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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 11:43

La strage di Capaci: vent'anni dopo per non dimenticare

La strage di Capaci: vent'anni dopo per non dimenticare

Melendugno - "La mafia non è affatto invincibile. E' un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni".

Sono queste le parole di Giovanni Falcone, il magistrato siciliano che assieme a Paolo Borsellino, ha dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia, diventando il simbolo della libertà e della lotta a tutte le mafie.

Falcone e Borsellino, entrambi nati e cresciuti a contatto diretto con la realtà della loro regione, comprendevano più di altri il mondo mafioso di quegli anni, capivano il senso dell'onore siciliano, il linguaggio dei boss e dei malavitosi, sapendo dialogare con i "pentiti" di mafia, sapendosi addirittura guadagnare la loro fiducia e perfino il loro rispetto.

Nel ventennale della strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, anche la cittadina di Melendugno, come tante città d'Italia, ha voluto unirsi fisicamente e moralmente in un corteo affinché non si dimentichi il loro sacrificio e si rinnovi l'impegno contro le logiche mafiose e a favore della legalità.

La folla, costituita per la maggior parte da giovani, si è radunata presso la sede Municipale di via San Nicola per marciare alla volta di Piazza Pertini percorrendo le principali vie del paese.

Il corteo è stato guidato simbolicamente da una gigantografia di Giovanni Falcone; gesto molto forte che sottolinea la voglia di tutti i cittadini liberi di "continuare a far camminare le sue idee e quelle di Paolo Borsellino sulle loro (nostre) gambe".

Significativo e doveroso il pensiero rivolto alla giovane Melissa Bassi, voluto dai giovani presenti alla fiaccolata, vittima di un indegno quanto brutale gesto non ancora spiegato. 

A lei e ad ogni vittima delle mafie va la nostra preghiera.

Paola Errico


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