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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 18 novembre 2017 - Ore 12:59

Si spacciavano per funzionari dell'ASL, arrestati

Si spacciavano per funzionari dell'ASL, arrestati

Lecce - Nella giornata di ieri, intorno alle ore 12.30, il responsabile della Cooperativa per la vendita dell'usato "Il Mandorlo", sita in via Ferrandina 1, ha segnalato al personale dell’Ufficio Volanti la presenza di due persone, un uomo e una donna, che asserivano di essere Funzionari dell’A.S.L.

La donna aveva esibito un tesserino plastificato riportante la propria foto, il proprio nome, Antonietta Sauro, e la dicitura Regione Piemonte Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino.
La donna, appena entrata nell'edificio, aveva immediatamente iniziato a stilare un verbale di ispezione, rilevando dei problemi di carattere sanitario.
Gli operatori, prontamente intervenuti sul posto, hanno identificato la donna come Antonietta Sauro, nata a Torino il 16.6.62 e residente a Settimo Torinese, mentre l'uomo che l'accompagnava, in qualità di suo assistente, è stato identificato come Antonio Invidia, nato a Lecce il 4.6.63 e residente a Novoli.

La donna ha riferito agli agenti di essere un medico chirurgo in servizio presso l’Ospedale San Giovanni Battista di Torino nel Reparto Chirurgia Toracica e di essere, inoltre, un ispettore Sanitario Nazionale che opera insieme a 5 collaboratori in tutta Italia.
Anche sulla vettura dei predetti era apposto un tagliandino plastificato con su scritto "Dott.ssa Antonella SAURO Ispettore SSN Medico in visita".

Il responsabile della Cooperativa, però, ha riferito che la donna si era già presentata presso la struttura in precedenza, il 2 maggio scorso, intorno alle ore 18.00, e che, mentre osservava il capannone, il suo collaboratore chiedeva informazioni in merito ai prezzi dei mobili.
Solo dopo la donna avrebbe estratto il tesserino, subito rimesso in borsa, così frettolosamente che all'uomo era sembrato "irreale".
Con fare disinvolto, la signora effettuava, a suo dire, un controllo delle norme di sicurezza, contestando l’insufficiente pulizia dei bagni, la ricarica scaduta degli estintori, il posizionamento non corretto delle cassette del pronto soccorso, ed altro ancora.
La sedicente dottoressa dell’ASL, infine, suggeriva di mettere a posto le irregolarità segnalate rinviando la contestazione delle stesse ad un controllo successivo ed imponeva la chiusura del capannone.

Esattamente come gli era stato richiesto, gli impiegati avevano chiuso l'esercizio finchè, il 4 maggio, i due controllori si sono ripresentati.
La dottoressa, però, non si era recata presso la struttura per controllare che quanto prescritto fosse stato realizzato, bensì per acquistare dei mobili il cui valore sarebbe stato scalato dal presunto verbale, ovvero un divano letto e una specchiera.
La presunta dottoressa, inoltre, ha aggiunto di consegnare tutto in via Sant'Antonio a Novoli e che lei sarebbe tornata il giorno dopo e, se così non fosse stato fatto, avrebbe stilato un verbale di 20.000 euro.

Gli impiegati hanno provveduto ad inviare i mobili, ma la donna si è ripresentata ieri, assieme al suo assistente, ed ha iniziato a compilare un fantomatico verbale che ha fatto supporre ai dipendenti che si trattasse di una truffa in piena regola.
I due presunti ispettori sono stati, così, accompagnati in Questura dagli agenti delle Volanti e, su disposizione del p.m. di turno, il dottor Gagliotta, sono stati arrestati con l'accusa di truffa aggravata consumata e falsa dichiarazione a pubblico ufficiale.
Il loro mezzo, inoltre, è stato sequestrato perché privo di copertura assicurativa.

Marcella Barone


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