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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 08:42

Corruzione e peculato, condannato Oronzo Limone

Corruzione e peculato, condannato Oronzo Limone

Lecce - Numerose le condanne emesse dai giudici della seconda sezione penale al termine del processo di primo grado che vede imputati, l'ex rettore dell'Università del Salento Oronzo Limone, il figlio Pierpaolo, ed altre sette persone.

E' stato condannato a tre anni e nove mesi di reclusione l'ex magnifico dell'Università del Salento Oronzo Limone, ed a cinque anni d'interdizione dagli uffici pubblici, a quattro anni Gianfranco Madonna, ex capo di gabinetto del rettore, due anni e tre mesi invece per il funzionario dell'Università Andrea Pasquino, e per Massimo Leone, quattro mesi per l'ex dirigente del settore all'urbanistica del Comune di Lecce Raffaele Attisani.

Assolti, invece, perché il fatto non sussiste, Gaetano Carrozzo, Pierpaolo Limone, figlio dell'ex rettore e l'architetto Luca Pasquino, fratello di Andrea, mentre è stato assolto perché il fatto non costituisce reato, Luigi Carità.

All'ex rettore sono stati contestati i reati di corruzione e peculato, per ingenti spese personali sostenute con i soldi dell'Università, tra le quali figura un viaggio a Bologna per un importo pari a circa 500 euro, la spesa di mille euro per due cene, l'acquisto di un maxi schermo ed un impianto audio ad alta fedeltà per 3mila e 389 euro e l'acquisto di un telefono cellulare regalato poi alla badante della madre. Tra gli episodi contestati, la ristrutturazione dell'abitazione del figlio Pierpaolo nel centro storico di Lecce, i cui lavori, sarebbero stati affidati all'architetto Luca Pasquino, che avrebbe ricevuto un compenso di 7mila euro lordi per uno studio commissionato dall'Ateneo salentino e mai completato. Una tesi che non ha trovato però riscontro nei giudici.

All'ex rettore e ad Attisani è stato contestato anche il reato di corruzione, per aver stipulato un contratto di collaborazione della durata di 4 mesi con il genero del dirigente in cambio di un permesso a costruire per lo spostamento di una struttura destinata alla scuola Isufi dall'area Ecotekne a quella del comparto 63, zona sottoposta a vincolo. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Andrea Sambati, Gabriella Mastrolia, Angelo Pallara ed Ester Nemola.


Nel corso del dibattimento si è costituita parte civile l'Università del Salento, assistita dal professor Giulio De Simone. Nei confronti dell'Ateneo, relativamente agli imputati Oronzo Limone, Gianfranco Madonna e Massimo Leone, i giudici hanno riconosciuto una provvisionale di diecimila euro.

Azzurra Monaco


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