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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 13:53

Terremoto in Emilia, Napolitano: "Firmo il decreto ad occhi chiusi"

Terremoto in Emilia, Napolitano: "Firmo il decreto ad occhi chiusi"

Italia - La terra, in Emila, non smette di tremare. Seppur più deboli, le scosse si fanno sentire e fanno ancora paura.
Nella notte ne sono state registrate otto. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, delle scosse avvenute tra la mezzanotte e le 5:50 di oggi, la più forte è stata alle 5:28, con magnitudo 2.9 ed epicentro nei pressi dei comuni mantovani di Gonzaga e Moglia, di quelli reggiani di Fabbrico, Reggiolo e Rolo, e di quelli modenesi di Concordia sulla Secchia, Novi di Modena e San Possidonio.

L'IMPEGNO DI NAPOLITANO- Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è recato in visita nelle zone colpite dal terremoto. Dopo l'incontro con le istituzioni a Bologna, il Presidente ha raggiunto Mirandola, Crevalcore e Sant'Agostino, i tre comuni maggiormente colpiti dal sisma.
La folla lo ha accolto tra gli applausi quasi ovunque, ma a Mirandola un gruppo di sfollati lo ha fischiato, urlandogli frasi come "Buffone " e "Non sei il mio Presidente".
Malgrado ciò, Napolitano si è detto pronto "a dare una sveglia" a quanti fossero colti da improvvisa amnesia circa i "doveri di uno Stato che si rispetti" verso chi soffre.
"Non ho dubbi che l'Emilia risorgerà", ha affermato Napolitano, spiegando alla gente che il decreto firmato ieri sera sarà "utile" perché contiene "norme efficaci e buoni elementi per far ripartire con la sicurezza indispensabile l'attività imprenditoriale".
Il presidente garantisce ai presidenti delle regioni interessate, ai sindaci e a tutti i cittadini che "le fabbriche saranno rialzate", come fu per la basilica di San Francesco d'Assisi.

IL DECRETO-  Il decreto relativo agli interventi urgenti per le popolazioni colpite dal sisma punta "a favorire la rapida ripresa delle attività produttive e delle normali condizioni di vita e di lavoro".
Si tratta di un obiettivo che Napolitano ha ribadito più volte nel documento che ha firmato "ad occhi chiusi".
Gli articoli del decreto sono venti ed estendono lo stato di emergenza dal 21 luglio 2012 al 31 maggio 2013.
E', inoltre, confermato lo stanziamento di 2 miliardi e mezzo di euro.
500 milioni saranno reperiti con l'aumento delle accise sui carburanti, più un miliardo per il 2013 e un altro per il 2014 da recuperare con la spending review.
L'articolo 3 è dedicato alla ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e degli immobili a uso non abitativo.
L'articolo dispone che il titolare dell'attività produttiva debba "acquisire la certificazione di agibilità sismica" e depositarla "al Comune territorialmente competente". Il termine per presentare l'istanza di autorizzazione sismica è di 60 giorni dall'inizio dei lavori di ripristino. 
Il decreto prevede anche il rinvio a settembre dei versamenti fiscali, la proroga di mutui e finanziamenti, la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti di tributi e previdenziali e degli sfratti. Oltre ai contributi, a fondo perduto, per la messa in funzione dei servizi pubblici e per gli interventi su beni artistici e culturali.

SOSPENSIONE PAGAMENTO BOLLETTE- L'Autorità per l'energia ha disposto la sospensione del pagamento delle bollette di luce, gas e acqua nelle zone dell'Emilia colpite dal terremoto.
La sospensione riguarda le fatture "emesse o da emettere a partire dal 20 maggio", data della prima forte scossa.
Il bilancio, ad oggi, è di 26 vittime e 17.000 sfollati.

Marcella Barone


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