florido e Vendola, hanno detto che tutto era a posto e che nessuno a Taranto rischiava il posto di lavoro o la vita per la presenza del siderurgico 2 volte e mezzo più grande della stessa città? Cari operai dell’Ilva di Taranto qualcuno di voi si è mai preso il fastidio di leggere le conclusioni delle due perizie commissionate dalla GIP del tribunale Patrizia Todisco?
“… L'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte…. Chi gestiva e gestisce l’Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza… La gestione del siderurgico di Taranto è sempre stata caratterizzata da una totale noncuranza dei gravissimi danni che il suo ciclo di lavorazione e produzione provoca all’ambiente e alla salute delle persone”.
Per questo gli indagati coinvolti nell'inchiesta sono accusati, a vario titolo, di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose.
La magistratura è stata costretta ad intervenire perché chi doveva conciliare il lavoro con la salute non l’ha fatto. Anzi l’ha fatto ma facendo solo i propri interessi. I cari politici hanno pensato solo a garantirsi la propria pagnotta e voi avete creduto che fossero lì per proteggere il vostro interesse.
Adesso, siete ancora convinti che la colpa sia degli ambientalisti?

I dati della perizia di PeaceLink.it

1) Nel 2010 Ilva ha emesso dai propri camini oltre 4 mila tonnellate di polveri, 11 mila tonnellate di diossido di azoto e 11 mila e 300 tonnellate di anidride solforosa (oltre a: 7 tonnellate di acido cloridrico; 1 tonnellata e 300 chili di benzene; 338,5 chili di IPA; 52,5 grammi di benzo(a)pirene; 14,9 grammi di composti organici dibenzo-p-diossine e policlorodibenzofurani (PCDD/F). Vedere pag. 517 della perizia dei chimici.


2) I livelli di diossina e PCB rinvenuti negli animali abbattuti e accertati nei terreni circostanti l’area industriale di Taranto sono riconducibili alle emissioni di fumi e polveri dello stabilimento Ilva di Taranto. Vedere pag. 521 della perizia dei chimici.

3) La stessa Ilva stima che le sostanze non convogliate emesse dai suoi stabilimenti sono quantificate in 2148 tonnellate di polveri; 8800 chili di IPA; 15 tonnellate e 400 chili di benzene; 130 tonnellate di acido solfidrico; 64 tonnellate di anidride solforosa e 467 tonnellate e 700 chili di Composti Organici Volatili. Vedere pag. 528 della perizia dei chimici.

4) La fuoriuscita di gas e nubi rossastre dal siderurgico (slopping), fenomeno documentato dai periti chimici e dai carabinieri del NOE di Lecce, ammonta a 544 tonnellate all’anno di polveri?
Vedere pag. 528 della perizia dei chimici.


5) Sarebbero 386 i morti (30 morti per anno) attribuibili alle emissioni industriali.
Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

6) Sono 237 i casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno) attribuibili alle emissioni industriali.
Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

7) Sono 247 gli eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno) attribuiti alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

8 ) Sono 937 i casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno) (in gran parte tra i bambini) attribuiti alle emissioni industriali. Vedere pag. 219 della perizia degli epidemiologi.

9) Sono 17 i casi di tumore maligno tra i bambini con diagnosi da ricovero ospedaliero attribuibili alle emissioni industriali. Vedere pag. 220 della perizia degli epidemiologi.

10) I periti hanno concluso che l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione “fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte”.

Antonello Corigliano


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