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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 06:02

I due marò: ancora misteri sull'arma del delitto

I due marò: ancora misteri sull'arma del delitto

Italia - Ennesimo giallo sulla vicenda dei due marò sequestrati in India: tra i sette fucili rinvenuti a bordo della Enrica Lexie e testati dalla scientifica del Kerala, non si riesce a trovare quello utilizzato per l'uccisione dei due pescatori a bordo del peschereccio indiano St. Antony.

Questo lo scenario proposto oggi su un quotidiano locale indiano, secondo il quale la Squadra Investigativa Speciale (Sit) al comando del commissario Ajith Kumar sospetta che una delle armi utilizzata dai militari debba ancora essere sequestrata.

Dubbi non sciolti, neppure ieri, dopo l'interrogatorio al quale la polizia locale ha sottoposto Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nel carcere di Trivandrum.
I due marò, di fronte alle domande relative a ciò che accadde il 15 febbraio a bordo della nave e sull'uso fatto delle armi, hanno posto un muro: "Non riconosciamo il tribunale che ci interroga, la posizione del nostro governo è che la giurisdizione su questa vicenda sia italiana".

Inoltre, per quanto riguarda la nave bloccata dal 15 febbraio, una sezione d'appello dell'Alta Corte di Kochi ha annullato la sentenza del giudice inferiore che aveva disposto il rilascio della nave previa fideiussione di 440.000 euro, con l'impegno a ripresentare nave, capitano ed equipaggio negli sviluppi dell'inchiesta.
A detta dei due magistarti indiano, Maniula Chellur e V. Chidambaresh, il giudice naturale a cui rivolgersi per il rilascio della nave era quello di Kollam, dove la petroliera è stata sequestrata il 26 marzo.
Solo dopo ciò si sarebbe potuto chiedere l'intervento dell'Alta Corte di kochi.
Ciò è stato motivo, ovviamente, di reazioni politiche che hanno invocato la collaborazione dell'Unione Europea e decisioni più ferme da parte del governo.

Dalle fonti indiane non emerge alcuna indiscrezione circa il mistero del fucile mancante e, a detta del sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, si tratta di un chiaro sintomo della confusione che assale gli esperti della polizia indiana.

Da questa incertezza è nata la decisione di ritornare sulla nave nella giornata di ieri martedì 3 aprile, per interrogare i quattro marò rimasti a bordo in presenza del console generale Giampaolo Cutillo.
Inoltre, il sottosegretario De Mistura ha avuto un lungo incontro in carcere con i due fucilieri del San Marco, consegnando loro regali ed oggetti personali inviati loro dalle famiglie, mostrando anche lo scenario che si prospetta per le prossime settimane.
Dopo le festività pasquali, il sottosegretario giungerà anche in Puglia per trasmettere notizie ai familiari dei due marò.
Il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, ha inotre ricevuto una delegazione di sikh indiani residenti in Italia che presenta 4mila firme raccolte per la liberazione dei due marò.





Daniela De Angelis


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