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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 06:33

Brindisi, s'indaga per reato di strage con finalità di terrorismo

Brindisi, s'indaga per reato di strage con finalità di terrorismo

Brindisi - Per l'attentato compiuto a Brindisi due giorni fa, il 19 maggio, dinanzi all'Istituto Professionale Morvillo-Falcone, che ha provocato la morte di Melissa Bassi e il grave ferimento di altre sette ragazze, si indaga per il reato di strage con finalità di terrorismo.
E' quanto ha comunicato il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, dopo un vertice avvenuto in Prefettura a Brindisi, dov'erano anche presenti i ministri dell'Interno e della Giustizia, Anna Maria Cancellieri e Paola Severino.
L'attentato, secondo Grasso, aveva lo scopo di creare tensione e terrore tra la gente.

Durante il vertice è stato anche ricomposto l'incidente diplomatico di ieri avvenuto tra la Procura distrettuale antimafia di Lecce e la Procura di Brindisi in merito alla competenza dell'inchiesta e valutazioni sullo stato delle indagini, anche se oggi Grasso ha negato che ci siano state ''frizioni''.
L'inchiesta sarà, quindi, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce, alla quale viene aggregato per l'occasione un magistrato di Brindisi, Milto Stefano De Nozza.

Ci sono ancora molti dubbi intorno all'identità dell'attentatore che, ad esempio, non si sa se abbia agito da solo o con dei complici.
Nel video in possesso degli inquirenti, ricavato dalla telecamera fissa di un chiosco di fronte alla scuola, si nota che l'attentatore che schiaccia il telecomando ha una mano offesa. Difficile, quindi, immaginare che la stessa persona abbia portato, senza farsi notare, tre bombole di gpl del peso di almeno 70 chili da infilare in un cassonetto dei rifiuti.
Si fa strada, allora, l'ipotesi che ad agire siano stati almeno in due.

Un altro comportamento anomalo registrato dagli inquirenti è quello che vede l'attentatore premere sul telecomando, voltarsi e andar via senza accertarsi delle conseguenze del suo gesto. Per chi ha progettato e voluto compiere un gesto simile, è alquanto strano, dicono gli inquirenti.

In Questura, a Brindisi, è stato ascoltato dapprima il fratello di un tecnico audio tv, M.S., che secondo gli inquirenti avrebbe potuto avere le conoscenze per preparare il micidiale ordigno. Poi è stato rintracciato e sentito per diverse ore lo stesso tecnico, C.S., sui cinquant'anni, con una mano offesa dalla nascita.
In casa dell'uomo sarebbero state trovate riviste specializzate di battaglie simulate, ma non sono state rinvenute prove schiaccianti e in serata, quindi, l'uomo è stato riportato a casa. Anche le caratteristiche fisiche non coincidevano del tutto con l'uomo del filmato.

Le indagini sono molto complesse, ma il Governo fa sentire la propria presenza con fermezza.
Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri e il Guardasigilli Paola Severino sono giunti a Brindisi appositamente per far capire che il governo "andrà fino in fondo" per trovare i responsabili dell'attentato alla scuola Morvillo-Falcone.

Marcella Barone


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