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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 25 novembre 2017 - Ore 01:00

Attentato a Bridisi, un testimone: "Ho visto il complice"

Attentato a Bridisi, un testimone: "Ho visto il complice"

Lecce - Nell'ordinanza di convalida del fermo depositata dal gip Ines Casciaro sabato scorso, un teste avrebbe confessato agli inquirenti " di aver notato, verso le ore 1.30 del 19 maggio, un uomo che spingeva un bidone della spazzatura munito di ruote, tenendolo dalla parte delle maniglie, inclinato verso il suo corpo e che andava in direzione della scuola". Secondo la descrizione del teste, il presunto complice di Giovanni Vantaggiato sarebbe un uomo di corporatura robusta e dalle spalle larghe, alto circa un metro e ottanta, con naso pronunciato, con pantaloni e giacca neri, e cappello con visiera. Una testimonianza ritenuta attendibile dai magistrati, e su cui si tanno concentrando le indagini, per dare un nome ed un volto anche al secondo uomo che potrebbe partecipato all'attentato del 19 maggio scorso. Le indagini sono coordinate dal procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, e dai sostituti Guglielmo Cataldi e Milto De Nozza.

Un attentato, ha spiegato Vantaggiato al gip durante l'udienza di convalida del fermo, programmato fin da prima di Natale. Il 68enne, infatti, ha chiarito di "aver comprato quattro telecomandi, di cui tre si erano inceppati durante le numerose prove". L'uomo, "ha riferito di aver composto il materiale esplodente utilizzando "potassa" e "acido nitrico", e di avere più volte testato la miscela nelle campagne vicino Leverano prima di utilizzarla nell'attentato".

Un piano studiato, nei minimi dettagli negli ultimi mesi, durante i quali avrebbe fatto anche numerosi sopralluoghi a Brindisi. L'imprenditore avrebbe "scelto la scuola più vicina all'uscita della città perché rispetto ad altri obiettivi, come ad esempio una caserma dei carabinieri, era più facile da colpire". Quello di Vantaggiato, scrive ancora il gip, "è stato un gesto dimostrativo eclatante finalizzato ad uccidere. Egli ha perfino riferito di essere ritornato a casa alle 3 di notte per dormire e poi di essere uscito nuovamente all'alba, dopo aver già posizionato l'ordigno, dimostrando di avere una ferma volontà di consumare il delitto proprio in quel momento e non ad un'ora qualsiasi".


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