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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 20:00

Terremoto, i detenuti per ricostruire l'Emilia distrutta

Terremoto, i detenuti per ricostruire l'Emilia distrutta

Italia - Ieri il lutto nazionale indetto dal Governo ha fermato alcune quotidiane azioni, dedicando un minuto di silenzio e chiudendo scuole e negozi, al fine di riflettere sulla tragedia che ha sconvolto l'Emilia e la sua popolazione.
Probabilmente questo non basta e sul web continua a farsi sentire la voce di coloro che non avrebbero voluto la parata del 2 giugno e che fanno ricorso alle parole del ministro della difesa Forlani che, l'11 maggio 1976, aveva deciso di sospendere la parata a seguito della catastrofe che colpì il Friuli.
Le parole del ministro, prese ad esempio dal popolo della rete, hanno fatto il giro dei social network, dei blog e dei siti. Un consenso politico postumo per Forlani che, malgrado non abbia fatto "vincere" l'opinione pubblica virtuale, ha dato un segnale. 
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha infine scelto la via della sobrietà, con una parata meno dispendiosa, si dice, anche se i soldi per i festeggiamenti erano già stati spesi e, quindi, non si sarebbe potuto comunque risparmiare nulla.

I DETENUTI PER RICOSTRUIRE- Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha proposto di impiegare i detenuti per ricostruire l'Emilia. 
"In un momento come questo che richiede interventi tempestivi penso che si potrebbe vedere anche parte della popolazione carceraria protagonista di un'esemplare ripresa".
L'iniziativa riguarderebbe i detenuti "non pericolosi e già in regime di semilibertà".
Il Guardasigilli ha spiegato, durante la sua visita al carcere della Dozza a Bologna, che si tratta di una "piccola idea" di cui si deve ancora discutere con i direttori e i provveditori. Sarebbe anche un modo per far sentire utili alla comunità le persone attualmente in carcere.
"Ho sempre pensato che il lavoro carcerario sia una risorsa per il detenuto, un vero modo per portarlo alla risocializzazione e al reinserimento nella società", ha affermato Severino.

NUMERO DEGLI INDAGATI- Il numero degli indagati per i crolli dei capannoni che hanno causato la morte di quattro operai, sembra destinato a crescere. 
Gli indagati sono attualmente 17, ma la Procura di Ferrara sta vagliando attentamente tutte le posizioni e il numero potrebbe salire a 30. 

FUNERALI DELLE VITTIME- Si sono tenuti, ieri, i funerali di don Ivan Martini, di Enzo Borghi, 72enne, e di Mauro Mantovani, 64enne. Presenti due grandi corone di fiori da parte del Consiglio e del Presidente della Repubblica.

PROTEZIONE CIVILE- La Protezione civile di Trento mette a disposizione fino a 60 volontari per aiutare i caseifici nello svuotamento dei magazzini danneggiati dal terremoto.
L'operazione, concordata con il Consorzio di tutela, vede già oggi i primi volontari al lavoro nelle aree reggiane e modenesi. L'operazione è partita, precisa il Consorzio in una nota, ''grazie al ruolo attivo esercitato dall'Assessore alla Protezione civile dell'Emilia Romagna, Paola Gazzoli, dall'assessore all' agricoltura, Tiberio Rabboni, dal direttore della Federazione delle cooperative trentine, Carlo Dallasega, e dal responsabile della protezione civile trentina, Raffaele De Col''.

Marcella Barone


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