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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 13:48

Una giornata tra sequestro e arresti. Ore di ansia all’Ilva di Taranto

Una giornata tra sequestro e arresti. Ore di ansia all’Ilva di Taranto

Taranto - La giornata di ieri per chi vive nella città di Taranto è stata davvero movimentata. Ieri mattina i cittadini si sono svegliati con una nuova consapevolezza, terribile. Oltre a combattere con cancerogeni e genotossici come la diossina e il benzo(a)pirene i tarantini dovranno fare i conti con l’inquinamento derivante da piombo e mercurio. Lo si apprende da una nota inviata alla stampa da parte dell’ambientalista Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink.

Ma lo stato di agitazione nelle ultime ore è salito alle stelle. Preoccupati, sono gli operai del siderurgico Ilva di Taranto che a quanto pare hanno visto nelle prime ore di ieri entrare alcune volanti dei Carabinieri del comando di Taranto. Lo spettro del sequestro degli impianti sembra essersi presentato. A quanto pare le perizie epidemiologiche e chimiche commissionate dal GIP Patrizia Todisco del tribunale di Taranto stanno imponendo alla magistratura azioni rilevanti.
Le voci girano vorticosamente.

Ma le notizie che ci sono giunte parlerebbero della presenza dei Carabinieri all’interno dello stabilimento e della Digos di Taranto che mentre scriviamo si sono presentati in direzione Ilva. A quanto pare le forze dell’ordine starebbero eseguendo un arresto. Arresto che sarebbe smentito da altre fonti presenti in direzione. Insomma ore di tensione e di notizie che cozzano tra loro.
Due le categorie che seguono la vicenda con ansia ed apprensione. Da un lato gli operai del siderurgico che temono per il loro posto di lavoro. Dall’altro i cittadini che riunitisi in comitati ed associazioni da anni si battono per vedere spente le fonti inquinanti.
In mezzo la classe dirigente del territorio. Una classe dirigente che finora ha solo cercato di conciliare lavoro e salute. Ha cercato di salvare capre e cavoli senza impegnarsi a cercare una alternativa economica all’attuale modello industriale.

Qualcuno tempo fa parlava non solo di riconversione industriale ma di una sorta di riconversione culturale. Forse a Taranto manca questo: la volontà di vedere oltre la staccionata. Il passato racchiuso in 60 anni di storia basta sulla monocultura dell’acciaio può essere rappresentato con un gigante. Quella riconversione culturale è invece il nano. Il nano che sale sulle spalle del gigante vede oltre quella staccionata.
Ma salire sul quel gigante richiede sforzo e compattezza politica e sociale. A Taranto però vige la cultura dellìio.

Antonello Corigliano


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