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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 06:19

Aggressione in branco, condannato ad un anno di reclusione

Aggressione in branco, condannato ad un anno di reclusione

Botrugno - Nella notte tra il 28 e il 29 agosto del 2008, cinque ragazzi tra i 19 e i 22 anni residenti a Botrugno, parteciparono in branco ad un'aggressione ai danni di due ragazzi, un 17enne di Botrugno e un 20enne di Poggiado.

Il pubblico ministero Giovanni De Palma contestò al "branco" il concorso in violenza privata, lesioni personali e danneggiamento, con le aggravanti dei futili motivi e della presenza di più persone.

Davide Piccinno, partecipante materiale all'aggressione, fu l'unico a sostenere di non aver mai partecipato al pestaggio dei due ragazzi.

Nella giornata di ieri il ragazzo è stato condannato in primo grado ad un anno di reclusione dal giudice monocratico del Tribunale di Maglie, Pasquale Sansonetti. essere colpevole. Piccinno, che continua a professarsi innocente, fu anche l'unico ad aver scelto il dibattimento, gli altri imputati scelsero il patteggiamento ottenedo così 6 mesi di reclusione. Il giovane, difeso dall'avvocato Sergio Santese, molto probabilmente ricorrerà in appello. Il movente dell'aggressione sarebbe stata "un'occhiata" di troppo che portò il branco a vendicarsi.

Le indagini furono condotte dai carabinieri di Nociglia, i quali consultarono anche i referti medici provenienti dal pronto soccorso dell'ospedale civile riguardanti, in particolare, le lesioni subite dal 20enne di Poggiardo.

La giovane vittima testimoniò che l'aggressione avvenne intorno alle 2 della notte: una volta uscito da una festa di compleanno, si trovò poco dopo aver percorso la via principale per San Cassiano, un'auto grigia che sbucava da una stradina laterale e che gli tagliava la strada, impedendogli di proseguire. Dall'auto uscirono i cinque ragazzi visti poco prima, che circondando i due malcapiatati, iniziarono a tirare calci e pugni alla carrozzeria, ammaccandola e rompendo specchietti e fanalini, prima di aggredire fisicamente il 20enne.

La presenza del 17enne fece si che non si giungesse a conseguenze più gravi e fu la fortuna del giovane di Poggiardo, in quanto uno degli aggressori gli disse: "Non ce l'abbiamo con te, ma lui non doveva permettersi di guardarci".

Daniela Coluccia


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