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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 21:39

Interrogatorio Vantaggiato: "Misi io la bomba a Parato"

Interrogatorio Vantaggiato: "Misi io la bomba a Parato"

Lecce - Sarebbe durato tre ore, l'interrogatorio di Giovanni Vantaggiato, il 68enne reo confesso dell'attentato di Brindisi, il quale avrebbe ammesso le proprie responsabilità anche per un altro attentato, quello compiuto nel febbraio del 2008 a Torre Santa Susanna ai danni di Cosimo Parato. Ad affermarlo è il difensore dell'uomo, l' avvocato Franco Orlando. Ad interrogare Vantaggiato nel carcere di Borgo San Nicola, i pubblici ministeri Guglielmo Cataldi, della Dda di Lecce, e Milto De Nozza, della Procura di Brindisi. A conclusione dell'interrogatorio, Vantaggiato ha incontrato in carcere il criminologo Francesco Bruno e la psicoterapeuta Maria Pia De Giovanni, entrambi consulenti nominati dalla difesa.

Vantaggiato avrebbe inoltre fornito altri dettagli sulle modalità di esecuzione della strage di Brindisi, ribadendo di aver agito da solo per mettere in atto una azione "dimostrativa".


Giovanni Vantaggiato, nel corso del suo terzo interrogatorio, avrebbe confessato di aver messo a segno un altro attentato dinamitardo, quello compiuto il 25 febbraio del 2008 a Torre Santa Susanna, in cui fu ferito gravemente Cosimo Parato, l'uomo che lo avrebbe truffato per una fornitura di combustibili da circa 300mila euro. In quell'occasione, l'ordigno, fu posizionato su una bicicletta nel giardino condominiale della vittima. Nell'esplosione, azionata con un telecomando a distanza, la vittima riportò gravi lesioni. Secondo questi nuovi elementi la Procura di Brindisi, ha iscritto Vantaggiato nel registro degli indagati con le accuse di tentato omicidio. Non è escluso che il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Milto De Nozza, decida di formulare una seconda richiesta d'arresto.

Non risultano agli atti, ammissioni sulla bomba che nel 1997, sventrò a Squinzano la villa di un dirigente della Asl leccese, che non avrebbe rinnovato al 68enne il contratto per la fornitura del gasolio da riscaldamento. L'imprenditore di Copertino non avrebbe fornito nuovi elementi riguardo la destinazione delle tre bombole, pronte per esplodere, trovate martedì scorso in un uliveto in contrada Conigli, in agro di Copertino, di proprietà del killer.

Azzurra Monaco


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