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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 15:08

Benincasa, i legali accusano il primo intervento

Benincasa, i legali accusano il primo intervento

Lecce - I legali della famiglia Benincasa, gli avvocati Stefano Prontera e Paolo Pepe, sostengono che, a causare la morte del consigliere comunale del Pd leccese, non sarebbe stato solo il ritardo dell'ambulanza, ma anche il trattamento di primo intervento praticato dai sanitari.
I familiari di Carlo Benincasa, scomparso nell'aprile 2011, sostengono che i soccorsi sono giunti con alcuni di minuti di ritardo rispetto a quanto prevede la legge, ovvero otto minuti per i centri urbani.
I legali hanno ricostruito quei minuti in cui Benincasa è stato colto dal malore.

Il figlio ha chiamato, alle ore 20.47, il 118 riferendo all'operatore che la causa del malore è un possibile edema polmonare, dato che aveva già sofferto, in precedenza, della medesima patologia.
Dopo quella prima chiamata, il figlio e la moglie hanno effettuato altre chiamate per sollecitare l'intervento dei sanitari.
Alle 20.59, poi, la centrale operativa ha ricevuto una chiamata interna in cui veniva richiesto l'intervento di un'ambulanza medicalizzata, che sarebbe giunta sul posto alle 21.00, a 13 minuti di distanza dalla prima telefonata.
I legali hanno, inoltre, segnalato un errore nella registrazione degli orari. L'attestazione del tracciato del defribillatore, ad esempio, è segnata alle ore 20.50.

L'avvocato Prontera ha denunciato "un'attività spasmodica finalizzata ad aggiustare gli orari" e coprire, così, i "profili di negligenza, imprudenza e imperizia nell'assistenza prestata dai sanitari del 118, con l'attivazione di procedure nocive per Carlo Benincasa, tali da determinare un collasso delle condizioni dello stesso, così come peraltro confermato dai testimoni oculari presenti dal momento del primo malore sino al tragico evento", come ha asserito il dottor Perrone, un consulente di parte.
L'ipotesi del sostituto procuratore Emilio Arnesano, invece, rileva che "non emergono elementi idonei per sostenere l'accusa in giudizio. Ed invero i consulenti tecnici hanno accertato che l'intervento delle autoambulanze e della prestazione sanitaria è stata tempestiva e corretta, non sussitendo quindi alcun profilo di colpa a carico degli operatori sanitari".
La decisione finale, al termine dell'udienza, spetta la gip.

Marcella Barone


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