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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 05:48

I carabinieri del nucleo Noe indagano su Porto Miggiano

I carabinieri del nucleo Noe indagano su Porto Miggiano

Santa Cesarea Terme - Lo scellerato sfruttamento edilizio di Porto Miggiano nei giorni scorsi, ha fatto il giro d’Italia fino ad approdare in Parlamento.

Migliaia di cittadini ormai da mesi chiedono la chiusura dei cantieri, in un'area considerata d'inestimabile valore paesaggistico, ed a rischio crollo, tanto da essere stata classificata come zona "a pericolosità geomorfologica molto elevata", per la messa in sicurezza della stessa zona sono stati stanziati ben tre milioni di euro, questa volta è l'esponente del Partito Democratico Ermete Realacci.

Realacci infatti, ha presentando un'interrogazione ai ministri per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, dell'Ambiente Corrado Clini e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport, Piero Gnudi, al fine di conoscere le loro posizioni in merito alla vicenda.

Nel suo intervento il parlamentare ha affermato: "Si sta consumando un caso emblematico della situazione di sfruttamento selvaggio di territorio, deturpamento e abuso edilizio, incurante dei problemi di stabilità geologica della costa dell'area individuata, che prevede la realizzazione di complesso turistico residenziale, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastrisi, 536 unità abitative divise in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive e tutte le opere di urbanizzazione connesse, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro". – E ancora- "Una vasta opera di cementificazione di un lembo incontaminato della costa adriatica nella zona a ridosso del parco regionale naturale "Otranto-Santa Maria di Leuca".

Conseguentemente, un'immensa colata di cemento, se non fermata, ricoprirà l'area denominata comparto 13 del comune di Santa Cesarea Terme, classificata come zona di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela, come previsto dall'art. 36 del decreto legislativo numero 42 del 2004, in quanto presenta ancora intatta la sua originaria bellezza e forma, degradando repentinamente verso il mare, un altopiano roccioso a guisa di anfiteatro circoscritto da una pineta di origine artificiale, impiantata nel 1933, la quale tende sempre ad espandersi con i nuovi rimboschimenti; inoltre per le sue macchie verdi ed essenze locali costituisce un quadro naturale di grande suggestione, nonché, per i resti di antichi monumenti, un complesso di grande valore estetico e tradizionale".

"La Puglia, -conclude Realacci- con i suoi splendidi 865 chilometri di costa, si colloca al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati, con 1,7 violazioni per ogni chilometro di litorale, mille 505 infrazioni accertate solo nel 2010 ovvero il 12,7 per cento del totale nazionale, mille 636 persone arrestate o denunciate e 658 sequestri effettuati nel territorio regionale.
La Puglia è poi quarta anche nella classifica dell'abusivismo sul demanio pubblico dove le infrazioni accertate a tal riguardo ammontano a 412 nell’anno 2010 e hanno comportato 270 sequestri e numerosi arresti".

A finire invece nel mirino di Antonio Maniglio, sono stati, il Presidente della regione Nichi Vendola e l'assessore all'urbanistaca Angela Barbante, ai quali, il consigliere del Pd chiede spiegazioni in merito allo scempio ambientale che si sta consumando a Porto Miggiano.

L’ennesima vittoria per il "Comitato di tutela Porto Miggiano" gruppo nato su Facebook, che in pochissimo tempo, ha superato i diecimila iscritti, generando interesse e attenzione sulla marina da ogni parte d’ Italia, e che ha portato a ben cinque interrogazioni parlamentari in pochissimo tempo, indirizzate per lo più ai ministri dell’Ambiente e della Cultura.

Intanto sulla vicenda, sono intervenuti i carabinieri del Noe (Nucleo operativo Ecologico) che nei giorni scorsi hanno acquisito tutta la documentazione relativa ai lavori nella zona di Santa Cesaria Terme, per cercare di far luce sulla vicenda.

Almeno sulla carta, per il momento però, tutto sembrerebbe essere in regola, se non fosse che i permessi rilasciati, fanno riferimento ad un piano regolatore che risale al 1994, quando l'erosione della falesia non era in stato così avanzato.

Secondo il docente di geologia dell'Università del Salento, Paolo Sansò, con questi lavori, "non solo si è indebolito il corpo roccioso, ma non esiste una proporzione tra i soldi pubblici spesi e la finalità dell’intervento, se è solo quella di tornare a consentire la balneazione nella baia".

A tal proposito, prende sempre più piede infatti, l'ipotesi che questi lavori siano solo l’inizio, essendo stato depositato anni fa un progetto di più ampia portata che prevedeva la costruzione di un approdo portuale, nonostante, ancora oggi si continui a negarne l’esistenza.

Quel che è certo però, è che l'area di Porto Miggiano, fa gola agli imprenditori da anni, e su quella stessa falesia in arretramento sono state costruite di recente, due strutture turistiche.

La prima fu l'Augustus Resort di proprietà Albino Merico, zio dell'attuale primo cittadino, Daniele Cretì, sulla struttura inaugurata nel 2010 da Raffaele Fitto, la Procura di Lecce aveva addirittura ipotizzato una lottizzazione abusiva, ordinandone la demolizione, che fu però sospesa nel 2008, quando i giudici d'appello ribaltarono la sentenza di primo grado, affermando che "il fatto non sussisteva".

La seconda costruzione invece è l'imponente "Diciannove" che conta tre grandi piscine di acqua salata, ponti, vialetti, e che è stata inaugurata la scorsa estate.

Il proprietario, Piero Montinari, è il presidente regionale di Confindustria Puglia. A quanto par, Montinari avrebbe acquistato all'asta il comparto attiguo, messo in vendita dal Comune.
Si tratterebbe di una vastissima area a ridosso della scogliera, proprio sotto la torre saracena.

In quella zona, sembra che, a scapito di trenta ettari di macchia mediterranea, verranno costruite circa mille abitazioni, nonostante, la Sovrintendenza avesse, già in partenza bocciato buona parte del progetto.

Il parere negativo, però, è arrivato solo dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge, lasciando quindi al Tar, la decisione finale sui lavori.

In teoria, la Sovrintendenza avrebbe poi avuto ancora sessanta giorni di tempo per riformulare il diniego, ma ovviamente, nulla è stato fatto.

Azzurra Monaco


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Commenti inseriti
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Claudio Grappa - 01/03/2012
che esista una località "Porto Miggiano", può essere. Attribuire la località al Comune di Miggiano mi sembra un pò surreale.....!!!


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