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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 13:50

Operazione "Augusta", chiuse le indagini

Operazione "Augusta", chiuse le indagini

Lecce - Chiuse le indagini dell'Operazione "Augusta", condotte dai carabinieri del Ros, coordinati dal colonnello Paolo Vincenzoni, e dagli uomini del comando provinciale di Lecce, guidati dal colonnello Maurizio Ferla.
Gli inquirenti hanno documentato il processo di riorganizzazione di uno dei clan storici della Scu collegato al boss Salvatore Rizzo, detto Totò, 59 anni.
L'uomo era stato già condannato nel primo maxi processo alla quarta mafia pugliese e continuava ad essere figura carismatica nella Scu.
Il 4 ottobre scorso, su richiesta del procuratore Cataldo Motta, sono state eseguite ben 49 ordinanze di custodie cautelare con accuse che vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate. Altri 18 risultano, invece, indagati a piede libero.
I principali canali di approvvigionamento sono due: quello olandese e quello laziale, riconducibile alla banda criminale del boss Carmine Fasciani, padrino indiscusso del litorale romano.
Dopo l'arresto di Firenze, avvenuto nel 2008, la gestione delle attività illecite era passata a Nicolino Maci, attraverso le "sfoglie", i messaggi contenenti precise direttive operative che il 35enne riceveva direttamente dal carcere.
Sono state le dichiarazioni di Giuseppe Manna, nuovo collaboratore di giustizia, ad indicare l'esistenza di un nuovo clan, sorto da un'accordo tra Totò Rizzo e Alessandro Verardi, ex latitante tratto in arresto alcuni giorni fa.
Il gruppo aveva conquistato il monopolio dello spaccio di stupefacenti che circolavano fra la "Lecce bene", quella insospettabile e benestante.
L'operazione Augusta è riuscita altresì ad evidenziare come la Scu leccese tentasse di rimodulare le proprie strategie, individuando in attività imprenditoriali apparentemente lecite, nuove e maggiormente remunerative fonti di guadagno e di controllo del territorio. I soldi venivano reinvestiti in società, come l'agenzia "Iron Service", capace di conquistare un regime pressoché monopolistico dei servizi di sicurezza, body guard e buttafuori, mediante minacce ed estorsioni. L'agenzia era stata regolarmente registrata alla Camera di Commercio di Lecce e svolgeva i propri servizi anche in manifestazioni pubbliche.

Marcella Barone


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