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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 17 ottobre 2017 - Ore 20:28

Rabbia e commozione alla Carovana contro la mafia

Rabbia e commozione alla Carovana contro la mafia

Brindisi - Si è da poco conclusa la Carovana contro la mafia, che oggi pomeriggio, alle ore 18 ha preso il via da piazza Vittoria a Brindisi. Centinaia i manifestanti, che da tutta la Puglia, sono giunti nel capoluogo salentino, per gridare un secco "no" alla mafia, e per stringersi attorno alle famiglie delle vittime coinvolte nell'attentato, avvenuto questa mattina vicino la scuola "Morvillo Falcone".

Sul palco, dopo un minuto di silenzio, per ricordare la morte di Melissa Bassi,sono saliti il vescovo di Brindisi ed Ostuni Monsignore Talucci ed il sindaco Consales, accolti, da qualche fischio partito dalla folla. Le proteste, però, si sono subito placate dopo che Consales ha invitato i manifestanti a restare uniti, affermando: "Non è il momento di dividerci e di contestare".

In seguito, sul palco sono saliti gli studenti che questa mattina erano a scuola al momento dell'esplosione dell'ordigno. Nella folla, tanta rabbia e commozione. Due gli striscioni tenuti in mano dai ragazzi sul palco: "Siamo cittadini di un Paese che si ricorda di stare uniti solo quando si muore" e "Adesso ammazzateci tutti". Al corteo, organizzato dal coordinatore nazionale della Carovana antimafia, Alessandro Cobianchi, hanno partecipato, Don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, Paolo Beni, presidente nazionale Arci, Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil ed il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, insieme ad una delegazione di Save The Children.

Il presidente Vendola, durante il suo intervento, ha definito, l'attentato di questa mattina, una strage ideata "per creare terrore, che ha colpito l'Italia al cuore". In una lettera indirizzata agli studenti dell'Istituto, ha affermato: "Non avrei mai voluto vedere ciò che ho visto, la morte messa in scena dinanzi ad una scuola, la morte oscena e molesta che azzanna la vita adolescente, la vita allegra dei figli che varcano la soglia di un luogo sacro, deputato all’educazione e alla conoscenza. Non avrei mai voluto vedere, dinanzi a quell’istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo Falcone, gli zainetti e i quaderni e i detriti di un’esplosione che squarcia la città di Brindisi, oggi capitale del dolore, che irrompe nella trama delicata e complessa della nostra convivenza, che sposta la soglia della disumanità oltre ogni limite. Una violenza sacrilega: spacca il cuore della scuola, oltraggia le famiglie, porta terrore, si innalza sulle vette della barbarie e contempla il proprio scempio".

"Melissa va a scuola, dove deve partecipare alla festa dell’imparare: ad essere cittadina consapevole, socievole, solidale. Melissa non torna più. Chi sa rispondere alla domanda che tutti si pongono, come in una litania triste e disperata: perché? Perché spezzare questa esistenza ancora così giovane, perché cercare nemici da abbattere laddove ci sono solo ragazzine? La mafia, il terrorismo, la strategia della tensione, una vendetta privata, l’avventura di un folle: ora tocca agli investigatori provare a sgranare il rosario di tutti i perché. A noi tocca trovare le parole giuste, quelle che spesso ci mancano, per dire il dolore, per dire che non ci arrendiamo, per dire che difenderemo la vita contro i trafficanti di odio e di morte".

Alla fine del suo intervento, il presidente della regione, ha rivolto un appello agli studenti: "A voi, ragazzi e ragazze che oggi piangete le vittime di questo orrendo crimine, vorrei dire che la migliore risposta a chi semina lutti è coltivare la vita, curare la libertà e la bellezza, usare la cultura come l’antidoto al degrado morale che partorisce la violenza".

Durante il suo discorso, Don Ciotti, ha definito "inaccettabile" l'attentato di questa mattina. Aggiungendo che: "In Puglia ci sono beni confiscati alle mafie dove tanti giovani si danno da fare per ridare a questo nostro paese più legalità, più dignità, più lavoro, più giustizia sociale. Lo stesso avviene in tante scuole della Regione e del paese dove i ragazzi come quelli colpiti oggi dall'attentato - prosegue - imparano non solo le materie del sapere ma anche l'alfabeto della cittadinanza e della corresponsabilità. Che questo fatto violento, incredibile, non può farci dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire il loro ma anche il nostro futuro.

Azzurra Monaco


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