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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 16 agosto 2017 - Ore 17:31

Furto in un capannone, inseguimento e arresto nella notte

Furto in un capannone, inseguimento e arresto nella notte

Veglie - Matteo Scandone, 21enne di Veglie, e suo suocero, Antonio Totaro, 40enne di San Pancrazio, dovranno rispondere delle accuse di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
I due, a bordo di una Mercedes classe B di colore nero, sono stati notati intorno alle 2 di questa notte, all'altezza di via Verga.
I militari, insospettiti, hanno fermato l'auto per un controllo, generando un inseguimento in direzione di Guagnano.

Gli uomini nella Mercedes hanno tentato più volte di speronare la pattuglia dei carabinieri iniziando persino a scagliare degli oggetti contro di loro, tra cui due matasse di filo d'acciaio per saldatura e due valigie contenenti utensili e una stampante, frutto del furto appena commesso.

La pattuglia, infine, è riuscita a bloccare l'auto e a fermare l'autista, ovvero il 21enne, mentre il suocero aveva tentato di scappare per le campagne. L'uomo è stato raggiunto presso la propria abitazione, dove era intento a lavare i suoi indumenti dal fango di cui si era sporcato correndo nei campi.

La refurtiva rinvenuta nella Mercedes ammonta a quasi 30mila euro e comprende due televisori Lcd, un laptop, un computer, le due matasse di filo, tre torce per saldatrice a filo continuo, due dispositivi telepass, una valigia con all'interno una saldatrice elettrica, altre sei contenenti trapani-tassellatori a batteria, altre due con dentro una sega circolare a batteria e una mola a batteria, due stampanti, un monitor per pc, un navigatore satellitare, uno stereo, due posti prese trifase e contenitori per ugelli per plasma per un circa 60 chili.

Tutta la merce era stata rubata, poco prima dell'avvistamento della Mercedes, in un capannone della "Meccanica Salentina", in contrada Rizzi, a Veglie. Alcuni materiali erano stati accatastati all'ingresso con l'intento di tornare a prenderli più tardi.
Per i due, il magistrato di turno presso la procura di Lecce, Giuseppe Capoccia, ha disposto gli arresti ai domiciliari.



Marcella Barone


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