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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 03:21

Usura ed estorsione, condannati i fratelli Caroppo

Usura ed estorsione, condannati i fratelli Caroppo

Lecce - Si è concluso questa mattina, il processo a carico dei tre fratelli Caroppo, Antonio, Massimo e Damiano. Il gup Antonia Martalò li ha condannati rispettivamente a scontare, 6 anni e sei mesi di reclusione e mille 200 euro di multa, 5 anni e 600 euro di multa ed infine, 3 anni e quattro mesi di reclusione e 344 euro di multa.

Al centro della vicenda giudiziaria ci sarebbero, i presunti prestiti usurai con tassi d'interesse mensili pari al 10 per cento che in alcuni casi arrivavano anche a superare il 120% annuo, le estorsioni e l'attività finanziaria abusiva. Esclusa per tutti e tre l'aggravante del metodo mafioso. Il sostituto procuratore della Dda del capoluogo salentino, Alessio Coccioli, aveva inizialemente chiesto una condanna a otto anni di carcere per Antonio e Massimo Caroppo, e di soli sei anni per Damiano. Nel corso del giudizio con rito abbreviato si sono costituiti parte civile due imprenditori, padre e figlio, titolari di un autosalone, assistiti dagli avvocati Giulio Insalata e Francesco Vergine, insieme a loro, per testimoniare contro i fratelli caroppo, sono intervenute altre due presunte vittime. A sostenerli, anche l'associazione antiracket Lecce, rappresentata dall'avvocato Insalata. Nei loro confronti, il Gup ha riconosciuto un risarcimento danni da quantificare in sede civile.

I tre, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbero creato una holding finanziaria, con un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro, gestita in maniera illecita. Nei loro confronti i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce eseguirono, all'alba del 3 agosto scorso, tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal giudice gip del tribunale di Lecce, Cinzia Vergine.

Per gli investigatori la vicenda avrebbe avuto inizio nel 2009. Le ipotesi di reato a carico dei tre imputati sono: usura ed estorsione, esercizio abusivo del credito, reato satellite, con l'aggravante delle modalità mafiose.Gli inquirenti, durante le indagini, partite dalla denuncia di un imprenditore del settore dell'edilizia stradale che, dopo aver ricevuto un primo prestito di 40mila euro, ne avrebbe dovuti restituire il mese successivo, oltre 44mila euro, si sono avvalsi d'intercettazioni e di pedinamenti.

Azzurra Monaco


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