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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 18:56

Rubati 2 quintali di rame a Surbo: denuncia e arresto

Rubati 2 quintali di rame a Surbo: denuncia e arresto

Surbo - I Carabinieri di Surbo, nella mattinata odierna, hanno portato a termine una rapida attività d'indagine in merito al furto e alla ricettazione di circa due quintali di rame e rubinetterie d'acciaio.
Il prezioso bottino è stato scoperto ieri, nel corso di uno dei numerosi controlli effettuati dai Carabinieri nei confronti dei soggetti sottoposti a misure cautelari o di prevenzione. I militari erano intenti a controllare il sorvegliato speciale Antonio Sansonetti, 29enne del luogo, in prossimità di un garage di proprietà di un suo parente, L.R., ma l'atteggiamento particolarmente collaborativo del sorvegliato li ha messi in allarme.

Così, i Carabinieri hanno proceduto al controllo del locale, dove hanno rinvenuto cavi e tubi di rame per circa duecento chilogrammi e molti altri componenti in acciaio usati nel campo dell’impiantistica idraulica.
Poco convincenti le giustificazioni addotte dai due, che hanno indotto i carabinieri a sequestrare tutto il materiale in attesa di accertarne la provenienza.

Dopo avere esteso le ricerche in tutta l’area di competenza, i Carabinieri hanno rintracciato, in mattinata, un imprenditore del posto che si era appena reso conto di aver subito, nei giorni precedenti, il furto di un ingente quantitativo di componenti idraulici in rame e acciaio per un valore di 25mila euro circa, reato consumato presso il suo deposito nella zona industriale di Surbo.
La vittima ha denunciato il fatto ai Carabinieri che, in realtà, avevano già scoperto la refurtiva prima ancora che lui se ne accorgesse.
Grazie all’accurata descrizione della refurtiva è stato semplice collegare il ritrovamento del materiale sequestrato alcune ore prima con quello oggetto di denuncia.

La vicenda, però, non si è chiusa con la semplice denuncia in stato di libertà e la restituzione del maltolto, ma Antonio Sansonetti è stato arrestato per aver violato le perscrizioni della sorveglianza speciale, che lo obbligava a soggiornare nel comune di residenza.

Marcella Barone


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